Gestione Covid-19 in Fvg sotto accusa. Fra improvvisazioni, dati celati e presunte doti di preveggenza. Ora arriva la nave lazzaretto…..

"Le dichiarazioni del Direttore della SISSA Stefano Ruffo sono molto  preoccupanti, ma indicative di una modalità di gestione della crisi epidemiologica e della Fase 2 da parte della Giunta che avevamo già denunciato". Così in una nota il consigliere regionale Furio Honsell denuncia la situazione della sanità nell'emergenza in Fvg.

Ma cosa aveva detto ieri il Direttore della Scuola internazionale di studi superiori avanzati (SISSA) di Trieste? “La preparazione della fase di post-lockdown è stata completamente insufficiente. Abbiamo ricevuto solo raccomandazioni ma nessun efficiente e reale piano d’azione da attuare è stato proposto dalle autorità”.   Ruffo ha lanciato il suo j'accuse contro la giunta Fedriga ed in particolare evidentemente contro l'assessore alla salute Riccardi,  nel corso di una videoconferenza presentando un seminario dell’epidemiologo computazionale Alessandro Vespignani, in collegamento dagli Stati Uniti.  “Non si sta effettuando un numero sufficiente di test molecolari e sierologici per identificare potenziali focolai di infezione”, ha proseguito il direttore, sottolineando che “un progetto di tracciamento non è stato implementato e non è stata proposta alcuna strategia di isolamento per i potenziali infetti”.  Il direttore della Sissa ha inoltre aggiunto che “la comunità scientifica di Trieste (che comprende anche il Centro internazionale di fisica teorica Abdus Salam e l’Università degli studi di Trieste) ha dato disponibilità alle autorità regionali della propria esperienza nell’analisi dei dati da ormai due mesi fa”.  “Stiamo osservando solo in questi ultimi giorni un timido progresso in questa direzione”, ha concluso.

Una dichiarazione davvero pesante che come era giusto è stata ripresa da Furio Honsell che come è noto è sttato rettore dell''ateneo friulano:  "Il FVG è una regione ad alto contenuto di conoscenza, con un alto  numero di centri di ricerca e di prestigiosi ricercatori. Per affrontare la Fase 2 è necessario abbandonare la visione emergenziale di continua rincorsa ai focolai. Emblematico, ha aggiunto,  è stato il  caso del traghetto. Da almeno un mese il mondo scientifico sollecitava infatti l'assessore alla sanità ad agire in anticipo sulla diffusione  del virus,  creando un serbatoio di posti sicuri per persone  potenzialmente positive con diversi gradi di autonomia. Un gruppo di  ricercatori delle più prestigiose istituzioni scientifiche regionali  aveva lavorato da  molte settimane ad un piano di monitoraggio e  diagnosi precoce. Apprendiamo che fino ad oggi tale progetto non era  stato purtroppo preso seriamente in considerazione. L'azione di questa Giunta è stata fino ad ora di mera rincorsa dei
focolai. Va avviata una modalità  nuova nell'affrontare la crisi che  guarda più in là e  per dirla con Newton "sale sulle spalle dei
giganti".

