Grande successo per il Tina Modotti Day a Povoletto

Il Tina Modotti Day ha visto la partecipazione di un numerosissimo pubblico a partire dalla sua inaugurazione a Bellazoia di Povoletto, nei locali dell’azienda vitivinicola Tenimenti Civa dove è stata ufficialmente presentata “Tinissima”, la bottiglia di Sauvignon Vigneto Bellazoia Grand Cru dedicata a Tina per ricordarla nel novantesimo anno dalla Mostra di Città del Messico.

Paolo Medeossi, giornalista e scrittore che ha presentato il libro di Gianfranco Ellero, ha sottolineato l’importanza di iniziative come il Modotti day, una preziosa opportunità per conoscere e apprezzare l’udinese più nota al mondo, ma anche per conoscere la città natìa: la Udine di Tina Modotti. Il libro “Tina Modotti. La ragazza di Pracchiuso” è una bussola che ti inoltra nella biografia dell’artista – ha affermato Medeossi - , nel suo passato udinese, nella storia di Pracchiuso di cento anni fa e nei tanti piccoli misteri che avvolgono la vita di questa donna. Perché lei non si è mai raccontata, ha lasciato che altri lo facessero.

L’eredità sono le sue fotografie note a livello planetario, alcune diventate vere e proprie icone citate ad esempio in libri di storia della fotografia come: “The History of photography” di Beaumont Newhall. La grande stagione creativa di Tina è compresa fra il 1923 e il 1929. Poi, una volta lasciata Città del Messico per andare in Europa, fotografa poco o nulla. La luce non era più quella del sud America che tanto l’aveva ispirata.

Tina era una donna colta – ha affermato Gianfranco Ellero – parlava perfettamente italiano, inglese, spagnolo. In un questionario del Comintern di Mosca Tina dichiara di conoscere anche il tedesco e il francese, ma a un livello minore. Parlava invece perfettamente il friulano e amava cantare le villotte.

Tina abitava in borgo Pracchiuso al civico 113, oggi 89, scoperto dopo scrupolosa ricerca e studio da Ellero che ha sottolineato come la porta di San Barlolomio (apparteneva alla terza cinta murata) rappresentava l’accesso alla Udine che contava, quella della belle époque, che vediamo, ad esempio, raffigurata in Viale Venezia mentre beve la birra, che allora non era una bevanda popolare e più costosa del vino.

Sin dagli anni ’70 quando ho iniziato a studiare Tina Modotti – ha concluso - sono rimasto affascinato dalla complessità del personaggio e dalle ibridazioni. I classici sono modelli da ripetere, gli ibridi sono irripetibili come è irripetibile Tina Modotti.

Il Modotti day è proseguito è proseguito nel pomeriggio a Udine con un affollato incontro a Palazzo Mantica Nella sede della Società Filologica Friulana, dove Gianfranco Ellero e Piero Colussi hanno parlato di “Tina Modotti fotografa”.

Ellero ha ricordato di essere stato il primo biografo a dare importanza alla parentela di Tina con lo zio Pietro Modotti, fotografo illustre nella Udine belle époque. Naturalmente Tina fotografò il Messico mettendo a profitto la grande lezione di Edward Weston, ha detto Ellero, ma di sicuro vide fin da bambina nella fotografia un modo per uscire dall'indigenza.

E del resto anche Giuseppe, suo padre, aprì a San Francisco, subito dopo il famoso terremoto del 1906, uno studio fotografico.

Piero Colussi ha ricordato il coinvolgimento di Tina nel movimento estridentista messicano degli anni Venti, i suoi rapporti con i grandi muralisti, la sua presenza nei “murales” di Diego Rivera e l'influenza che quei pittori esercitarono su Tina nella sua formazione culturale e nel suo modo di fotografare.

La proiezione di due sequenze di immagini create da Weston e dalla sua allieva ha infine dimostrato la relazione che, se dal lato estetico li unisce, dal lato contenutistico li divide, soprattutto a partire dal 1927.

Infine Livio Jacob ha ripresentato e commentato, a trent'anni dalla prima proiezione al Ferroviario di Udine, il film “The Tiger's Coat”, da lui scoperto alla Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti. La proiezione è stata accolta con un grande applauso dai numerosi presenti.

Alle 18 il Modotti Day ha trovato la sua conclusione nella Galleria Soravito di Via Pracchiuso 33 con l'esposizione di venti opere ispirate dalla vicenda umana e artistica di Tina Modotti, “la ragazza di Pracchiuso”.