Fascismo eterno

In questa orrenda campagna elettorale molto si è detto e scritto su fascismo, antifascismo e neofascismo, si sono svolte manifestazioni, scontri fisici anche violenti, per non parlare di quelli verbali, tra esponenti di posizioni avverse. Formazioni e partiti che si rifanno esplicitamente al fascismo, ne propugnano l’ideologia, ne assumono i comportamenti anche in luoghi istituzionali. È bene operare una prima distinzione tra Fascismo storico, inteso come regime dittatoriale che governò l’Italia per un ventennio, promulgò le leggi razziali e condusse ad una guerra catastrofica e il fascismo come ideologia che in varie misure, forme e manifestazioni è rimasto e rimane ancora presente e non solo in Italia. Con il ventennio fascista l’Italia, da più parti si afferma, non ha fatto i conti, non c’è stata un’analisi approfondita ed imparziale dei fatti, delle cause e delle conseguenze. Nel dicembre 1946 per iniziativa di fascisti che avevano militato nella Repubblica sociale italiana venne fondato il Movimento sociale italiano. Presentandosi come baluardo anticomunista, durante la crisi del centrismo il MSI sostenne varie iniziative della Democrazia cristiana e alcuni suoi esponenti furono coinvolti in episodi di eversione e nella “strategia della tensione”. L’Italia non ha avuto un Mandela che da primo presidente liberamente eletto del Sudafrica, nel 1995, agevolò la nascita di una Commissione per la verità e la riconciliazione con l’obiettivo di raccontare tutto quello che era successo negli anni dell'apartheid. In Italia questo non è stato fatto e ancora si parla di “Italiani brava gente” “Mussolini ha fatto anche delle cose buone” ed altri banali luoghi comuni.
Proponiamo un esempio, tra i tanti, di come il regime condizionò pesantemente la vita degli italiani, riportando uno stralcio della testimonianza di una partigiana, Sonia, a cui il fascismo cambiò la vita già in tenera età.

I fascisti hanno ucciso mio papà, dicevano che nella nostra vigna, erano quattro o cinque filari, venivano tante persone con i carri da Azzida per potare e tagliare le viti e sono venuti a vedere chi erano questi “comunisti”. I fascisti erano in tanti, hanno cominciato a picchiare ed hanno ammazzato uno di Coda, gli hanno dato ancora un calcio dopo che era per terra. Allora mio papà ha detto loro di rispettare le camicie nere che indossavano, lo hanno messo sul carro con gli operai dopo averlo picchiato, aveva due costole spezzate, e lo hanno mandato a casa, i buoi sapevano la strada da soli. Mi è rimasta sempre un’ossessione della vendetta. Io stavo sempre in camera con lui perché mi raccontava le storie.
Un giorno entrano di nuovo i fascistoni sbattendo gli scarponi alla porta:” Poltrone, alzati, cosa fai a letto?” Allora ho detto: “Aspettate che venga la mamma che lo aiuta”, avevo 6 anni, mi hanno dato uno spintone ed ho ribaltato la bacinella, la brocca e tutto, ero tutta bagnata. M padre era per terra, lo tenevano per la camicia ed è saltato un bottone, hanno cominciato a gridare, di mio papà non si sentiva neanche la voce, lo hanno picchiato sul petto: croc.. croc…Ho sentito queste ossa che si rompevano, mi vengono i brividi sulla schiena.. mi sono tirata su, mio papà aveva sangue dal naso, dalla bocca, dalle orecchie. Aveva i polmoni sfracellati. Se ne sono andati senza una parola, solo sbattuta la porta, erano camicie nere. Nessuno di noi era iscritto al fascio, la mamma non voleva, io rubavo le uova per pagarmi le 5 lire per la carta d’identità di giovane balilla.

Morto il papà eravamo soli, ho chiesto alla mamma: “Come faccio io? I miei fratelli sono arrivati alla professione ed io?” Mi ha detto o trovi lavoro in qualche fabbrica o vai a servire. Avevo tredici anni. Io non volevo andare a servizio a dire “Sì signora”. Pensavo, pensavo, mi veniva da piangere, volevo andare a scuola e diventare dottore. Allora mi è venuto un lampo di iscrivermi al fascismo perché lui mi ha portato via il papà e lui doveva pagare questa mancanza e farmi studiare. L’ho fatto per vendetta, solo per vendetta: avevano ucciso il padre ed ora mi dovevano fare studiare. Così ho fatto fino a quando mio fratello , attraverso degli amici fidati, mi manda a prendere e, comincia la mia vita nella resistenza come crocerossina. 

A Fragna c’era un grande ospedale dove si facevano interventi importanti, anche amputazioni, c’erano i corrieri che aiutavano anche dall’Italia, portavano messaggi, medicine e fasce da Cividale dove ero conosciuta perché avevo fatto pratica lì il primo anno di Università, ma non sapevano che ero partigiana altrimenti mi avrebbero mandato pallottole, non medicine. I civili davano il carro per portare i feriti a Fragna.
Ho tenuto l’ospedale per due anni, chiedevo a quelli che aiutavano di procurare le fasce, i viveri, le medicine, il cambio di vestiario, quelli che lavoravano sul terreno, rischiavano tantissimo. Anche seppellire i morti era pericoloso, bisognava farlo di nascosto, non si doveva sapere.