I dati sui contagi a Trieste resi noti con colpevole ritardo

Il riferimento "apprendiamo solo oggi"   di Honsell è relativo al fatto che ieri, come ha postato su Facebook il Consigliere regionale  del Pd Francesco Russo "finalmente l'assessore Riccardi ha fornito i numeri precisi sulle case di riposo. Capisco perché c’era imbarazzo nel renderli pubblici: fotografano una realtà molto diversa dai comunicati ufficiali.
E certificano un dato davvero triste. Fino al 12 aprile i nostri anziani e i loro operatori sono stati sostanzialmente abbandonati al loro destino: solo il 15% di loro era stato sottoposto a tampone e il 50% di questi risultava positivo. Tutti gli altri, con buona probabilità, si sono ammalati perché non era possibile sapere e dividere chi era sano e chi contagiato. Una realtà agghiacciante.
Purtroppo anche i numeri aggiornati a ieri non sono proprio incoraggianti, ha aggiunto Russo.
 Ad oggi, dopo ben due mesi dal primo contagio, gli ospiti totali delle RSA sottoposti a tampone sono appena il 47% del totale (1801 su 3800) e  il 22% degli anziani sottoposti a tampone è positivo (400 su 1801): un dato enorme. Allora chiosa l'esponente Pd, cominciamo a raccontare la verità: ci troviamo di fronte ad una vera emergenza che non coinvolge tutti ma certamente i nostri anziani e molti operatori. E non possiamo far finta di niente. Provate a immaginare: se fino ad oggi i positivi sono 400 quando finiranno di fare i tamponi quanti saranno? 600? 700? 800? Numeri enormi che richiedono un lavoro di pianificazione imponente e di intervento rapido. Lo ripeto al Presidente Fedriga e all'assessore Riccardi: noi siamo a disposizione per dare una mano. Ma con una pre-condizione: che d'ora in poi raccontino la verità sui numeri e sulla nave. Non lo devono a me. Ma a tutti i cittadini triestini".

Il lazzaretto galleggiante

Già la nave. Su questo oltre al dato economico che appare abnorme visto che l'operazione costerà almeno 4,2 milioni per sei mesi e che forse valeva la pena utilizzare il denaro per strutture stabili che costeranno di più ma almeno rimangono. Riccardi si era giustificato "conti alla mano" che "la ristrutturazione del 14esimo e 15esimo piano di Cattinara e anche il ricorso ad altre strutture residenziali per anziani necessitavano di importanti interventi di adeguamento da realizzare in urgenza per soddisfare i requisiti richiesti".  "Per garantire 168 posti per sei mesi all'interno dell'Allegra - ha spiegato  Riccardi - si prevedono 4,2 milioni di euro di costi, mentre la riconversione delle strutture del Molo IV, del Palachiarbola e del 14esimo e 15esimo piano di Cattinara, con una disponibilità di soli 123 posti letto, avrebbe richiesto 7,9 milioni di euro". "Secondo quanto preventivato, aveva spiegato l'ineffabile assessore,  il costo per ogni singolo paziente ospitato sulla nave sarà di 96 euro al giorno, contro i 143 euro al giorno delle strutture residenziali presenti sul territorio triestino". Ovviamente  Riccardi non ricorda che mentre la spesa per l'allestimento della nave dopo sei mesi sarà solo un costo, quello su strutture edilizie potrebbe essere permanente consentendo un uso anche futuro. Forse Riccardi dovrebbe  volgere lo sguardo verso le soluzioni adottate da tempo all'estero. Prendiamo Israele, sono anni che in quel paese esistono gli ospedali dormienti. Sono strutture ospedaliere pronte ed attrezzate che in caso di emergenza in poche ore diventano operative. Forse si poteva realizzare qualcosa di simile anche in Fvg. Ma c'è di più , non vogliamo essere eccessivamente maliziosi e pensarla come l'on Nicola Fratoianni che ha presentato una interrogazione parlamentare parlando di "nave d'oro" ma soprattutto eccependo che "A fornire la nave d’oro sarà Grandi Navi Veloci della famiglia Aponte, che ha anche la compagnia MSC, in ottimi rapporti economici con Fincanteri, il cui amministratore delegato, Giuseppe Bono è anche presidente di Confindustria in Friuli VG. E ciò che sconcerta ancora di più è che per il personale infermieristico la regione Friuli si è rivolta ad una cooperativa molto chiacchierata, prevedendo oltre a infermieri e OSS, anche le badanti “con esperienza”. Quale esperienza? Quella di sostituire gli OSS e magari anche gli infermieri?" Potremmo anche aggiungere che c'è anche l'atroce dubbio che scaduti i sei mesi di affitto se, dio non vogli, in autunno la pandemia dovesse riprendere vigore c'è da sospettare si stia scommettendo su un possibile prolungamento dell'affitto.

