Honsell sulle dichiarazioni di Fedriga sul tema delle onorificenze concesse dall’Italia al presidente Tito

"Il presidente Fedriga ritorna sul tema delle onorificenze concesse decenni fa dalla Repubblica Italiana - così come da tutte le altre grandi democrazie europee - al presidente Tito. E' sconcertante come neppure una pandemia mondiale e il rischio di un crollo dell'economia e della coesione sociale nel nostro territorio fermino l'ossessiva propaganda antislava che questa maggioranza e il suo presidente in particolare conducono fin dall'inizio della legislatura e che lo ha portato addirittura a criticare il presidente della Repubblica per la sua scelta di alcune settimane fa di rendere omaggio alla memoria delle persecuzioni linguistiche e culturali attuate dal fascismo, prologo di quelle fisiche sfociate nelle repressioni violente delle regioni occupate dalle truppe nazifasciste durante l'ultimo conflitto mondiale.
Come abbiamo più volte ricordato, fare un uso propagandistico ed elettoralistico della Storia non serve a nessuno, tanto meno a quella "riconciliazione" che pure Fedriga - a parole - dichiara di volere, salvo poi negarla nelle azioni e nelle dichiarazioni, costantemente improntate a una slavofobia e lettura a senso unico delle tragedie della Storia.
Noi come Open Sinistra FVG non siamo certo renitenti a guardare in faccia alla realtà di quegli anni, ma la realtà la vogliamo guardare tutta, per cogliere la lezione di quelle tragedie nella sua interezza e collocare il dramma del confine orientale nel suo scenario complessivo ed era per questo che avevamo proposto di attivare un dottorato di ricerca sulla storia del confine orientale in condominio con le università slovene e croate, ma ovviamente la proposta è stata respinta come tutte le proposte che mirano a portare ragionevolezza laddove vi è ossessione ideologica.
Il problema è che quando Fedriga parla di Tito non ha in mente la Storia con le sue tremende lezioni, ma solo le amministrative della città di Trieste del prossimo anno, un approccio meschino e miope non all'altezza della sofferenza subita dalle popolazioni italiane, slovene e croate."