Giustizia in ritardo
La notizia del giorno è la condanna della Fincantieri per la morte di un operaio esposto al materiale amianto, da parte del Tribunale di Gorizia, e il maxi risarcimento alla famiglia. In realtà viene riconosciuta e confermata la responsabilità dell’azienda per l’utilizzo cosciente del materiale e per non aver dotato i lavoratori degli strumenti di protezione. Persone mandate a morte certa. Queste scelte sono state giudicate colpevoli, l’azienda viene chiamata a risarcire, “il valore della vita che non ha prezzo” .
Alcune considerazioni:
-Nel Registro Regionale amianto sono iscritti oltre 11000 lavoratori per dire quanto è vasta la conseguenza dell’esposizione, mentre i processi e i riconoscimenti sono solo per poche decine di persone.
-Davanti a questa condanna è ancora più vergognosa la decisione del Governo di regalare 80 milioni di euro, soldi pubblici, a chi è stato riconosciuto colpevole e condannato per le morti di lavoratori, cittadini di Monfalcone. Per il loro rispetto è un punto che va sanato.
-Altrettanto vergognosa la cancellazione della parola “vittime” dalla targa posta sulla sede del Municipio, indicando il materiale amianto il responsabile, stravolgendo la verità.
C’era una volta la fabbrica che utilizzava l’amianto e c’è ancora che utilizza materiali sostitutivi, su cui, dopo le nuove conoscenze, è obbligatorio accendere una forte luce. Vorremo costruire navi e vivere, vorremo che questa fosse la notizia del giorno.
Luigino Francovig
Franco Buttignon




