Giornata uggiosa sul capoluogo friulano post elettorale. Cambiato tutto per non cambiare niente?

C'è un dato sicuramente positivo nella elezione di Pietro Fontanini a sindaco di Udine, cambierà la narrazione sulla città, perchè è evidente che gli spacciatori di paura non avranno più ragioni di inquinare la mente degli udinesi con esasperazioni sui migranti, sull'insicurezza di alcune zone del capoluogo friulano e non certo per i promessi interventi che, come sempre, lasceranno il tempo che trovano. Per il resto, almeno in una prima fase, c'è da pensare che le differenze fra la gestione Honsell e quella Fontanini non si faranno sentire, almeno per i cittadini comuni, con buona pace di chi si è attaccato al tram, di chi pensava di vendere voti al miglior offerente, ma anche con buona pace dei tanti elettori udinesi che, in buona fede, hanno creduto che con il salto a destra si potessero migliorare le condizioni di una città che, diciamolo apertamente, è più che vivibile. Certo migliorare è sempre possibile, ma è anche vero che molte “criticità”, vere o presunte, sono in realtà fuori dalla portata decisionale di un sindaco, chiunque esso sia, pressato da scelte esterne e dalla carenza endemica di risorse. Valeva per Honsell varrà anche per Fontanini, non dirlo sarebbe intellettualmente disonesto. Per il resto Pietro Fontanini è politico troppo esperto per fare l'errore, al di là dei proclami elettorali, di “cambiare tutto”, perchè sa che è sintomo “di non cambiare niente”. Più facile che intraprenda una accorta politica dei piccoli passi, almeno c'è da augurarselo, liberandosi magari da alcuni “consiglieri” ed agitatori ululanti che gli sono stati, forse, utili nella fase elettorale ma che oggi potrebbero avere l'effetto contrario di esacerbare gli animi provocando una opposizione vera alle scelte della sua giunta che tutto lascia pensare sarà invece tiepidamente inefficiente. Del resto sarà difficile che il centrosinistra, anche udinese, metabolizzi rapidamente il lutto della sconfitta interrogandosi, non sulla presunta stupidità del popolo che non capirebbe il buon governo (come stanno facendo nazionalmente), ma magari si guardi seriamente allo specchio, senza gli occhi foderati del  prosciutto dell'arroganza però, per capire gli errori profondi compiuti.  Errori di sostanza, soprattutto a livello nazionale, ma anche di comunicazione e di rapporto reale con i cittadini. Rapporto con il proprio elettorato di riferimento che non si può certo creare in poche settimane di campagna elettorale recuperando anni di scelte impopolari nei confronti dei ceti che sociali che tradizionalmente la sinistra rappresentava e che invece sonno stati abbandonati.  Così se per l'opposizione si fanno, anche mediaticamente, tempi duri,  per Fontanini invece si aprono pianure in discesa, ora potrà contare sull'appoggio dei media locali che, tranne qualche sporadico caso, proseguiranno nella loro mission di affiancare sempre e comunque il potere anziché esserne controllore. Oggi a favorirli c'è anche il fatto che, sia in Regione, che nazionalmente gli stendardi dietro i quali inquadrarsi sono simili, se non eguali.  Bisognerà vedere se faranno gli stessi errori fatti dal centrosinistra di Renzi, Serracchiani e Honsell. Per il resto questa mattina il sole è sorto ugualmente, anche se il cielo sopra il Friuli è uggioso, e domani potrebbe perfino andare..... meglio?

Fabio Folisi 

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