Duriavig (SI) e Buttò (Possibile) rimandano al mittente la proposta “unitaria” di Open Fvg sulle regionali bollandola come “grottesca”

Sinistra Italiana e Possibile sono impegnati a sostenere a livello nazionale il progetto di Liberi e Uguali e lo stesso immaginiamo di fare a livello regionale con un progetto aperto ai tanti che oggi chiedono un’alternativa rispetto alle politiche della destra e del PD, con l’obiettivo di dare sostanza ai valori di eguaglianza, inclusione, giustizia sociale. Per noi non esistono altre strade. E non sarà certo un comunicato dell’ultima ora del Consigliere Lauri ed il suo miope progetto Open FVG a farci cambiare idea. Rispondono così Marco Duriavig, Sinistra Italiana e Federico Buttò, Possibile alla proposta unitaria lanciata da Giulio Lauri consigliere regionale eletto a suo tempo nelle liste di Sel oggi fondatore con l’ex sindaco di Udine Furio Honsell di “Open Fvg”.
“Una proposta non solo tardiva ma soprattutto poco credibile, spiegano Duriavig e Buttò, in quanto in questi mesi né il PD né Giulio Lauri hanno cercato un confronto concreto con la sinistra”.
Che oggi Lauri si appelli ad Anna Falcone, rappresentante del movimento del Brancaccio e di Liberi e Uguali, soggetti politici che nascono per sottolineare che c’è un’alternativa al liberismo ed alle politiche fallimentari del PD, è grottesco. In FVG in particolare il governo di Serracchiani è stato fallimentare nel suo processo riformatore e mediocre nelle risposte sociali. Tutto questo non può certo non venir dimenticato per un semplice passaggio politico ed elettorale. L’idea stessa di costruire un centrosinistra posticcio, raffazzonato, come invoca Open Fvg, non sarebbe credibile e non trova d’accordo per primo il popolo della sinistra. Per noi la scelta di campo per le regionali è chiara: riteniamo necessario costruire un percorso che sia alternativo alle destre, ai populismi e al Partito Democratico ma soprattutto che sappia dare rappresentanza politica a chi oggi ne è privo. Una proposta politica autonoma perché è proprio il Partito Democratico che oggi ripropone Bolzonello come candidato Presidente ad aver portato alla bancarotta politica il centrosinistra. Al contrario per noi è fondamentale proporre una vera discontinuità sui temi del lavoro, degli spazi di cittadinanza attiva, dei beni comuni, della sanità pubblica, dell’accoglienza, del sostegno al reddito, del welfare rinnovato e della conversione ecologica dell’economia.

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