Gli Alpini della “Julia” schierati sul “Bivera” per un’esercitazione a fuoco: penne nere validate per gli impegni con la Nato

Dal 26 ottobre al 13 novembre presso il poligono del Monte Bivera si è svolta l’attività esercitativa a fuoco “Winter Breeze”, organizzata dal Comando Distaccamento alla Sede Nazionale della Brigata Alpina “Julia” di Udine. Si è trattato di un campo d’amalgama delle unità in approntamento e, contestualmente, è stata effettuata un’esercitazione a fuoco di complesso pluriarma “combined arms” per verificare il livello di addestramento raggiunto dal personale delle truppe alpine. Il tutto evidentemente nel solco generato dal motto latino "Se vuoi la pace preparati alla guerra. Si vis pacem para bellum". Il celebre motto deriva molto probabilmente da una massima di Publio Flavio Vegezio, che recita «Qui desiderat pacem, praeparet bellum»  Chi desidera la pace, dunque, prepari la guerra. Inutile dire che in oltre 2000 anni questo pensiero dovrebbe essersi evoluto. Ma in realtà non è così,  il motto e le sue tragiche conseguenze pratiche è stato ripetutamente utilizzato nelle relazioni internazionali per legittimare il principio della deterrenza o dissuasione, ovvero la costituzione di un apparato militare paragonabile a quello di un nemico attuale o potenziale, come sistema di equilibrio tra le potenze e di evitamento dei conflitti. Ma in realtà non vi è mai stata nel mondo assenza di guerre, neppure durante la guerra fredda. Successivamente si è introdotta anche l'idea della azioni militari di "polizia internazionale" e le logiche sono in parte cambiate e in qualche modo nel terzo millennio in occidente ci si vergogna di usare il termine guerra, ma in realtà la solfa non cambia perchè quanto fischiano bombe e proiettili, quando si invadono territori altrui,   non usare la parola guerra è insopportabile ipocrisia. Detto questo dato che il nostro paese ha deciso di avere un esercito, è corretto che questo abbia capacità operative nella speranza (vana)  che non vengano  utilizzate se non in giochi di guerra.  Fatta questa premessa è corretto dare notizia del fatto che la brigata alpina Julia  si addestri e dare conto del fatto, come si legge in una nota emessa dal comando militare, che le   molteplici attività, organizzate nel pieno rispetto delle misure per la prevenzione e la trasmissione del contagio da Covid-19 si sono  svolte nell’assoluto rispetto dell’ambiente e  hanno permesso di perfezionare e di testare il livello addestrativo del personale valutato.  La peculiarità dell’area del poligono del “Bivera”, in prossimità del confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, a cavallo tra le province di Udine e Belluno, prosegue la nota della Julia,  ha reso possibile l’organizzazione anche di una scuola tiri con i mortai da 120 mm a favore degli Ufficiali frequentatori del Corso Tecnico Applicativo (CTA) presso il Centro Addestramento Alpini di Aosta. Hanno preso parte all’esercitazione gli Alpini del 7° Reggimento di Belluno, gli Artiglieri del 3° Reggimento artiglieria terrestre (da montagna) di Remanzacco (Ud), oltre al personale del 5° Reggimento alpini di Vipiteno (BZ), del Reparto Comando e Supporti Tattici “Julia” di Udine, del 2° Reggimento genio guastatori di Trento e del reggimento Logistico “Julia” di Merano (BZ). Presente anche 1 assetto IMINT composto da una squadra APRM dotata di un sistema APRM RAVEN C/DDL ed una squadra WLS dotata di radar WLS ARTHUR. In particolare il 7° reggimento alpini in questa esercitazione ha concluso l’iter addestrativo previsto per il proprio personale che da dicembre prossimo costituirà il main body del contingente nazionale che verrà impiegato in Lettonia nell’ambito dell’operazione Baltic Guardian.  Il 3° reggimento ha potuto far fruttare in modo massimale la tradizionale “scuola tiri di artiglieria” andando “a fuoco” ma anche come momento per testare il futuro dell’arma. L’attività è stata una vera e propria “Prima Sperimentazione Informativa Operativa” (SIO) alpina per l’evoluzione e lo sviluppo di più efficaci capacità nel condurre la ricognizione, il dispiegamento, lo schieramento e l’ingaggio degli obiettivi simulati. E’ anche avvenuta la sperimentazione del veicolo cingolato per il movimento su terreni innevati (e con capacità anfibie) BV 206, allestito e digitalizzato in versione posto comando di gruppo e di batteria e, per la prima volta, per gli osservatori del tiro".