Fvg: posti di terapia intensiva. Chi dice le bugie? E’ guerra sui numeri, così come sulla “bontà” del modello sanitario

Qual’ è la reale  disponibilità  di posti di terapia intensiva in Friuli Venezia Giulia? Ci avevano detto 175 letti di terapia intensiva e 100 di semintensiva, avendo la nostra regione realizzato a tempo di record i 55  letti in più stabiliti dal Governo.  L’Assessore alla Salute Riccardi da mesi sta vantando questi numeri e ieri nel corso della trasmissione Rai "Carta Bianca" il presidente Massimiliano Fedriga si vantava di avere una ottima sanità. "Le sanità hanno tenuto, ha affermato Fedriga, in virtù di sistemi regionali particolarmente organizzati e mi permetto di ricordare che la sanità della Regione che ho l'onore di governare è tra le prime a livello nazionale. Non possiamo, però, dimenticare che negli ultimi decenni ci sono stati pesanti tagli e non si è investito nelle specializzazioni. Il risultato è che i professionisti non si trovano e si fa fatica anche ad assumere infermieri". Vero che la sanità del Fvg non è l'ultima grazie alla abnegazione di chi vi lavora e non certo grazie alla politica regionale che ora come in passato non ha brillato quantomeno in lungimiranza. Lo conferma lo stesso Fedriga con buona dose di faccia tosta  quando nel proseguendo il suo intervento televisivo ha aggiunto: "Dobbiamo pensare che c'è un modello importante, quello dell'ospedale, ma serve anche l'assistenza territoriale. Non ci sono solo le Usca, che noi stiamo impiegando in particolare nelle case di riposo, ma è fondamentale l'impegno dei medici di base. Per garantire la tenuta del sistema dobbiamo far sì che ci sia la presa in carico completa dei pazienti Covid che non richiedono ospedalizzazione. Noi ci stiamo attivando per dare a tutti un tablet, che consentiranno di poter monitorare la situazione da casa". Anche se ci sembra improbabile che Fedriga sia stato folgorato sulla via di Damasco  come San Paolo, dato che la sua parte politica, purtroppo non la sola,  e chi la sostiene ha partecipato al "sacco" della sanità pubblica teorizzando che "privato è bello" smantellando e mortificando la medicina di base territoriale, forse ha annusato che l'aria che tira con contagi quasi fuori controllo,  morti e guariti i cui postumi futuri non sono ancora prevedibili, erano in gran parte gestibili di più e meglio se si fosse attuata una politica sanitaria più vicina ai territori e  ai cittadini. Ma tornando al quesito di apertura:  Qual’ è la reale  disponibilità  di posti di terapia intensiva in Friuli Venezia Giulia? gli anestesisti rianimatori, che su questi letti ci lavorano  ogni giorno, affermano tramite la loro rappresentanza sindacale - l’AAROI -   che i numeri snocciolati dall'assessore regionale Riccardi per farsi bello non sono veri:  “In FVG non ci sono 175 posti letto di Terapia Intensiva da dedicare ai malati Covid19, non ci sono 100 posti di Terapia Semi Intensiva, quindi finiamola col fornire alla stampa e ai cittadini numeri suggestivi, eclatanti, confusi, confondenti e non reali.” Così il sindacato degli anestesisti.  Allarme lanciato e contromisure subito partite, infatti poche ore dopo la nota dell'AAROI i responsabili dei Dipartimenti di  Anestesia e Rianimazione di Trieste, Udine e Pordenone  smentiscono categoricamente quanto sostenuto dal sindacato regionale in merito al numero dei posti letto di terapia intensiva, confermando così i numeri dell’Assessore. E allora  i cittadini cosa devono pensare? Si chiede in una nota il consigliere regionale del gruppo misto Walter Zalukar e ci chiediamo anche noi. "Non è una domanda  futile, spiega Zalukar,  perché dalla disponibilità o meno di questi posti letto può dipendere la vita o la morte delle persone. Ma è anche uno dei criteri più importanti su cui viene deciso il lockdown. Che se non uccide direttamente può provocare conseguenze devastanti sulla vita delle persone e delle famiglie. C’è qualcuno che può dire alla gente su quanti letti di terapia intensiva si può effettivamente contare?  E a proposito di numeri sarebbe anche importante conoscere quanti malati entrano ogni giorno nelle terapie intensive della regione, quanti ne escono, qual’ è la degenza media, e altrettanto per le semintensive e gli altri reparti covid. Sono dati importanti per comprendere meglio  l’andamento dell’epidemia. L’amministrazione dovrebbe essere sempre improntata alla trasparenza".