Generali, punta all’India con il 49% di Future Group. Il gruppo triestino investe 120 milioni di euro nella joint venture assicurativa

Lo sviluppo di  Generali, gruppo triestino del mondo assicurativo passa per l'india. Si è infatti concretizzato con il primo dell'anno  l’accordo firmato nel giugno scorso con l’aumento della propria partecipazione nelle joint-venture assicurative indiane con Future Group, passando dal 25,5% al 49%. Generali investirà nell'operazione circa 120 milioni di euro nella partnership e intensificherà l'utilizzo della rete distributiva di Future Group, per offrire soluzioni assicurative in tutto il mercato indiano con un focus sul digitale. «La nuova strategia di Generali è focalizzata sui mercati assicurativi ad alto potenziale e l'India ricoprirà un ruolo significativo nel nostro piano di espansione in Asia», ha spiegato il Ceo International del Leone, Jaime Anchustegui Melgarejo. Future Group è un gruppo leader della grande distribuzione con sede a Mumbai e una capitalizzazione di 6,5 miliardi e oltre 2mila negozi al dettaglio. Oggi Generali opera nel mercato indiano attraverso due joint venture, Future Generali India Life Insurance e Future Generali India (ramo non vita). La partnership con Future Group è stata siglata nel 2006 a Bumbai e genera attualmente premi complessivi per 375 milioni di euro. L’accordo consente nuovi spazi di manovra alle Generali in un Paese con il 60% della popolazione attiva formata da giovani sotto i 30 anni, clienti fissi di negozi e centri commerciali molto popolari come Big Bazaar e Food Bazaar. Le Generali si muovono da anni in Asia attraverso joint venture con grandi gruppi. Ad esempio in Cina il gruppo sin dal 2002 ha stretto una joint venture con il colosso petrolifero Cnpc (China National Petroleum) e oggi è attivo sia nel ramo Vita (attraverso Generali China Life) che nel ramo Danni (attraverso Generali China Insurance). La crescita «profittevole» pur nella consapevolezza che realizzare nel tempo una crescita adeguata e sostenibile dei ricavi è sempre più difficile è uno dei piloni principali del piano industriale triennale al 2021 da 10 miliardi di euro presentato dal Ceo Donnet: il Leone punta a rimanere numero uno in Europa consolidando la leadership in Italia e Germania proseguendo il turnaround in Francia e investendo nelle regioni centrali e orientali del Vecchio Continente, ma ovviamente con un occhio globale anche ai mercati assicurativi ad alto potenziale dell'America Latina e dell'Asia, Generali si attende un tasso annuo composto di crescita degli utili del 15-25% e un altro 15-20% dallo sviluppo della piattaforma di asset management.  Se siano o meno previsioni attuabili lo si capirà già nei prossimi mesi. Del resto sul fronte dell'azionariato e in vista del rinnovo del cda alla prossima assemblea di aprile, il nuovo anno certifica comunque il rafforzamento in Generali dei maggiori azionisti privati, Francesco Gaetano  Caltagirone che dal 2000 ha riunito tutte le sue attività editoriali e dei new media s nella Caltagirone Editore, quinto gruppo editoriale del paese  e Leonardo Del Vecchio presidente di Luxottica. Gli ultimi acquisti, datati 3 dicembre, sono dell'imprenditore romano che secondo le comunicazioni di internal dealing, il 21 dicembre scorso ha comprato 800mila azioni del Leone di Trieste al prezzo unitario di 15 euro, per un importo complessivo di 12 milioni di euro. Con l'acquisto di una quota pari a circa lo 0,05% di Generali, Caltagirone si è portato al 4,78% del capitale della compagnia di assicurazioni. La Delfin del patron di Essilor Luxottica  Del Vecchio ha comprato 440mila titoli al prezzo di 14,5892 per azione, secondo quanto si legge nelle comunicazioni di internal dealing, portandosi oltre il 4%.