Friuli, tornano alla ribalta servitù militari e poligoni di tiro. Esercitazioni in stagione turistica, si chiede rinvio o annullamento

Spesso lo dimentichiamo, ma il Friuli è da tempo immemorabile ostaggio della presenza militare, per decenni le servitù militari ne hanno condizionato e spesso frenato lo sviluppo economico. Anche se la realtà odierna non è paragonabile a quella patita in passato, spesso alcune presenze ingombranti riemergono e nonostante l'emergenza covid anche in questi giorni arriva la notizia di nuovi giochi di guerra. Ad inizio giugno si è saputo che nonostante tutto, delle previste manovre militari che interesseranno alcune aree del Friuli si svolgeranno fra maggio e giugno anche in futuro. Inutile dire che la presenza di bombe e cannoni mal si conciliano con la presenza turistica dato che vengono imposte ovvie limitazioni in zone anche ad alto tasso di presenza vacanziera. Da quanto si è saputo gli esponenti del Partito Democratico Sergio Bolzonello, capogruppo del partito in regione ed Enzo Marsilio, avrebbero scritto al ministero della difesa, grazie al fatto che a Roma il Pd è partito di governo che esprime il ministro della Difesa Lorenzo Guerini per chiedere di rinviare le esercitazioni ad ottobre. Non è noto sapere se il ministro ha risposto, di certo la preoccupazione cresce e gli stessi esponenti del Pd ai quali si è unito Morettuzzo di Patto per l'autonomia, hanno chiesto l'intervento del presidente della Regione Fvg Massimiliano Fedriga. Di oggi sul tema una dichiarazione dall'assessore regionale alle Infrastrutture, Graziano Pizzimenti, riportata anche da una nota dell'agenzia di stampa regionale: "Cercheremo di fare in modo che le esercitazioni militari compiute nei poligoni montani del Friuli Venezia Giulia si svolgano entro la fine di maggio, per contemperare sia le esigenze addestrative militari sia quelle di valorizzazione turistica di alcuni luoghi della nostra regione". In particolare l'esponente dell'Esecutivo Fedriga ha voluto porre in evidenza come l'Amministrazione sia impegnata nel trovare un punto di incontro con l'Esercito al fine di venire incontro alle esigenze di carattere turistico nelle aree in cui si trovano i poligoni. Pizzimenti ha dapprima ricordato che per ristorare l'inutilizzo di quei territori nelle giornate di addestramento sono previste specifiche risorse come stabilito dal Codice dell'ordinamento militare. "A tal fine - ha detto l'assessore - vengono pagati gli indennizzi per tutti gli sgomberi e le occupazioni nonché per eventuali danni. La misura dell'indennizzo per i lavoratori dipendenti è pari al salario corrente, mentre per i lavoratori autonomi è rapportata alla retribuzione spettante ai dipendenti con qualifica o specializzazione corrispondente o affine". "Al di là dell'aspetto economico per il disagio provocato - ha aggiunto Pizzimenti - abbiamo già fatto presente nei giorni scorsi alle Forze armate la necessità di provvedere a un cambio di calendario delle esercitazioni. Queste ultime non dovranno svolgersi più nel mese di giugno, quando la stagione turistica estiva è già iniziata, ma si anticipino a maggio, quando invece l'attività non ha ancora preso il via".
Da parte delle forze d'opposizione la risposta della giunta non è evidentemente soddisfacente, scrive in una nota Patto per l'Autonomia: «Consentire attività militari nelle località turistiche e di interesse naturalistico del Friuli-Venezia Giulia è del tutto anacronistico». Così i consiglieri regionali del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo e Giampaolo Bidoli, dopo la risposta all’interpellanza con la quale hanno chiesto l’annullamento delle esercitazioni, che scoraggiano la presenza e il passaggio dei turisti con un conseguente impatto negativo sull’economia delle comunità coinvolte.
«Le attività militari, che hanno avuto un notevole impatto sul nostro territorio nella sua storia recente, non possono ledere gli interessi delle singole comunità e rischiare di compromettere equilibri sociali, economici e naturali già fragili – ha affermato Moretuzzo –. Insistiamo perché la Giunta regionale, alla luce di queste considerazioni, imposti un ragionamento con il Ministero della Difesa per sospendere tutte le attività ed esercitazioni militari nei pressi di località turistiche e siti di interesse naturalistico regionali, e non semplicemente anticiparne lo svolgimento per non sovrapporsi a periodi più vocati al turismo, come prospettato dall’assessore Pizzimenti».