Fridays for future di nuovo in piazza venerdì prossimo anche a Udine

In tutto il mondo venerdì prossimo 17 gennaio, gli attivisti di Fridays For Future si mobiliteranno per richiedere "area pulita per la nostra vita". A Udine il movimento si unisce, con un sit in in piazza Matteotti dalle 17 con lo scopo di sensibilizzare la popolazione su quanto sta accadendo in Australia, "protesteremo contro i governi negazionisti che ci stanno bruciando la terra sotto i nostri piedi, reclameremo con tutta la nostra voce il nostro diritto al futuro e richiederemo azioni immediate e concrete per contrastare la crisi che stiamo affrontando".

"84 mila chilometri quadrati: una superficie superiore a quella di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta messe insieme è al rogo, spiegano in una nota giovani  del Fridays for future. Oltre 1 miliardo e 250 milioni sono gli animali che sono stati uccisi direttamente o indirettamente dalle fiamme; 25 persone rimaste uccise negli incendi, oltre 2.000 abitazioni divorate dalle fiamme. È di 22,53 km orari la velocità media degli incendi. Dopo mesi di grave siccità e temperature record che hanno alimentato una serie di incendi senza precedenti nel sud-est dell'Australia, le fiamme continuano a devastare senza sosta la nazione.
Gli incendi hanno percorso da ottobre a oggi circa 8 milioni di ettari di territorio tra New South Wales, Victoria, Sud Australia e Queensland – una superficie doppia a quella degli incendi del 2019 in Siberia e in Amazzonia combinati, e pari ai quattro quinti di tutte le foreste italiane. Complici il cambiamento climatico e le politiche negazioniste del primo ministro Scott Morrison, accusato di essere intervenuto nel contrasto degli incendi troppo tardi e colpevole di aver attuato politiche tutt’altre che sostenibili o di contrasto al collasso climatico in atto e di cui l’Australia è vittima dei devastanti effetti. Ma ora basta, non è più pensabile di poter procrastinare, gli effetti del collasso si fanno sempre più disastrosi e colpiscono tutte le aree geografiche. Ci restano solo otto anni prima di raggiungere il punto di non ritorno, il momento di agire è ora, gli unici responsabili siamo noi e gli unici che possono fare ancora qualcosa siamo noi. Non si può parlare di cambiamento climatico ormai, al cambiamento ci si adatta, ora siamo in piena crisi climatica e se non agiamo adesso, dovremmo fare i conti con scenari ben più drammatici di quelli attuali".