Fatta la Giunta Regionale FVG, ecco i “Dieci piccoli Indiani” alla corte del gran tessitore Massimiliano Fedriga

Il neo presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha presentato nel Palazzo della Regione a Trieste la Giunta regionale. La squadra sarà composta da 10 assessori, di cui tre donne. Saranno loro a timonare la nave attraverso i marosi cercando di evitare scogli nazionali, veneti e giudiziari. Una situazione serissima ma sulla quale, almeno oggi che gli assessori sono, alcuni remigini, altri ripetenti perniciosi e attempati, vale la pena scherzarci. Non sono sette come i “magnifici”,  non sono otto come i cavalieri dello zodiaco e neppure nove,  come il pianeta fantasma del sistema solare  la cui esistenza è stata ipotizzata ma ancora mai provata. Insomma sono dieci come i comandamenti o meglio per evitare paragoni blasfemi, come i personaggi del giallo della scrittrice britannica Agatha Christie “Dieci piccoli indiani” che ci pare più calzante. Del resto come spesso accade non basta vincere le elezioni per poter governare, ma serve trovare la giusta alchimia, come stanno provando sula loro pelle Di Maio e Salvini.  Non solo un programma ma soprattutto l’assegnazione di poltrone e deleghe necessarie a far quadrare tante variabili, alcune palesi, altre inconfessabili, altre ancora necessarie in “forza di legge” o di lobbie, così, esattamente come nel giallo della Christie la formazione della giunta Fedriga è stato un canovaccio non privo di suspense e colpi di scena,  sviluppato seguendo i canoni classici dell’enigma della camera chiusa. Non si è trattato di omicidi, ovviamente, ma di alcuni delitti, di cui in futuro vedremo gli strascichi, forse si. Nel libro della Christie gli omicidi si svolgono in un contesto circoscritto e la scommessa è scoprire chi è l’assassino, che deve essere per forza uno del gruppo. Il colpo di scena principale nel libro è che i personaggi muoiono tutti, mentre nel nostro caso questo fortunatamente non avverrà, a meno che non si intenda l’omicidio come fine politica, che può sempre arrivare, soprattutto quando non si è nel posto giusto e magari si cercherà ugualmente di condurre  giochi pericolosi. Spetterà al narratore, in questo caso Fedriga, riuscire ad arginare voglie di protagonismo e alcuni assalti alla diligenza che certamente ci saranno, perchè se oggi le deleghe hanno una determinata ripartizione, domani chissà cosa potrà accadere nel libero scambio di favori. Del resto ci sono alcune nomine  contornate da mistero e altre da segreti di Pulcinella. Chi le ha volute davvero e perchè?. Noi delle idee le abbiamo, ma non vogliamo rovinarvi il gusto della scoperta svelandovi i retroscena e la possibile  trama futura, sappiate che si preannuncia ricca di colpi di scena. Nel libro della Christie, in ognuna delle camere assegnate agli ospiti era appesa al muro una filastrocca che recitava la storia di dieci negretti (tradotti maldestramente in italiano in “indiani”) i quali, uno dopo l’altro, muoiono in modi differenti. Sul centrotavola della sala da pranzo, inoltre, si trovavano le statuine corrispondenti ai dieci negretti della filastrocca, mentre nel dopo la cena, con i presenti che discorrono tra di loro, una voce metallica dalle scarse sembianze umane e proveniente da un grammofono li incolpava tutti di aver commesso un omicidio, citando date e nomi delle vittime, mettendoli gli uni contro gli altri ed instillando il germe del sospetto. Insomma l’emergere degli scheletri dagli armadi incubo di ogni politico di rango e sulla cui conservazione e segretezza la politica è maestra, a tutte le latitudini dell’emiciclo, e basa spesso la propria reciproca sussistenza nella logica del “cane non mangia cane”. Sarà così anche oggi come lo fu all’indomani della presa del palazzo da parte di Serracchiani e compagni? Ma è evidente che si, di certi scheletri, anche se per ora non di dominio pubblico, il naso allenato del leader di razza sente l’olezzo, così Fedriga tanto per evitare future sorprese, ha deciso di rimestare le carte evitando le rendite di posizione e cercando così di coprire con un velo di organza un passato che rischia di tornare fuori. Forse poteva fare di più, ma di certo ha cercato di limitare i danni, del resto di una cosa può essere certo, non è dall’opposizione o dalla stampa che si sta rapidamente allineando al nuovo corso, che verranno i pericoli per il suo governo. Per chi è contrario al centro-destra, non c’è molto da sperare, il monopolio informativo e quello delle “fonti” sono monolitici e prima che il PD, sempre che ci riesca, accetti il proprio nuovo ruolo d’opposizione, passerà molto tempo. Schiacciati in una crisi d’identità profonda, i Democratici non sembrano aver capito molto sulla tranvata elettorale presa, limitandosi oggi a gridare allo scandalo per la presunta eccessiva centralità del Presidente Fedriga, dimenticandosi che il Serracchiani style era perfino peggio. Se il PD in sostanza pensa di risollevarsi, non presentandosi ai cittadini con il capo cosparso di cenere, ma evidenziando la pagliuzza procedurale nell’occhio di Fedriga, non andrà molto lontano, perchè le piccole vendette di palazzo che vogliono evidenziare le contraddizioni dello schieramento avverso, appaiono risibili, se non si sono ancora rimosse le travi che si trovano conficcate nei propri occhi e che rischiano di portare alla cecità definitiva.