Le doti di preveggenza

C'è poi la "coincidenza" fra il fabbisogno posti letto Covid e posti letto disponibili sulla nave-ospedale frutto di capacità "predittive". Ad affermarlo è il consigliere fegionale di Misto Walter Zalukar che spiega: "Lo scorso  17 aprile è apparsa sulla stampa la prima notizia  della nave-ospedale destinata a 150 ospiti COVID positivi, secondo le stime dell’Assessorato, provenienti dalle case di riposo promiscue molte delle quali impossibilitate a distinguere tra spazi COVID e no COVID.   Il “Piano per le residenze per anziani e disabili in risposta all’emergenza sanitaria da SARS-CoV-2” di ASUGI, nella versione del 22 aprile, prevede un fabbisogno di circa 160-180 posti letto per almeno sei mesi, previsione che poggia sulla base dei risultati delle ultime campagne di tamponi a ospiti anche asintomatici delle case di riposo. Le stime dell’Assessorato del 17 aprile collimano quasi perfettamente con il fabbisogno rilevato da ASUGI e  entrambi i numeri sembrano coincidere con i posti di degenza ricavabili dalla nave-ospedale.  Ritengo che simili convergenze devono per forza essere frutto di un modello innovativo di calcolo predittivo, i cui parametri sarebbe utile diffondere alla comunità scientifica e non solo. Modelli capaci di predire il perfetto incontro tra domanda di salute (bisogno di posti letto), offerta di salute (posti letti a disposizione), e disponibilità del provider sul lato offerta, potrebbero essere innovativi in altri settori dell’economia. Anche se detto modello sembra avere un’unica pecca, ossia non tener conto della variabile P (Prezzo), o la suppone infinita. Ho quindi ritenuto di interrogare la Giunta per conoscere quale modello predittivo di calcolo abbia adottato ASUGI per addivenire ad un calcolo del fabbisogno così preciso e stabile nel tempo, nonché  per conoscere anche quale sarebbe la reazione di questo modello all’introduzione della variabile P (Prezzo) in una valutazione di costo-utilità e di costo-efficacia". Domande e affermazioni  legittime quelle di Zalukar.

