“Friuli 1955”, l’omaggio al “Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia” a Udine presso la Chiesa di Sant’Antonio fino a mercoledì 4 aprile

Riapre domani, giovedì 29 marzo, alle 15 la mostra “Friuli 1955” l’omaggio della Provincia di Udine al “Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia” che si è costituito a Spilimbergo con la firma del celebre “Manifesto” alla luce dei lavori già realizzati e dei prestigiosi risultati raggiunti. “Agire attraverso una fotografia che sia documentazione poetica dell’umanità che gli vive attorno” l’intento di Aldo Beltrame, Carlo Bevilacqua, Gianni e Giuliano Borghesan, Toni Del Tin, Fulvio Roiter e Italo Zannier, autori di scatti che rimangono come affidabili rappresentazioni del Friuli dell’epoca, alcune delle quali approdate su prestigiose copertine e pagine internazionali come il “The New York Times” (maggio 1957). Questo gruppo di professionisti ha lasciato un indimenticabile ritratto del Friuli, una pagina importante nella storia fotografica italiana ed europea. E’ per queste motivazioni e per dare l’adeguato risalto ai protagonisti del neorealismo friulano in ambito fotografico che la Provincia di Udine ha organizzato la mostra “Friuli/Friûl 1955” curata dal professor Gianfranco Ellero. L’iniziativa è inserita nel programma degli eventi predisposti da palazzo Belgrado per celebrare il 3 aprile, la Festa del Friuli e si avvalgono del contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e dell’ARLeF.

“I magnifici sette di Spilimbergo” così battezzati dal professor Ellero andarono alla ricerca del “vero” Friuli: rinunciarono al consenso del pubblico ma non alla bellezza dell’immagine-verità, dell’immagine-necessità: si tennero lontani tanto dalle lezioni estetizzanti quanto alle riprese volutamente forzate per fini propagandistici e andarono a visitare il Friuli con l’entusiasmo degli esploratori che giungono finalmente alla scoperta di una nuova terra”. E così prendono corpo, attraverso l’obiettivo delle Rolleiflex, la serie de “i Luncs” e il riposo degli operai di Gianni Borghesan, “La fioraia della torre occidentale” di Giuliano Borghesan, le lagune di Bevilacqua e la straordinaria indagine sull’architettura tradizionale di Italo Zannier, antenna culturale che negli anni Cinquanta fu capace di catturare e tradurre in pratica i messaggi che arrivavano dai film neorealisti italiani facendo convergere attorno a quel filone il “Gruppo Friulano per una Nuova Fotografia”.

L’esposizione nella chiesa di Sant’Antonio a Udine sarà visitabile nelle seguenti giornate 29, 30 e 31 marzo, 2, 3 e 4 aprile dalle 15 alle 18.