Euro&Promos da Coop in Spa: Presidenza cooperazione del Fvg all’attacco

Fino ad oggi la battaglia era rimasta più o meno sottotraccia, ma oggi si palesa in una nota ufficiale. Parliamo della trasformazione da Coop in Spa della più grande cooperativa del Fvg la Euro&Promos, una voglia di “capitalismo” che poco sembra conciliarsi con la storia mutualistica della più grande coop del Fvg ma che evidentemente ha trovato forza e coraggio nei profondi cambiamenti di strategia ideologica, più che politica, in atto in quella che in passato si chiamava la sinistra storica e che oggi con il Pd renziano e le scissioni successive sta cambiando pelle. Ma valutazioni a parte veniamo ai fatti, questa mattina è stata emessa una nota dall’Aci Fvg (alleanza cooperative italiane) a firma del presidente Enzo Gasparutti che batte cassa con la ormai ex Coop "affinché vengano salvaguardati gli interessi del mondo cooperativo - i trasferimenti del risultato economico dei benefici fiscali, di cui la cooperativa ha potuto godere, ai fondi mutualistici, ovvero il patrimonio che dovrà essere oggetto di devoluzione con l’identificazione e la valutazione dell’avviamento generatosi all’interno della cooperativa". Una "polpetta" pare di circa 14 milioni di euro.

Questo il comunicato integrale: “La Presidenza dell'Aci Fvg , pur consapevole che con la riforma del diritto societario è stata introdotta la possibilità per una cooperativa di cambiare forma giuridica, esprime forte preoccupazione sulle motivazioni con cui sono state assunte decisioni ritenute di carattere strategico e si impegna a seguire con attenzione - affinché vengano salvaguardati gli interessi del mondo cooperativo - i trasferimenti del risultato economico dei benefici fiscali, di cui la cooperativa ha potuto godere, ai fondi mutualistici, ovvero il patrimonio che dovrà essere oggetto di devoluzione con l’identificazione e la valutazione dell’avviamento generatosi all’interno della cooperativa. Gli interessi del movimento cooperativo devono essere tutelati, prosegue la nota, attraverso valutazioni puntuali che individuino l’esatta determinazione della parte del patrimonio che Euro & Promos dovrà devolvere al fondo mutualistico”. “Il modello societario cooperativo – spiega Gasparutti, presidente del coordinamento dell’Alleanza delle Cooperative Italiane del Friuli Venezia Giulia - è in grado di competere nel panorama economico e imprenditoriale al pari di qualunque altro modello societario. Nessuna trasformazione in società per azioni è necessaria per sviluppare progetti, aggredire nuovi mercati e salvaguardare l’occupazione”.
La scelta assunta dall’assemblea di Euro&Promo riguarda da vicino il mondo cooperativo “quel mondo – ha precisato Gasparutti - che si ispira e si fonda su principi e valori sani: per noi fare impresa significa produrre economia sociale, creare nuovi posti di lavoro correttamente retribuiti, dove i capitali rappresentano un mezzo per sviluppare l’impresa tant’è che i soci lasciano gli utili nella cooperativa stessa per patrimonializzarla e crescere. Le dimensioni non possono essere la scelta per abdicare ad una vita di cooperazione” ha aggiunto, ricordando come sul territorio regionale insistano cooperative ben più grandi e strutturate “che non sentono la necessità di trasformarsi per competere sul mercato o salvaguardare i livelli occupazionali”.

Euro&Promos FM, la società di Udine che negli ultimi anni si è conquistata un posto di primo piano a livello nazionale nel mondo dei servizi (pulizia, movimentazione, logistica, energia, servizi culturali e assistenza socio sanitaria), ha chiuso il bilancio 2015 a quota 96 milioni e seicentomila euro, +13,6% rispetto all’esercizio precedente, con 4 milioni di utile post imposte, raddoppiato rispetto al 2014 che hanno portato a circa 14 milioni gli euro tra riserve e utili.
Il trend positivo riguarda anche il numero di occupati: nel 2014 erano 4.700, oggi hanno superato quota 5.000, +6,9%, per la maggior parte assunti a tempo indeterminato con contratto Multiservizi.

«Questi numeri confermano che la nostra è una realtà solida e sana, capace di operare nel suo settore di riferimento con una visione d’impresa – aveva commentato mesi fa il presidente di Euro&Promos Sergio Emidio Bini– Il che significa ampliare la gamma di servizi offerti e personalizzarli sul cliente, per poter tenere il passo con l’evoluzione del mercato. E poi essere sempre attenti alla qualità a tutto campo, offrendo servizi d’eccellenza, adottando tecnologie all’avanguardia e formando professionalità richieste dal mondo del lavoro. Nel 2015 il nostro investimento in formazione ha sfiorato il milione di euro. Un approccio che ci ha consentito di crescere, e che ha ricadute positive sul territorio: perché un’industria avanzata è possibile solo se supportata da servizi avanzati, e perché una realtà come la nostra crea lavoro».

Sotto l’aspetto occupazionale Euro&Promos è infatti passata dai 2.000 dipendenti del 2007 (anno in cui la società nacque dalla fusione di Eurocoop e Promos San Giacomo) agli oltre 5.000 di oggi, che raggiungono i 6.000 se si considerano anche le altre società del Gruppo.

Un migliaio sono i dipendenti in Friuli Venezia Giulia, cresciuti di 45 unità (o del 7,7 %), regione che per Euro&Promos vale il 16% del fatturato. In Friuli Venezia Giulia hanno sede anche le altre società del Gruppo: Euro&Promos Laundry s.r.l. (lavanderia industriale), L’Onda Nuova (servizi socio sanitari), Sadeco (igiene ambientale). Fra i clienti serviti in regione, nomi come Electrolux, Cartiere Burgo, Assicurazioni Generali, Ideal Standard, Jacuzzi e la base NATO di Aviano.

Ma in questi anni la società si è conquistata un ruolo di primo piano a livello nazionale, e oggi opera in quasi tutte le regioni italiane con otto sedi decentrate oltre a quella di Udine. «Essere un grosso player è la chiave per rimanere su un mercato molto cambiato negli anni post crisi –sottolinea Bini–. Solo le realtà grandi e strutturate hanno le capacità gestionali richieste da sempre più gare. La capacità di presidiare tutto il territorio nazionale rende possibili alleanze e partnership». Con questi principi era ovvia la voglia di trasformazione da coop in società per azioni che consente operazioni societarie svicolate dai meccanismi delle quote paritarie dei soci. Infatti i soci nelle coop esercitano un voto a testa qualunque sia il capitale sottoscritto e versato dagli stessi. Il dubbio è che i soci di euro&promos non siano stati adeguatamente informati che il cambiamento di natura societaria modificherà il loro rapporto con l'azienda, infatti se, per stessa ammissione del dominus Sergio Bini, l'intenzione è procedere ad aumentare il capitale con l'ingresso di nuovi soci di capitale i vecchi soci lavoratori vedranno quasi azzerato il loro peso.
Ma la situazione è molto complessa, la trasformazione di una Cooperativa a mutualità prevalente a Società per Azioni è complicata per aspetti giuridici importanti e finanziari relativi soprattutto
al fatto che la trasformazione comporta il versamento delle riserve ai fondi mutualistici, fondi che ,
sembra ammontino a circa 14 milioni di euro tra riserve e utili. Una cifra imponente che dovrebbe compensare il fatto che Euro&Promos in quanto coop a mutualità prevalente e quindi nel corso degli anni, dalla sua nascita, ha usufruito di agevolazioni fiscali e previdenziali.

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