Fabio Folisi

Per dovere di cronaca vediamo chi sono i nostri 10 piccoli indiani, pardon assessori, le loro deleghe e profili, così come pubblicati dall’ufficio stampa della Regione:

Riccardo Riccardi (FI, Udine): vicepresidente con deleghe a Salute, Politiche sociali, Disabilità e Protezione civile. Nato nel 1962 a Udine, laureato in Architettura, giornalista professionista, dirigente di Autovie Venete. Ha ricoperto le cariche di assessore del Comune di Codroipo, assessore all’Ambiente della Provincia di Udine, assessore alla Mobilità, Energia e Infrastrutture della Regione dal 2008 al 2013. Nel 2008 è stato Commissario delegato di Governo per l’emergenza della A4 e dal 2009 al 2010 Commissario delegato per l’emergenza alluvioni. È stato presidente della commissione di Protezione civile e coordinatore degli assessori nella Conferenza dei presidenti delle Regioni. Consigliere regionale nell’XI legislatura.

Tiziana Gibelli (FI, Pordenone): assessore a Cultura e Sport. Nata a Milano nel 1953, laureata in Lettere alla Statale di Milano, è direttore della Navigli Lombardi scarl e, in precedenza (2007-2009), è stata al vertice della direzione Cultura di Regione Lombardia dove ha seguito in particolare i rapporti con l’Unesco oltre a progettazione e realizzazione di grandi eventi regionali. Tra le esperienze nel settore privato, le cariche di amministratore delegato e direttore generale nella Netdish spa di Padova e prima ancora consigliere delegato e direttore generale del settore editoriale Suvini Zerboni spa, holding del Gruppo editoriale Sugar. Ha ricoperto inoltre l’incarico di assessore alla Cultura e vicepresidente della Provincia di Milano (1985-1995).

Fabio Scoccimarro (FdI, Trieste): assessore ad Ambiente e Energia. Nato a Trieste il 18 ottobre 1957, laureato in Storia alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trieste, imprenditore, è stato presidente della Provincia di Trieste da giugno 2001 ad aprile 2006. Nominato commendatore dal presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, nel 2005, è stato anche vicepresidente dell’Aeroporto di Trieste Spa e presidente della fondazione Isai (Istituto sviluppo ambientale internazionale) dell’Unesco. Dal 2016 è vicepresidente della Trieste Trasporti Spa.

Sergio Emidio Bini (Progetto Fvg, Udine): assessore alle Attività produttive. Nato a Latisana nel 1968, diploma di perito agrario, imprenditore. Ha ricoperto la carica di vicepresidente della Ater di Udine dal 15 marzo al 31 dicembre 2013. Fondatore di una importante società nazionale operante nel settore dei servizi.

Barbara Zilli (Lega, Carnia) assessore a Finanze e Patrimonio. Nata nel 1978 a San Daniele, laureata in Giurisprudenza, avvocato. Ha ricoperto le cariche di consigliere comunale a Gemona del Friuli, consigliere del Cda di Agemont Spa, consigliere provinciale e assessore della Provincia di Udine. Consigliere regionale dal 2013 al 2018.

