Hypo Bank Italia: tutti a casa da Vienna il temuto annuncio

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Il governo austriaco, in qualità di azionista di maggioranza della Hypo Bank Italia, ha annunciato l’avvio della procedura di messa in liquidazione, interrompendo la fase di stallo che durava da tempo. Stizzito il commento della presidente del Fvg, Debora Serracchiani: «L'Austria ha fatto un pessimo blitz».
l’annuncio. Addio alle speranze di vendita dell’azienda e di un possibile rilancio, dunque, dall’esecutivo austriaco è arrivata oggi la doccia fredda. L’unica prospettiva rimasta è quella della completa chiusura dell’istituto di credito entro un paio di anni (fine 2018), nel frattempo per i 311 dipendenti si concretizza il temuto spettro del licenziamento. Per i leasing in corso (valore stimato di 600 milioni di euro) si cercherà un loro collocamento sul mercato.
Questo è quanto è stato illustrato stamattina alle delegazioni sindacali (Fabi, Firts-Cisl e Fisac-Cgil) presso la sede di Tavagnacco (Ud). In una nota condivisa: «Siamo stati convocati a un incontro informale con i vertici aziendali nel corso del quale è stata ribadita la previsione della Risoluzione della Commissione europea del 2013. Dai responsabili - aggiunge la nota congiunta - è stata più volte ribadita la volontà del Governo austriaco di ottemperare alle disposizioni nel rispetto delle norme previste dal contratto nazionale di lavoro del Credito. A margine dell’incontro ci è stata consegnata a mezzo lettera raccomandata a mano la comunicazione di formale avvio della procedura di confronto con le Organizzazioni Sindacali inerente il processo con ricadute negative sui livelli occupazionali per quadri direttivi e aree professionali della sede e della rete commerciale della banca».
la reazione. Secondo la Serracchiani, con l’annuncio dell’avvio della procedura di riduzione dei livelli occupazionali, il “pessimo blitz austriaco” è stato perpetrato non solo nei confronti dei lavoratori direttamente interessati, bensì: «Anche verso il tessuto economico del Fvg e degli altri territori coinvolti. Dobbiamo prendere atto - ha continuato Serracchiani - che finora il Governo austriaco è stato completamente sordo a ogni sollecitazione, rifiutando di fatto qualsiasi opzione alla strada della chiusura. È un fatto grave».