Fincantieri, l’acquisizione della francese Stx finisce sotto la lente Ue su richiesta di Macron e Merkel sempre di più coppia di fatto

Brutta tegola per Fincantieri, la Commissione europea ha approvato la richiesta di Francia e Germania di esaminare la proposta di acquisizione di Chantiers de l'Atlantique (già Stx France) da parte di Fincantieri. Per la Commissione l'operazione "rischia di nuocere alla concorrenza a livello europeo e mondiale". Inutile dire che domani il titolo rischia di avere forti ripercussioni.
In realtà il progetto di acquisizione di Chantiers de l'Atlantique da parte di Fincantieri, pur essendo una operazione di grandi dimensioni, non raggiunge le soglie di fatturato previste dal regolamento Ue in materia di concentrazioni per le operazioni che devono essere notificate direttamente alla Commissione, ma il progetto è stato però notificato in Francia e in Germania i paesi che avevano sollevato la questione, del resto la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron sono sempre di più in sintonia da tempo tanto che firmeranno il prossimo 22 gennaio ad Acquisgrana, in Germania, il trattato franco-tedesco di cooperazione e integrazione. Il nuovo trattato punta all'obiettivo di creare una grande "convergenza" tra i due paesi. "Germania e Francia vogliono affrontare insieme le grandi sfide del 21esimo secolo", si legge nel comunicato reso noto dal portavoce del governo tedesco. Il trattato, che per importanza si avvicina al trattato dell'Eliseo del 1963, vuole stringere rapporti più stretti tra Germania e Francia nei campi dell'economia politica, della politica estera e di sicurezza, nella cultura, nella formazione, nell'ambito della ricerca e della politica tecnologica, nel clima e nella politica ambientale, così come nella cooperazione sui confini e tra le società civili. "Entrambi i paesi vogliono portare avanti un impegno comune per la sicurezza e per il benessere dei propri cittadini così come per una forte, sovrana e democratica Europa". Ovviamente il trattato dimostra una nuova sintonia fra Germania e Francia che si candidano ad essere leader in chiave europea. Ovviamente la vicenda Fincantieri npn è parte dirett di quel trattato ma di una rinnovata sintonia franco-tedesca forse sì. Del resto  sono state le autorità francesi a presentare una domanda di rinvio, in virtù di una norma del regolamento sulle concentrazioni che permette a uno o più Stati membri dell'Ue di chiedere alla Commissione di esaminare una concentrazione che, appunto pur non avendo una dimensione europea, incide sugli scambi all'interno del mercato unico e rischia di incidere in misura significativa sulla concorrenza nei territori degli Stati membri che presentano la richiesta. La Germania si è associata però alla richiesta di rinvio trasmessa dalla Francia, così sulla base degli elementi forniti dai due paesi e fatti salvi i risultati dell'indagine, la Commissione ritiene che l'operazione possa nuocere in misura significativa alla concorrenza nel settore della costruzione navale, in particolare per quanto riguarda il mercato mondiale delle navi da crociera e per questo ha deciso di agire. In sostanza l'esecutivo Ue ritiene di essere l'autorità più idonea a valutare i potenziali effetti transfrontalieri dell'operazione. Di conseguenza, l'acquisizione di Chantiers de l'Atlantique da parte di Fincantieri sarà esaminata nella sua integralità da parte della Commissione, che intende ora chiedere a Fincantieri di notificare i dati dell'operazione.
La prima reazione del governo italiano è venuta dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: ''Francamente la decisione dell'Antitrust Ue ha sorpreso anche a me, ha detto il presidente del Consiglio ospite di 'Porta a Porta' -. Adesso vedremo: è un procedimento all'inizio, vedremo come continuerà. Riterrei strano che fossero imposti ostacoli. Mi auguro che non ci siano". Fonti dell'Eliseo hanno dal canto loro sostenuto che "a seguire il dossier è la Commissione europea", che "la Francia non ha chiesto assolutamente nulla" e soprattutto che "non bisogna in alcun modo vederla come una forma di ritorsione politica". Ed effettivamente la tempistica rende poco plausibile pensare che la vicenda sia legata all'attuale momento non certo idilliaco nei rapporti tra Italia e Francia con le scaramucce sulla vicenda dei gilet gialli dopo che il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, ha appoggiato la protesta francese offrendo il supporto della piattaforma tecnologica del M5s per organizzare meglio la rete. Come è noto la replica di Parigi è stata dura.

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