Editoria: Al Parlamento Ue i vertici dei giornalisti, sindacato e Ordine, a confronto su libertà di stampa, crisi dell’editoria e copyright. Sostegno dal presidente Tajani

La cronista per un giorno è l'eurodeputata e vice capodelegazione Pd nel gruppo S&D, Isabella De Monte che racconta l'incontro al Parlamento Ue fra i vertici Fnsi e Odg e le autorità europee: “Oggi ho incontrato, assieme ai vertici dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi, il presidente Tajani, ha scritto in una nota la De Monte, che ha condiviso le forti preoccupazioni della categoria per la crisi che sta colpendo il settore e per l’ostilità manifestata da alcuni esponenti di primo piano del Governo italiano. Abbiamo inoltre sottoposto all’attenzione del presidente la situazione di grave rischio che corrono gli organi di informazione delle minoranze linguistiche in Italia se venissero approvati i tagli all’editoria proposti dal M5S alla Camera nella manovra, illustrando il caso del Primorski Dnevnik, la voce degli sloveni in Italia. Da Tajani abbiamo ottenuto sostegno pieno: ha accolto le istanze della categoria e condiviso l’opportunità di far confluire una serie di provvedimenti a tutela della libertà di stampe e della professione giornalistica in una iniziativa di tipo parlamentare che goda di un ampio sostegno dei gruppi”.
Ad organizzare l'incontro era stata proprio l'eurodeputata friulana, un evento dal titolo “Le sfide del giornalismo europeo”, cui sono intervenuti il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Carlo Verna, il segretario generale della Federazione nazionale della stampa italiana Raffaele Lorusso, Renate Schroeder, segretaria della Federazione europea della stampa, il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia e coordinatore dei presidenti degli ordini regionali Cristiano Degano e il presidente dell’Associazione della stampa del Friuli Venezia Giulia e componente della giunta esecutiva Fnsi Carlo Muscatello, moderati dal giornalista Giulio Garau. L’incontro con il presidente Tajani è avvenuto a margine dell’iniziativa. Dal canto suo il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, anche da giornalista, si è schierato al fianco degli enti della categoria. Tajani conviene con Federazione della Stampa e Ordine dei giornalisti sulla necessità che gli incontri istituzionali si tengano in un clima di reciproca legittimazione. Sindacato e Ordine ribadiscono che, senza le scuse del ministro per gli insulti rivolti alla categoria e, soprattutto, se non si mette da parte qualsiasi tentativo di fare propaganda, non sarà possibile avviare alcun confronto. . “Basta con l’ipocrisia di chi si riempie la bocca con l’Europa dei popoli e poi calpesta le minoranze linguistiche – ha detto De Monte -. La libertà di opinione e di stampa, e il pluralismo dell’informazione, sono il fondamento di ogni democrazia e uno dei pilastri su cui poggia l’Ue. La politica ha il dovere di difendere la libera stampa, non di screditarla come avviene oggi in Italia, e di supportarla con risorse adeguate, soprattutto quando rappresenta la voce delle comunità e dei popoli. Il governo gialloverde vuole mettere il bavaglio alla stampa libera, alle minoranze e a ogni forma di dissenso e critica”.
Sul tema delle comunità linguistiche sono intervenuti anche i referenti nazionali della categoria. Raffaele Lorusso (Fnsi) ha ricordato che “il bene primario della democrazia si chiama pluralismo dell’informazione, e tagliare i 58 milioni di euro residui previsti dal fondo per l’editoria, che sostengono la stampa meno tutelata, significherebbe non rispettare un principio democratico e colpire un settore già fortemente in crisi, che ha visto 3mila posti di lavoro persi in tre anni in Italia”. Carlo Verna (Odg) ha insistito sulla necessità di sostenere l’informazione professionale a garanzia della qualità dell’informazione stessa e dei cittadini, e ha ricordato l’approvazione della direttiva sul diritto d’autore da parte del Parlamento europeo come punto di inizio fondamentale. Renate Schroeder ha ricordato come ancora oggi vi siano giornalisti che muoiono in Europa per fare il proprio mestiere, “come accaduto a Malta e in Slovacchia, lasciandoci tutti sgomenti”.
I vertici della categoria in Fvg si sono soffermati sul tema delle minoranze linguistiche. Carlo Muscatello ha sottolineato che “nell’Europa dei popoli e delle nazioni il Primorski è un esempio di informazione senza padroni, un giornale gestito da una cooperativa, che rappresenta la voce di un’intera comunità, e va difeso con forza”. Cristiano Degano ha evidenziato che “non si tratta di difesa corporativa, ma di una questione di tutela della democrazia: senza informazione libera e professionale non può esistere democrazia”.