Fallimento Sidernova, novità nell’operazione Money Steel

Nuovo capitolo per l'operazione Money Steel della Guardia di Finanza di Rimini che, nella mattinata di lunedì, ha denunciato cinque persone denunciate e sequestrato beni per 6,2 milioni di euro. In particolare le fiamme gialle hanno eseguito un provvedimento disposto dal Gip nei confronti di alcuni soggetti indagati per bancarotta fraudolenta. relativa al fallimento di una società di Remanzacco, la Sidernova, che negli anni scorsi aveva trasferito la sede legale a Rimini e che operava anche all'estero nel settore della trasformazione, lavorazione e commercio di prodotti siderurgici. Fra i beni sequestrati un lussuoso appartamento di Marina Centro, stimato in 1,5 milioni di euro. Messi i sigilli anche a conti correnti bancari per 1,2 milioni di euro. I beni sono riconducibili a un imprenditore riminese 50enne, F.P., principale indagato dell'inchiesta che, nel novembre del 2015, aveva portato 8 misure cautelari nei confronti di altrettante persone e sequestrato beni per un valore di oltre 3,5 milioni di euro. Il blitz era partito da un'indagine del Nucleo di Polizia Tributaria di Rimini in seguito alla dichiarazione di fallimento, avvenuta nel 2013, della società friulana con base operativa a Rimini ma operante sul territorio nazionale e in Paesi Esteri nel settore della trasformazione, lavorazione e commercio di prodotti siderurgici. I controlli della Finanza hanno permesso di scoprire una serie di attività illecite messe in atto tra l'Italia, la Repubblica di San Marino e l'Austria coinvolgendo società italiane, una società spagnola, una società austriaca ed una società sammarinese.
Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme Gialle, a tirare le file della bancarotta sarebbe stato proprio l'imprenditore riminese che aveva messo gli occhi sull’'azienda di prodotti siderurgici già in cattive acque. L'obiettivo dell'uomo era quello di acquisire il capannone da 5 milioni di euro dove operava la ditta e di proprietà di una società di leasing, sul quale pesava un mutuo da 1,5 milioni di euro. Attraverso una serie di operazioni, effettuate con un'altra società di leasing che si sarebbe dovuta accollare il mutuo, l'uomo si sarebbe così intascato la differenza cospicua sul valore dell'immobile. Ma non solo ora la Gdf ha individuato e denunciato le altre 5 persone, di cui due per il reimpiego in attività economiche dei proventi illeciti della bancarotta, e le restanti come responsabili della sottrazione di ingenti risorse finanziarie ai creditori. Il tutto veniva attuato grazie a società con sede a Cipro e San Marino. Il Pm Paolo Gengarelli ha richiesto al Gip il provvedimento di custodia che è stato eseguito dalle fiamme Gialle di Udine e Padova..