Fase 2 : considerazioni su ripartenza attività ordinarie dell’Ospedale di Udine e nuove Povertà

"Sebbene la nostra Regione non sia stata in epicentro del contagio, ha dovuto fronteggiare una prova impegnativa e di sofferenza e un pensiero va alle persone che sono state contagiate e sono morte per aver contratto il virus, gli ospiti delle case di riposo. E nella nostra regione tante sono state le case di riposo colpite dal contagio. Da inizio pandemia 319 sono stati i decessi, 73 nella provincia di Udine, verificatisi soprattutto nelle case di riposo.
Mentre nelle Quiete è stato dichiarato a mezzo stampa dall’assessore Barillari che non ci sia stato nemmeno un anziano positivo al Covid-19, altre case di riposo sono state colpite dalla pandemia. A Trieste l’assurda ipotesi della Nave-covid per isolarli è stata fortemente criticata. E chiedendo quante siano le persone contagiate nelle altre case di riposo che insistono sul territorio del nostro Comune di Udine, ricordo che la popolazione ospite di tali residenze è sicuramente affetta da molte patologie e da fragilità. E anche in condizioni di normalità gli ospiti delle case di riposo hanno un accesso a pronto soccorso e ospedale superiore di circa il 60% alla popolazione di pari età che vive a casa propria. E per queste persone essere state colpite dal virus ha significato in talune situazioni lasciare l’esistenza terrena. Una riflessione è doveroso farla su gli standard di assistenza sanitaria alle persone anziane che vivono nelle proprie abitazioni e nelle case di riposo, un tanto anche per garantire protezione in vista dell’autunno e di eventuali recrudescenze del contagio che ci auguriamo non accadano ma che ci devono trovare pronti a fronteggiarli.
Una riflessione sul Nostro Ospedale Santa Maria della Misericordia: distretti e ospedali durante la pandemia hanno riorganizzando il proprio lavoro rivedendo le proprie agende di attività, con rinvii di prestazioni sanitarie non urgenti. Ritengo importante programmare una commissione consiliare comunale nella quale i dirigenti aziendali possano informare i consiglieri sulla programmazione della ripartenza delle attività ordinarie del distretto sanitario e dell’ospedale e se e come l’emergenza covid abbia impattato sulle liste di attesa per visite specialistiche ed esami radiologici di diagnostica.
Rischio povertà, Istat: 16,4 milioni di italiani (27,3%) sul filo dell'esclusione sociale Quasi un italiano su tre è a rischio povertà, lo dice uno studio Istat relativo al periodo immediatamente precedente al Coronavirus. il 6,5% delle famiglie è in povertà assoluta. E i poveri sono sempre più poveri. Sostenendo che sia verosimile che al momento possa essere visibile e censita la punta dell’iceberg di un disagio che è lavorativo, sociale ed economico sommerso, anche perché dignitosamente non esibito, un disagio di lavoratori, di famiglie, e legato alla solitudine delle persone peggiorata durante il lockdown-  Liguori osserva che durante la Fase 2 le competenti Istituzioni sono chiamate a co-programmare e co-progettare, prendendo in carico le Nuove Fragilità, coordinando e integrando risorse della Sanità, del Sociale, del Terzo Settore e del mondo del Volontariato.  “La grave situazione che si è venuta a creare con l’emergenza COVID-19- richiede che siano potenziati i percorsi assistenziali integrati tra azioni sanitarie, azioni assistenziali e misure economiche a sostegno delle situazioni di fragilità”

Simona Liguori consigliere comunale Udine   Lista Innovare