Governo preparato a ‘dublinanti’ in Friuli? Il boomerang sulla questione migranti di “ritorno” investe il Fvg

Il quesito in Fvg  lo lanciano  la senatrice dem Tatjana Rojc e la responsabile Pd Fvg Migrazioni e sicurezza Linda Tomasinsig, che chiedono:  il Governo è preparato all’arrivo dei  ‘dublinanti’ in Friuli? Facile la risposta, probabilmente no, dato che il pasticcio della genialata targata Meloni di attaccare la Spagna sulla vicenda di Ceuta, probabilmente per compiacere  Trump e per marcare la propria linea antimigranti,   ha provocato il contraccolpo che si registra in queste ore, con con molti paesi europei che hanno colto l’occasione al balzo per iniziare il trasferimento di ritorno di chi era stato identificato in primo approdo nel nostro paese. Difficile dire quanti potrebbero realmente essere i dublinanti di ritorno. Secondo stime credibili Germania a parte,  potrebbero anche essere 10.000  di varie Paesi, quelli che si stanno facendo vivi in queste ore: la Svizzera (con 3.612 richieste), l’Austria (644), la Finlandia (520), il Belgio (1.531), qualche altro centinaio da Svezia e Olanda.  Così visto che il Fvg sarebbe approdo naturale per l’arrivo dal nord Europa gli esponenti Dem e non solo, chiedono che “il Governo dia assicurazione di avere un’adeguata dotazione di strumenti, risorse straordinarie e strutture logistiche per garantire la gestione e l’accoglienza in sicurezza dei possibili nuovi arrivi di migranti a Udine. Il recente Patto europeo sulla migrazione e l’asilo e la recente estensione delle ‘zone di frontiera’ a 25 province italiane, incluse Udine e Pordenone, stanno già producendo i primi, inevitabili effetti sui territori del Friuli Venezia Giulia. L’avvio delle procedure di trasferimento verso l’Italia dei richiedenti asilo cosiddetti ‘dublinanti’ toccherà il Friuli e vogliamo sapere se siamo pronti. Per questo sarà depositata un’interrogazione al Senato”. Sono gli interrogativi che pongono, come accennato in apertura,  la senatrice dem Tatjana Rojc e la responsabile Pd Fvg Migrazioni e sicurezza Linda Tomasinsig, dopo che sono stati segnalati arrivi a Udine di decine di migranti respinti dalla Germania, dalla Svizzera,  e dall’Austria a seguito del nuovo Patto europeo che, un mese fa, ha cambiato le regole sull’asilo. Tomasinsig in particolare evidenzia che “i forti dubbi sull’efficacia del nuovo Patto europeo si sono rivelati del tutto fondati, in quanto a fronte dell’illusoria promessa dei centri di rimpatrio extra-UE, inefficaci e impraticabili, l’Italia si trova oggi costretta ad accettare i rientri forzati dal Nord Europa” e auspica che “siano già intercorse o siano in programma interlocuzioni con la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, per ottimizzare gli interventi a fronte di un possibile aumento della pressione migratoria sul territorio”.  Nella sua interrogazione, anticipa Rojc, si chiederà “la tempistica certa per l’attivazione delle commissioni territoriali e di tutti gli strumenti previsti dalla nuova disciplina, chiarendo se la scadenza per la piena attuazione del sistema rimanga confermata al 2027 e come si intenda gestire la fase transitoria nei territori d’ambito regionale”.