Fontanini assolderà vigilantes per proteggere i cittadini udinesi. Contrario il Pd. Da parte nostra proponiamo al sindaco di attingere alla sua esperienza: sagome di cartone vestite da poliziotti ma con la faccia di Salvini

“Il sindaco Fontanini confonde Udine con uno stadio o un concerto rock: più che steward, per la sicurezza in città servono misure serie e una fattiva collaborazione con le forze dell’ordine, nelle quali va riposta massima fiducia”. Lo afferma l’eurodeputata Pd Isabella De Monte, commentando l’annuncio della giunta comunale di Udine di assoldare squadre di professionisti per la sicurezza". Del resto quella delle squadre di sicurezza era un pallino del neo sindaco già annunciato sia in campagna elettorale che all'indomani della sua elezione. Insomma nessuna vera novità reale nella posizione del neosindaco. Ma giustamente la parlamentare del Pd pone l'accento su un'altra questione: “la Lega di Fontanini delegittima le forze dell’ordine affidandosi a una specie di polizia privata che dovrebbe fare le veci di quella dello Stato o locale. Non solo getta discredito su quanti portano la divisa ma dimostra che non è in grado di rafforzare il dispositivo di sicurezza cittadino, neanche oggi che gode dell'allineamento dei pianeti. Io ho piena fiducia nelle nostre forze di polizia, che devono però essere messe nelle condizioni, con mezzi e uomini, di fare prevenzione e repressione. Questo Fontanini deve chiedere a Fedriga e a Salvini, non gettare soldi pubblici”. “Per anni – sottolinea De Monte - i leghisti ci hanno detto che, con loro al governo, sul fronte sicurezza sarebbe cambiata musica. Ebbene, i risultati parlano da soli".
Come dare torto alla parlamentare pieddina dato fra l'altro che l'operazione vigilantes avrebbe dei costi notevoli. Ed allora vale allora la pena avanzare delle proposte alternative che siamo sicuri potranno trovare il favore del Sindaco di Udine che già come presidente della Provincia aveva fatto adottare un sistema che a suo tempo venne bocciato con un “vonde monadis” (che ci permettiamo di tradurre con basta cazzate ndr). Chi non ricorda infatti la campagna per la sicurezza stradale , agome anti-incidente che dovevano essere il fiore all’occhiello del progetto “Easy Foot” costato circa 900 mila euro, e naufragato nell'ilarità generale dopo appena due anni perchè inutili e perfino pericolosi.
Ma se l'idea della Provincia del Friuli poteva essere peregrina oggi, magari aggiornata, potrebbe essere utile, dato che ad insicurezza percepita si potrebbe ovviare con polizioti percepiti risparmiando non poco ed evitando una possibile bancarotta alle casse del Comune di Udine. Infatti così come poco efficaci saranno le ronde in cane e ossa, realizzarne di legno e cartone potrebbero costare meno a parità d'effetto “percepito”. Del resto non è un idea nuova, visto che con i tempi che corrono, bisogna ricorrere a qualsiasi cosa pur di fare quadrare i conti e in Inghilterra hanno addirittura pensato non di aggiungere ma di sostituire direttamente poliziotti introducendone alcuni di cartone, ad altezza naturale ed equipaggiati come quelli veri: pettorina catarifrangente, radiolina sulla spalla, elmetto da bobby (come nel reame sono chiamati i poliziotti). Detto fatto e la polizia britannica ha costituito un vero e proprio “esercito” di questi poliziotti per prevenire furti e borseggi nei luoghi pubblici.
Addirittura nel nord-est dell’Inghilterra, sono stai piazzati dei poliziotti di cartone in alcuni negozi per evitare azioni di taccheggio, ed in alcuni distributori di carburante per dissuadere automobilisti che se ne vanno senza pagare il “pieno”. L’idea, tutta anglosassone, è che i possibili ladri, pur distinguendo che non sono poliziotti veri, siano comunque scoraggiati dal commettere atti illeciti.
L'ironia della stampa anglosassone e gli scarsi risultati dei primi test, non hanno però scoraggiato gli inglesi, sono state molte le amministrazioni di polizia che hanno aderito a questa nuova forma di controllo del territorio, nonostante le sagome costino circa 125 sterline ognuna (circa 140 euro) e che i poliziotti cartone non pretendono stipendio o ferie pagate. Non sembrano tanti soldi quindi, ma considerato che per avere un qualche effetto, secondo l'azienda costruttrice meglio che le sagome siano molte decine, la cifra diventa pesante. Così, pare, che qualche locale amministrazione abbia chiesto la collaborazione per l’acquisto dei poliziotti bambolotti, attraverso un contributo economico, anche alle attività commerciali. Un'idea anche da rilanciare a Fontanini. In Inghilterra sembra però che finora nessuno abbia aderito, ma gli inglesi sono tirchi, con i commercianti del centro di Udine sarebbe altra storia. Purtroppo però le ultime notizie che giungono da Londra e dintorni narrano che l'operazione non starebbe funzionando granché, alcuni poliziotti di cartone sarebbero infatti stati addirittura “rapiti” e si teme siano diventati “bersagli” per gli allenamenti al tiro dei malavitosi, quelli in cane e ossa, tanto che alcune amministrazioni hanno deciso di sostituirli con inamovibili murales agli angoli delle strade.
Ma non solo all'ombra del Big Ben l'idea delle “sagome” poliziotto ha trovato estimatori, oltreoceano, e più precisamente nel Tennesee, hanno avuto un’idea simile: per sopperire alla carenza di vigili per il controllo del traffico, sono stati realizzati dei manichini ad altezza naturale e con in mano il rilevatore di velocità, da affiancare ai colleghi in carne ed ossa. L'idea è simile a quella delle colonnine autovelox che sono spuntate come funghi anche in Friuli e che sono utilizzate e percepite come un sistema a “roulette russa”, con gli automobilisti che scommettono sulla presenza o meno della fotocamera. Forse funziona meglio delle sagame, ma spinge i guidatori nostrani ad una nuova forma di gioco d'azzardo.
Ma come sappiamo certe mode difficilmente non trovano cittadinanza anche nel bel Paese. A Bologna sagome di cartone attaccate ai muri e raffiguranti dei poliziotti sono stati viste “aggirarsi” in alcuni punti della città per cercare di prevenire furti o di persuadere automobilisti indisciplinati, mentre a Varallo di Sesia, in provincia di Vercelli, ben dieci dei sedici vigili della polizia locale impiegati sono in realtà sagome di legno. Il sindaco del paese ha deciso di adottare questo singolare sistema per una ragione di bilancio. Un peccato per Fontanini che avrebbe potuto rivendicare una possibile primogenitura nazionale. Allora si potrebbe pensare, anche per rendere le sagome più efficaci sugli stranieri, più o meno “clandestini” di mettere la faccia di Salvini alle sagome dei vigilantes, l'effetto sarebbe garantito e si renderebbe anche un servizio mediatico al capo nazionale.

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