“Gaza, ferita dell’umanità”, la denuncia di Amnesty International dal Balducci di Zugliano
Sala gremita questa mattina al Centro Balducci di Zugliano per l’annunciato convegno dal titolo “Gaza, ferita dell’umanità: Il tradimento del diritto internazionale”. I relatori, moderati da Andrea Di Lenardo (capogruppo di Avs – Possibile in Consiglio comunale a Udine) sono stati Riccardo Noury (portavoce nazionale di Amnesty International Italia), Tina Marinari (coordinatrice delle campagne di Amnesty International Italia) e Raffaele Oriani (autore per la casa editrice People e giornalista che si è licenziato da La Repubblica in protesta con la linea editoriale pro-Netanyahu). I primi hanno presenteranno il report sul genocidio di Amnesty appena uscito, Oriani ha parlato della complicità dei media italiani che lui definisce “la scorta mediatica del genocidio”.
Da parte degli esponenti di Amnesty International è stato evidenziato come da quasi due anni, il mondo assiste a livelli mai visti nella storia recente di morte e distruzione nella Striscia di Gaza occupata. Il brutale assalto di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza che non può essere giustificato dall’altrettanto orribile crimine perpetrato da Hamas il 7 ottobre del 2023, ha ucciso decine di migliaia di persone, annientato intere famiglie, raso al suolo quartieri residenziali, distrutto infrastrutture critiche e sfollato forzatamente 2 milioni di palestinesi, oltre il 90 per cento della popolazione della Striscia di Gaza, causando una catastrofe umanitaria senza precedenti. Amnesty International ha indagato sulla condotta di Israele a Gaza e le prove che ha raccolto e analizzato forniscono una base sufficiente per concludere che Israele sta commettendo un genocidio a Gaza che vede il mondo spettatore di un genocidio trasmesso in diretta streaming. Gli stati hanno assistito impotenti all’uccisione da parte di Israele di migliaia e migliaia di palestinesi, spazzando via diverse generazioni di intere famiglie, distruggendo case, mezzi di sussistenza, ospedali e scuole. Le ricerche effettuate da Amnesty International hanno rinvenuto sufficienti elementi per portarla alla conclusione che Israele ha commesso e sta continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese nella Striscia di Gaza occupata.
Il tutto è stato messo nero su bianco nel rapporto intitolato “Ti senti come se fossi un subumano: il genocidio di Israele contro la popolazione palestinese a Gaza”. In estrema sintesi Amnesty International documenta come, durante l’offensiva militare lanciata dopo gli attacchi mortali del 7 ottobre guidati nel sud di Israele da Hamas, Israele abbia scatenato inferno e distruzione contro la popolazione palestinese di Gaza senza freni, in modo continuativo e nella totale impunità.
“Il rapporto di Amnesty International mostra che Israele ha compiuto atti proibiti dalla Convenzione sul genocidio, con l’intento specifico di distruggere la popolazione palestinese di Gaza. Questi atti comprendono uccisioni, gravi danni fisici e mentali e la deliberata inflizione di condizioni di vita calcolate per causare la loro distruzione fisica. Mese dopo mese, Israele ha trattato la popolazione palestinese di Gaza come un gruppo subumano non meritevole di diritti umani e dignità, dimostrando il suo intento di distruggerli fisicamente”.
Va considerato che per accusare uno stato di genocidio devono essere presenti tre elementi:1) la vittima dev’essere un così detto gruppo protetto, ossia “un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”;
2) devono essere commessi specifici atti illeciti, tra cui “l’uccisione di membri del gruppo”, il provocare “lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo” e “il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale”;
3) tali atti devono essere compiuti con intento genocidario, ossia con “l’intenzione di distruggere” un gruppo protetto “in quanto tale”. Quest’ultimo è il fattore che caratterizza e distingue il crimine di genocidio dagli altri crimini internazionali. Sulla base di questo il rapporto di Amnesty International riconosce, in linea con la Corte internazionale di giustizia, che i palestinesi di Gaza costituiscono una parte sostanziale di un gruppo protetto, il popolo palestinese, ai sensi della Convenzione sul genocidio, e che Israele ha commesso gli atti illeciti menzionati sopra.
Interessante e stimolante anche l’intervento del giornalista Raffaele Oriani che ha evidenziato come tra censura e autocensura, i principali media italiani hanno scelto di non raccontare quel che avveniva nella Striscia, consentendo ai politici di ignorare la questione e, di fatto, aiutando il genocidio. Si è parlato di Gaza quel tanto che bastava a non disturbare il genocidio ha spiegato Oriani. Il collega Oriani attraverso delle slides ha dimostrato come fosse stata posta una sorta di pellicola protettiva, anche linguistica, attorno ai fatti che accadevano. Così non si trovavano mai nei racconti un esercito o un carro armato israeliano che uccide i palestinesi, perché sono sempre i palestinesi che “rimangono uccisi” in un raid. Si finge un linguaggio tecnico parlando di blitz e incursioni: mai un massacro, una mattanza, una carneficina veniva descritta con la semplicità dei fatti. Per non parlare, ha spiegato Oriani che si è pubblicato tutto ben lontano dalla prima pagina. Una narrazione decisamente difforme da quella utilizzata per la guerra in Ucraina. Quello dei palestinesi è stato un genocidio senza aggettivi, mai una parola emotivamente carica per non disturbare l’orribile manovratore e i suoi sostenitori.




