Gli studenti del Malignani di Udine si confermano promesse della scienza

Facce sorridenti, al ritorno da Milano del gruppo di studenti Malignani che, accompagnati dai prof. Annamaria Boasso, Renato Verona e Gianfranco Chiap, dal 24 al 26 marzo hanno partecipato alla finale del Concorso dell’Unione europea dei giovani scienziati, EUCYS (European Union Contest for Young Scientists). Ivan Aiza, Giacomo Locatelli, Deborah Sirch sono tornati con il sorriso stampato sul volto e un premio per il loro progetto “Metodi di marcatura per eppendorf tubes”: ora sono accreditati per Expo Sciences Belgio, le mondiali che si terranno a Bruxelles in aprile dell’anno prossimo.

Trapela anche la soddisfazione del Dirigente Scolastico Andrea Carletti, che li ha accompagnati. «La tradizione è stata rispettata.» Queste le sue prime parole, di soddisfazione, espresse in riferimento ai diciotto premi vinti al FAST negli anni grazie alla docente di biologia Eliana Ginevra, mancata a giugno 2016 e ricordata a Milano dal direttore del concorso, Alberto Pieri e da Anna Chiara Pirona, sua ex allieva e oggi ricercatrice universitaria.
A lei è stato dedicato un premio al miglior lavoro in Biologia e un progetto triennale. «Ricorderemo Eliana, la qualità del suo lavoro e della sua persona attraverso i tanti allievi che oggi occupano posti importanti nella società, in Italia e all’estero. È stata e rimarrà per sempre un modello da seguire.», ha aggiunto Carletti.

Il progetto del team Malignani, selezionato tra quelli di oltre 5400 ragazzi di tutta Italia, si riferisce alle provette - eppendorf tubes - maggiormente utilizzate nei laboratori di ricerca. Per marcarle, e quindi attribuirle senza errori, si utilizzano diversi sistemi come bar code o markers, tutti però portatori di alcuni inconvenienti, quali essere troppo costosi o instabili in condizioni di alte temperature.
Da qui l’idea dei giovani studenti di sperimentare un metodo di marcatura diverso utilizzando il laser e un nuovo tipo di inchiostro, indelebile e resistente agli sbalzi termici. Grazie all’opportunità di verificare il loro progetto nei laboratori di meccanica e di chimica dell’Istituto Malignani di Udine hanno messo a punto un metodo veloce, preciso, ripetibile e prototipato un apparecchio che richiede ridotta manutenzione e permette di non usare inchiostri, sostanze chimiche o altri materiali costosi e difficili da smaltire.
L’appuntamento per le nuove promesse della scienza che tengono alta la bandiera del Malignani di Udine è fra un anno, a Bruxelles.

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