Fvg: Conti-Moretti (Pd), giudizio negativo su Piano Governo territorio

“Diamo un giudizio negativo al DDL sul Piano di Governo del Territorio, che per questo ha avuto la nostra bocciatura in IV Commissione. La linea della Direzione regionale del Pd, condivisa dal gruppo consiliare Fvg, è di ferma opposizione a questa riforma centralista, che concentra nella Regione la pianificazione di area vasta lasciando ai Comuni un ruolo subordinato ed esecutivo. Nei 115 emendamenti presentati ci sono contenuti che prospettano una visione completamente diversa su cui sfidiamo la maggioranza”. Il capogruppo Pd in Consiglio regionale Diego Moretti e la segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti, esprimono congiuntamente la loro valutazione, alla vigilia della discussione e del voto, sul disegno di legge 90 sulla riforma del governo del territorio.

I due esponenti dem giudicano “molto grave l’assenza di un collegamento forte tra governo del territorio e strategia economica, inaccettabile la riduzione del peso dei sindaci e delle amministrazioni locali nella definizione degli obiettivi di lungo periodo dei propri territori. E sbagliata È la fretta con cui la Guinta Fedriga ha voluto arrivare al voto, che non ha permesso di informare, verificare e costruire decisioni condivise”.
“Una pianificazione capace di preparare i territori alla nuova economia, rigenerare le aree esistenti e collegare industria, energia, digitale, logistica, infrastrutture e servizi” è la richiesta di Conti e Moretti i quali, in merito alle aree industriali e ai loro servizi, precisano che “devono far parte di una strategia regionale unitaria e non diventare territori staccati dalle scelte dei Comuni”. “Prima di pianificare nuove aree produttive – aggiungono i due dem – la Regione dovrebbe chiarire quale sistema industriale vuole sostenere nei prossimi vent’anni”.
Riguardo la montagna, Moretti e Conti sottolineano che “non è soltanto una destinazione per il turismo ma un territorio abitato che ha bisogno di scuole, sanità, trasporti, lavoro e servizi durante tutto l’anno: qui ci sono persone con cui confrontarsi”. Analogamente, le grandi infrastrutture, per la segretaria e il capogruppo “le decisioni si devono costruire con i Comuni e non possono arrivare già disegnate sui territori”.