La richiesta di ispettori al Cattinara e Maggiore 
Il ministro della Salute Roberto Speranza invii gli ispettori negli ospedali Cattinara e Maggiore di Trieste “per verificare che all'interno delle strutture sanitarie i modelli organizzativi adottati dall'Azienda sanitaria per la sicurezza dei lavoratori e per il contenimento della pandemia siano efficaci e adeguati”. Lo chiede in una interrogazione la senatrice di Forza Italia, Laura Stabile. “A Trieste il numero dei contagi e dei decessi in rapporto alla popolazione evidenzia una situazione di gran lunga peggiore che nel resto della regione FVG, e l’attenzione va concentrata non solo sulle case di riposo, ma anche sugli ospedali, che verosimilmente costituiscono serbatoi e fonti di diffusione de virus”. “In entrambi gli stabilimenti ospedalieri facenti capo all'ASUGI (l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, ndr) vi sono stati reparti gravemente colpiti, fra questi la Geriatria dell'ospedale Maggiore e la Medicina d'Urgenza di quello di Cattinara, che per questo è stata chiusa temporaneamente. Il contagio da Covid-19 all'interno delle strutture sanitarie a Trieste induce a ipotizzare – scrive Stabile - che vi sia una carente attuazione di misure di prevenzione per evitare i rischi pandemici e suggerisce che i modelli organizzativi adottati dall'Azienda sanitaria non funzionino adeguatamente”.
Interrogando il ministro della Salute, la senatrice azzurra ricorda anche che “a Trieste i dipendenti dell'Azienda sanitaria contagiati, secondo quanto riportato dalla stampa locale il 23 aprile 2020 sarebbero stati 150 e quelli in sorveglianza attiva per esposizione al contagio 1.300 su un totale di 3.500, ma sinora non vi sono state comunicazioni da fonti istituzionali”.
Dubbi sulla  nave anche nel centrodestra
E che la vicenda lazzaretto galleggiante non convince neppure nel centro destra c'è da registrare l'interrogazione rivolta ai ministri degli Affari regionali, Francesco Boccia e della Salute, Roberto Speranza da parte della Sen. di Forza Italia Laura Stabile: "Il  Governo spieghi nei particolari le modalità tecniche, operative e sanitarie che regoleranno l’attività della nave che raggiungerà Trieste per essere adibita a residenza sanitaria assistenziale per isolare anziani positivi a Covid-19 provenienti da case di riposo. Considerato che la gran parte dei pazienti che saranno ospitati a bordo – scrive Stabile – saranno anziani fragili che potrebbero soffrire il disagio di restare confinati negli ambienti ristretti delle cabine di un traghetto, con incessante rumore e vibrazioni, e certamente avranno difficoltà di movimento, vogliamo conoscere i criteri che hanno portato all’individuazione del mezzo scelto, i costi dell’intera operazione e capire se non fosse più conveniente individuare per lo stesso scopo strutture alberghiere.” A questa interrogazione datata 28 aprile ne è seguita una seconda, il 30 aprile,  da parte della medesima senatrice, al ministro della Salute Roberto Speranza chiedendo che invii gli ispettori negli ospedali Cattinara e Maggiore di Trieste “per verificare che all'interno delle strutture sanitarie i modelli organizzativi adottati dall'Azienda sanitaria per la sicurezza dei lavoratori e per il contenimento della pandemia siano efficaci e adeguati”.  “A Trieste il numero dei contagi e dei decessi in rapporto alla popolazione evidenzia una situazione di gran lunga peggiore che nel resto della regione FVG, e l’attenzione va concentrata non solo sulle case di riposo, ma anche sugli ospedali, che verosimilmente costituiscono serbatoi e fonti di diffusione de virus”.
“In entrambi gli stabilimenti ospedalieri facenti capo all'ASUGI (l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, ndr) vi sono stati reparti gravemente colpiti, fra questi la Geriatria dell'ospedale Maggiore e la Medicina d'Urgenza di quello di Cattinara, che per questo è stata chiusa temporaneamente. Il contagio da Covid-19 all'interno delle strutture sanitarie a Trieste induce a ipotizzare – scrive Stabile - che vi sia una carente attuazione di misure di prevenzione per evitare i rischi pandemici e suggerisce che i modelli organizzativi adottati dall'Azienda sanitaria non funzionino adeguatamente”.
Interrogando il ministro della Salute, la senatrice azzurra ricorda anche che “a Trieste i dipendenti dell'Azienda sanitaria contagiati, secondo quanto riportato dalla stampa locale il 23 aprile 2020 sarebbero stati 150 e quelli in sorveglianza attiva per esposizione al contagio 1.300 su un totale di 3.500, ma sinora non vi sono state comunicazioni da fonti istituzionali”. Comunicazioni che come detto sono arrivate solo ieri, ma del resto il Covid è materia scottante ed il  "contagio"  riguarda anche la classe dirigente politica e sanitaria. Non parliamo ovviamente del fatto che decessi e ammalati in questa pandemia fra il personale medico e infermieristico a livello mondiale è enorme, ma al fatto che, esattamente coem all'inzio dell'epidemia in Cina, così coem in fvg,  c'è che non ha fatto della trasparenza la sua linea guida. Certo ora non è il momento di processi sommari, ma speriamo che, almeno sul piano poliutico, certe responsabilità vengano fuori e che quando sarà passata "la nuttata" che ha sbagliato si tolga dai piedi, perchè l'Italia ed il Fvg  della "fase 3" avrà necessità di una classe dirigente all'altezza.