Firme sulla petizione per salvare il Tagliamento, la querelle continua
IL 26 settembre scorso avevamo dato notizia degli strascichi post audizioni a Bruxelles per salvare il Tagliamento. L’accusa del Comitato per la difesa del Friuli rurale, che per questo aveva scritto una lettera al Presidente della Commissione delle Petizioni Bogdan Rzonca, era relativa al fatto che la titolarità delle firme della petizione sarebbe stata in qualche modo scippata per farsi titolare della volontà dei 12768 sottoscrittori. Spiegava il Comitato per la difesa del Friuli rurale nella lettera a Bogdan Rzonca che quelle firme erano raccolte e rivolte “unicamente alla Regione Friuli Venezia Giulia ai sensi di legge, ovvero nelle finalità meglio e dettagliatamente espresse nel testo cui hanno aderito i sottoscrittori nella esplicita ed unica finalità di ricorrere presso la Regione, e in particolare considerando che “il soggetto promotore, salvo che abbia raccolto apposito e valido consenso a tale scopo da ciascun sottoscrittore, non può trattare i dati per altre finalità”. In sostanza quanto presentato a Bruxelles sarebbe stato in realtà indirizzato ad altra istituzione. Di oggi un secondo passaggio della querelle, attraverso la messa in mora, sempre da parte del Comitato per la difesa del Friuli rurale, del presidente dell’assemblea regionale e del direttore generale della Regione a fronte per la “perdurante inadempienza in esito alla petizione Tagliamento”. La “messa in mora” è stata inviata per conoscenza al presidente della Commissione Europea per le petizioni.
Questo il testo della lettera presdentata da Aldevis Tibaldi a nome del Comitato per la difesa del Friuli rurale:
Oggetto: Fwd: Petizione n. 12/2024 “Contro la manomissione del fiume Tagliamento”, artt. 134 e 135 del Regolamento Interno del Consiglio regionale, sostenuta dai Consiglieri Moretuzzo, Massolino, Honsell, Capozzi, Pellegrino
Caro Presidente,
faccio seguito alla presentazione della petizione n. 12/2024, presentata in Tue mani il 10 dicembre 2024, relativa al pronunciamento di migliaia di cittadini “contro la manomissione del fiume Tagliamento” e più in particolare a quanto da me dichiarato in quell’occasione, che a scanso di equivoci allego alla presente.
Ebbene, nonostante la manifesta volontà delle popolazioni locali e la Tua personale responsabilità, nonché del Direttore generale, a garantire il rispetto delle regole e della volontà popolare, la petizione di cui sopra, ad oggi, non ha avuto esito alcuno a partire dalla sua presentazione in Tue mani; quindi nel più assoluto silenzio e ben al di là dei novanta giorni previsti dall’art. 135 del Regolamento Interno Consiliare.
Tanta indebita indolenza non può che allarmare la pubblica opinione circa il disprezzo delle regole che garantiscono la partecipazione quale elemento insostituibile della Costituzione Repubblicana.
Questo ingiustificato e quindi offensivo ritardo, nonché la perdurante complicità dei media locali, ci ha spinti a fare ricorso alla Comunità Europea quale arbitro delle decisioni relative all’ambiente.
La nostra petizione, n. 0144/2025, ha trovato piena accoglienza e a riprova di ciò il presidente, Bogdan Rzońca, in data 25 settembre 2025, auditi i proponenti della petizione e i parlamentari europei, ha enunciato la volontà di mantenere aperta la petizione europea unitamente alla necessità di un’indagine in loco.
Ciò prima che taluni abusino delle firme già raccolte ai sensi dell’art. 134 del Regolamento Interno Consiliare per finalità non consone al mandato dei firmatari, alle norme regionali vigenti e alla giurisprudenza sancita dal Consiglio di Stato.
Sarà pertanto nostra cura e dovere informare l’Europa del mancato adempimento della Regione nel non aver dato seguito all’istanza popolare di cui all’oggetto, fatto che rende ancor più inquietanti e fondati i contenuti della nostra denuncia in sede europea.
Nell’auspicio di una pronta risoluzione in proposito, porgo distinti saluti
Aldevis Tibaldi
P.S.: qualora non ancora in Tue mani, a riprova della leale collaborazione che deve regolare i
rapporti tra il cittadino e le istituzioni, su Tua richiesta, provvediamo all’invio della petizione
europea n. 0144/2025 alla Presidenza.




