Festival della resistenza alimentare a Tramonti di Sotto, per una nuova qualità del cibo e della vita

Che differenza passa tra le mani di un bracciante-bambino dello Xinjang e quelle di un bracciante-migrante in Puglia? Nessuna se per quelle mani passa il pomodoro.
Entrambi trasformano questo ortaggio popolare in oro rosso. Ma i proventi del grande business non sono per loro.  Chi lucra sullo sfruttamento atroce del lavoro nei campi?
E ancora: quali possono essere le conseguenze sull’ambiente, la dignità del lavoro e la stessa salute dei consumatori quando le grandi filiere alimentari legate al maiale e alla soia sono controllate da cartelli di multinazionali in grado di mixare liberamente i fattori di produzione da un continente all’altro?
Di questo e di molto altro parleremo in questa quarta edizione del Festival con l’aiuto dei nostri ospiti non dimenticando le buone pratiche che potremmo conoscere e gustare grazie ai produttori resistenti presenti all’evento.
Nel corso della manifestazione il campeggio comunale (dieci ettari di estensione in bosco) ospiterà un mercato all’aperto dove i produttori ed autoproduttori biologici, biodinamici e tutti coloro che operano nel settore delle tipicità enogastronomiche potranno esporre le loro produzioni e scambiarsi conoscenze, tecniche ed opinioni.
Verranno proposti laboratori all’interno di un programma aperto a chiunque abbia saperi da socializzare.
Come da tradizione, verrà organizzato un piccolo simposio di writers e muralisti che saranno invitati a sviluppare il tema della resistenza alimentare e delle resistenze in generale.
La sera del sabato ci sarà musica dal vivo mentre per tutte e due le giornate avrete la possibilità di degustare, tra le altre cose, una polenta speciale (mais biologico macinato a pietra a giri lenti) nelle sue varie declinazioni.
Portate la tenda e godetevi i due giorni di Festival nella cornice incontaminata della Valtramontina!

Perché il Festival della resistenza alimentare?
Il Festival della resistenza alimentare è un evento che si propone come momento di riflessione, dibattito e scambio sui grandi temi dei differenti sistemi agricoli, della sostenibilità ambientale e sociale in agricoltura e della sovranità alimentare. E’ sempre più chiara la tendenza mondiale alla concentrazione ed al controllo dei sistemi agricoli da parte di poche multinazionali in grado di influenzare, per mezzo di una sconfinata disponibilità finanziaria, legislatori e governanti. Ciò avviene in ogni settore strategico per la sopravvivenza dell’umanità.
In particolare siamo tutti minacciati (produttori e consumatori) da un agri-businness centrato sull’uso insostenibile delle risorse, sulla standardizzazione delle colture, sul controllo oligopolistico delle sementi, sull’ipertrofia dell’industria di trasformazione, sulla grande distribuzione, sul peggioramento delle condizioni di lavoro dei produttori e della qualità alimentare.
Ma la questione alimentare, come del resto quella idrica, è talmente importante da rendere la resistenza (e l’alternativa) ai processi in atto un imperativo irrevocabile.

Festival della Resistenza Alimentare – 4a edizione

 

Programma:

Sabato 24

mattino: apertura mercato e assegnazione degli spazi a writers e muralisti

ore 12,30: apertura cucina

ore 15,00: incontro/dibattito: “Chi produce si racconta”
parteciperanno rappresentanti di:
Federazione italiana vignaioli indipendenti - Fvg;
Amaro partigiano, nato dalla collaborazione tra Rimaflow e Archivi della resistenza;
Genuino Clandestino - Treviso

al termine dell’incontro i vignaioli indipendenti offriranno ai presenti un’assaggio del loro lavoro…

ore 21,30: trio Kaixides in concerto (circuito folkest)

Domenica 25

ore 10,00: laboratorio di Pipe cooking con Danilo Rigon. A conclusione del laboratorio sarà possibile degustare un assaggio delle pietanze cucinate.

ore 12,30: apertura cucina

ore 14,30: incontro/dibattito : “Caporali e grande business”
interverranno:
Stefano Liberti, giornalista e scrittore, autore del libro “I signori del cibo”, ed. Minimum fax
Fabio Ciconte, ambientalista, direttore dell’associazione Terra!

Nel corso dei due giorni di Festival saranno esposti alcuni pezzi della mostra itinerante “More clay less plastic - change in your hand”, un progetto internazionale, nato nel 2014 come gruppo aperto su Facebook per mettere in contatto ceramisti e pubblico.
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