Ex ospedale di Gorizia, 37 tonnellate di amianto nella demolizione. Dilagate polveri altamente nocive per la salute umana e ambientale?

Era chiuso dal 2008 l’ex Ospedale Civile di Gorizia, in via Vittorio Veneto, che ha terminato la sua demolizione, iniziata a fine di agosto, per fare spazio alla realizzazione di un nuovo complesso scolastico.

“Oltre 37 tonnellate di amianto rinvenute nella demolizione appena terminata: 26 delle quali nei materiali, le altre 12 in punti della struttura scoperti durante i lavori”, dichiara il Presidente ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro), Amedeo Bozzer.

“La paura che le importanti operazioni di bonifica, avvenute prima della demolizione, abbiano consentito il dilagare di polveri altamente nocive per la salute umana e ambientale rimangono prive di una documentazione ufficiale disponibile ai cittadini, così come tutte le garanzie a loro legittime che sarebbero dovute arrivare prima dell’intero processo”, commenta Bozzer sottolineando come “Seppur fiduciosi che l’intervento sia stato realizzato nel rispetto della normativa ambientale e relativa alla sicurezza dei lavoratori coinvolti, come asserito dalla Giunta e dalla Direzione dei lavori, ribadiamo con forza che il cittadino (in questo caso addirittura anche transfrontaliero) ha il diritto di conoscere dettagliatamente eventuali rischi ai quali la propria salute viene esposta; anche semplicemente nel venire rassicurato che ciò non accada attraverso chiara documentazione. Ci auguriamo che ciò venga fatto, seppur con ritardo, per il processo di gestione dei detriti pericolosi”.

“A Gorizia non siamo di fronte soltanto a una questione legata alla demolizione di un edificio, ma a un tema che riguarda direttamente la tutela della salute pubblica e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”, dichiara il Presidente regionale ANMIL Friuli-Venezia Giulia, Fernando Della Ricca, che, assieme al collega ANMIL Alberto Chiandotto, è membro della Commissione Regionale Amianto. La presenza di una quantità così rilevante di amianto impone, a nostro avviso, la massima trasparenza su tutte le fasi dell’intervento: dalla bonifica preventiva alle modalità con cui sono stati individuati e gestiti i materiali rinvenuti nel corso della demolizione, fino al loro successivo smaltimento. Chiediamo che vengano resi pubblici tutti i dati e la documentazione necessari a consentire ai cittadini di comprendere cosa è stato fatto, con quali controlli e quali garanzie sono state adottate per tutelare lavoratori, popolazione e ambiente. La particolare collocazione di Gorizia, inoltre, rende questa esigenza ancora più significativa, perché la tutela della salute non può conoscere confini amministrativi o nazionali”.

“L’amianto continua a mietere le sue vittime anche a distanza di decenni dall’avvenuta esposizione. Come ricorda il Coordinatore del Gruppo ANMIL “Amianto e Malattie Professionali”, Alberto Alberti: “Il periodo di latenza tra esposizione e comparsa del mesotelioma va dai 20 ai 50 anni. Caratteristica che ne determina la subdolenza e che, purtroppo, dà adito a procrastinare la responsabilità di oggi stesso nel dare priorità alla presa in carico”.

Di questi giorni la notizia che i Servizi di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Ausl della Romagna hanno dato il via a un intervento pilota di sanità pubblica indirizzato agli ex esposti amianto della storica Officina Grandi Riparazioni di Bologna (OGR), con l’obiettivo di coinvolgerli in un programma di controlli periodici gratuiti finalizzati a diagnosticare eventuali patologie polmonari.
“Quella che per anni è stata definita la Eternit di Bologna trova spazio per i suoi sopravvissuti a dodici anni dalla chiusura. Noi di ANMIL ricordiamo bene la lotta disperata per il riconoscimento che le ex lavoratrici e lavoratori OGR chiedevano in termini di prevenzione e presa in carico. Il dramma nel dramma delle patologie degli ex esposti all’amianto è questo: bisogna ammalarsi per dare una dignità ai propri diritti”.

Prosegue senza sosta l’attività del Gruppo ANMIL, coordinato da Alberti, volta alla tutela, il riconoscimento ed il dialogo con le Istituzioni a favore di quanti, come i suoi componenti, si trovino ad affrontare le difficoltà di un sistema che fatica a garantire una gestione dignitosa del danno subìto dagli ex-esposti.