Pierpaolo Roberti (Lega, Trieste):assessore ad Autonomie locali, Sicurezza e Politiche comunitarie. Nato a Trieste nel 1980, diplomato in ragioneria, dipendente del Comune di Duino Aurisina, è stato per due anni vicesindaco di Trieste con deleghe a Polizia Locale, Sicurezza, Protezione civile, Grandi eventi e Famiglia prima di lasciare l’incarico per la Regione.

Stefano Zannier (Lega, Pordenone): assessore a Risorse agroalimentari e Forestali. Nato a Spilimbergo nel 1971, ha un diploma di geometra. È libero professionista nel settore della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dal 2009 al 2014 è stato assessore provinciale alla Caccia e Pesca, Sicurezza, Edilizia e Patrimonio e Ambiente. Al suo attivo ha anche una legislatura in Municipio a Spilimbergo, dove ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale dal 2013 al 30 aprile 2018, ruolo nel quale è stato riconfermato alle recenti elezioni comunali. Ha ricoperto, inoltre, l’incarico di presidente della casa di riposo di Spilimbergo dal 2015 al 2016.

Graziano Pizzimenti (Lega, Marano Lagunare): assessore a Infrastrutture e Territorio. Nato a Udine nel 1961, laureato in Economia e commercio all’Università di Trieste. Sindaco di Marano Lagunare dal 1995 al 2009 e vicesindaco dal 2009 al 2014. Docente di matematica applicata all’Istituto tecnico commerciale Deganutti, è stato presidente dell’Ater di Udine dal 2000 al 2005, componente del cda di Mediocredito dal 2008 al 2011 e successivamente vicepresidente del Consorzio industriale Aussa Corno.

Sebastiano Callari (Lega, Gorizia): assessore alla Funzione pubblica e Semplificazione. Nato a Siracusa nel 1958, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Urologia all’Università di Catania, è dirigente medico presso la Ass2 Isontina quale responsabile dal 1996 del servizio di Urodinamica. Ufficiale medico nel Corpo di Sanità dell’Esercito a Cesano di Roma e San Lorenzo Isontino (Go), membro di varie società scientifiche nazionali e internazionali. Attualmente assessore alle Politiche sociali del Comune di Monfalcone.

Alessia Rosolen (non in quota a Progetto Fvg, bensì nomina esterna voluta dal presidente, Trieste): assessore a Istruzione, Ricerca, Università, Lavoro, Formazione e Famiglia. Nata nel 1970 a Trieste, laurea in Relazioni pubbliche conseguita alla Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell’Università di Udine, è stata assessore regionale a Lavoro, Formazione, Università e Ricerca dal 2008 al 2010 e ha ricoperto diversi ruoli istituzionali, tra i quali consigliere comunale di Trieste dal 1998 al 2008 e dal 2011 al 2016 e consigliere provinciale di Trieste dal 2001 al 2002. Giornalista professionista, è iscritta alla Lista unica di esperti in materia di affari europei e internazionali dell’Office for Eu projects della Central european initiative.

Fin qui le nomine, ma per concludere il nostro pamphlet in gloria, come premio per chi è arrivato in fondo, e ricordandovi di dare sostegno a FriuliSera e al pluralismo dell’informazione con una donazione, ecco il testo della filastrocca del libro giallo di Agatha Christie “Ten Little Niggers”, che letteralmente andrebbe tradotto in “dieci piccoli negri”, ma che evidentemente venne cambiato nella versione italiota in “dieci piccoli indiani” per una questione di politically correct.

Dieci poveri negretti  se  ne andarono a mangiar: uno fece indigestione, solo nove ne restar.

Nove poveri negretti fino a notte alta vegliar: uno cadde addormentato, otto soli ne restar.

Otto poveri negretti se ne vanno a passeggiar: uno, ahimè, è rimasto indietro, solo sette ne restar.

Sette poveri negretti legna andarono a spaccar: un di lor s’infranse a mezzo, e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti giocan con un alvear: da una vespa uno fu punto, solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti un giudizio han da sbrigar: un lo ferma il tribunale, quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti salpan verso l’alto mar: uno un granchio se lo prende, e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti allo zoo vollero andar: uno l’orso ne abbrancò, e due soli ne restar.

I due poveri negretti stanno al sole per un po’: un si fuse come cera e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino si impiccò, e nessuno ne restò.

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