Le leggi che proibiscono la ricostituzione del partito fascista non mancano, anzi diluviano, come diceva il buon Manzoni, per le Grida
La XII disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana, nata dall’antifascismo, recita: «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».
La legge Scelba del 1952, oltre a vietare la ricostituzione del partito fascista, punisce «Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici»
La legge Fiano approvata il 12 settembre 2017 prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi fa saluti romani o vende gadget che richiamino i regimi totalitari di destra.
Veniamo ora al fascismo come ideologia riprendendo il discorso pronunciato da Umberto Eco il 24 aprile 1995,più che mai attuale, alla Columbia University di New York, nell' ambito delle celebrazioni per la Liberazione dell' Europa dal nazifascismo. Eco indica una lista di quattordici caratteristiche tipiche di quello che chiama l' Ur-fascismo, o il Fascismo Eterno, ne prenderemo in considerazione alcune.
Per il Fascismo l’ Illuminismo, l' Età della Ragione, vengono visti come l' inizio della depravazione moderna. Prevale quindi irrazionalismo che dipende anche dal culto dell' azione per l' azione.” L' azione è bella di per sé, e dunque deve essere attuata prima di, e senza una qualunque riflessione. Pensare è una forma di evirazione. Perciò, la cultura è sospetta, nella misura in cui viene identificata con atteggiamenti critici”. Sappiamo però che il pensiero richiede tempo per poter prendere decisioni oculate dopo aver formulato ipotesi e verificato tutte le possibili conseguenze delle proprie scelte. L’azione fine a se stessa rischia di andare avanti senza un obiettivo, come camminare, anzi correre senza una meta.
Inoltre la riflessione ed il ragionamento portano al pensiero critico, quindi a volte al disaccordo, che nella cultura democratica conduce ad un progresso nelle conoscenze attraverso il confronto e la discussione. Per il Fascismo Eterno invece il disaccordo è tradimento. L’obbedienza al capo viene prima di tutto, accada quel che accada. Il pensiero critico è vietato.
Il disaccordo è inoltre un segno di diversità. “Il Fascismo Eterno cresce e cerca il consenso sfruttando ed esacerbando la naturale paura della differenza”, è dunque razzista per definizione.
Il diverso è inquietante, destabilizzante, pericolo di per sé. E quindi il migrante, chiunque sia , per qualunque motivo lo sia, profugo, perseguitato, povero, è pericoloso e deve ritornare a casa sua, anche se non solo la sua casa, ma la sua città, i suoi campi, la sua nazione non esistono più perché distrutti con la complicità di chi ora lo respinge.
Al punto nove Eco dice che per il Fascismo Eterno “ Non c' è lotta per la vita, ma piuttosto vita per la lotta. Il pacifismo è allora collusione col nemico; il pacifismo è cattivo perché la vita è una guerra permanente”. In questa visione nasce il mito dell’eroe, strettamente legato al culto della morte che ad esempio nel canto” A noi la morte non ci fa paura” scritta sull’aria di “Vent’anni allegramente” musicata da F. S. Cataldo, testo di Anonimo, si esplicita chiaramente:
A noi la morte non ci fa paura… no!
Ci si fidanza e ci si fa l’amor,
se poi ci avvince e ci porta al cimitero
s’accende un cero e non se ne parla più!

Vogliam morire tutti crocefissi
per riscattare un’ora di viltà,
se ci restasse di vita un sol minuto
noi lo vivremo per un’eternità.

Già dal titolo comprendiamo come la grammatica non fosse proprio un interesse condiviso.

 

Il teschio, come simbolo della morte, utilizzato come fregio da basco dalle Brigate Nere della R.S.I. 

Questi gadget si trovano facilmente in internet, anche se a norma di legge dovrebbe essere vietato, forse la vendita è intesa come commemorazione….

Poiché l’eroismo non è sempre praticabile il Fascista eterno trasferisce la sua volontà di potenza in campo sessuale dando origine al machismo cioè disprezzo per le donne e intolleranza totale per abitudini sessuali non conformiste, dalla castità all' omosessualità. Sposa e madre esemplare dev’essere la donna, fattrice feconda, obbediente al maschio di casa, padre, fratello, marito che sia.
Gli elementi di Fascismo latente individuati da Umberto Eco sono più numerosi, ci siamo limitati ad uno spunto di riflessione.
Se il fascismo si presentasse nelle forme a noi conosciute attraverso la storia, sarebbe più facile individuarlo e combatterlo, ma non è così, la presenza è sottile e ambigua, con molte connivenze ed intrecci, ma proprio per questo bisogna vigilare e come dice Eco:” Libertà e Liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: non dimenticate".
L’Italia ha uno strumento potentissimo per respingere gli attacchi fascisti, la Costituzione, nata dall’antifascismo e che proprio per questo ha subito attacchi ripetutamente e sistematicamente. Il referendum popolare l’ha salvata, ma non è finita qui, vigilare è necessario sempre perché è la Costituzione che può garantirci la democrazia quando la politica impazzisce.
Ricordarsi sempre che il sonno della ragione genera mostri.

 

Loredana Alajmo