Il Comitato Regionale ANPI FVG esprime la sua posizione sulla partita Italia-Israele

Il prossimo 14 ottobre, la città di Udine si troverà ad ospitare la partita di calcio tra la nazionale italiana e quella di Israele, il cui Governo si sta macchiando di crimini di guerra ed è protagonista dello sterminio di tanta parte del popolo di Gaza.

Il Comune di Udine, non avendo titolo decisorio, ha potuto solamente prendere atto della decisione congiunta di Uefa, FIGC e Ministero degli Interni.

In risposta a tale situazione decine di associazioni e movimenti si sono mobilitati per chiedere l’esclusione della nazionale di Israele da qualsiasi competizione sportiva.

Di fronte all’orrore della guerra, all’emergenza umanitaria, alle migliaia di vittime civili tra le quali molti bambini, alle persone affamate, mutilate e prive di assistenza sanitaria, l’ANPI a livello nazionale e locale ha sempre espresso ed esprime la propria ferma condanna nei confronti del governo del criminale di guerra Benjamin Netanyahu, denunciando il silenzio dell’Occidente.

Ha inoltre lanciato molti appelli al governo italiano, che non ha votato negli organismi internazionali per il cessate il fuoco, affinché non prosegua nella propria complicità con il governo di Israele, al quale continua a fornire armi, col quale continua a collaborare economicamente nonostante la violazione dei diritti umani fondamentali, col quale ha un accordo per la sottrazione del gas palestinese al largo di Gaza, al quale non ha applicato alcuna pur minima sanzione.

L’ANPI ha esercitato pressioni per il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Governo italiano e ha lanciato una campagna nazionale per promuovere questa causa. L’ANPI ritiene che il riconoscimento dello Stato palestinese sia un passo fondamentale per la soluzione dei due Stati e per la pace duratura in Medio Oriente.

L’ANPI è convinta che arte, cultura, sport e spettacolo sono strumenti di confronto, dialogo, crescita reciproca in umanità e progresso, tuttavia l’ANPI prende atto che nella storia delle competizioni sportive si sono registrati diversi casi di esclusione di interi Paesi; il caso più noto è quello del Sudafrica che fu escluso dai Giochi Olimpici dal 1964 al 1992 a causa della sua politica di apartheid.

Ma non possiamo dimenticare che a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, la Russia e la Bielorussia sono state escluse da numerose competizioni internazionali, inclusi eventi come il campionato europeo di calcio 2024 e le Olimpiadi di Parigi, dove gli atleti di questi paesi sono stati esclusi anche dalla cerimonia di apertura.

A fronte di tali più recenti esclusioni, lo svolgimento della partita di calcio Italia-Israele apparirebbe davanti alla comunità mondiale come una conferma del doppio standard dell’occidente, dell’Europa e del nostro Paese, pronti a denunciare la violazione dei diritti umani in alcuni casi e a chiudere gli occhi in altri casi.

La situazione sempre più disastrosa annunciata da Netanyahu che vuole realizzare la Grande Israele con l’occupazione della Cisgiordania e la colonizzazione di Gaza, avviata dall’esercito nei giorni scorsi, ci impone una riflessione se ancora oggi lo sport sia uno spazio di pace.

Di fronte allo sterminio e alla deportazione di quello che rimane del popolo palestinese, di fronte agli assassinii mirati, ultimo quello del calciatore palestinese Suleirnan al-Obeid, di fronte ai 636 atleti e atlete palestinesi, che hanno perso la vita, insieme alle loro famiglie a causa dei bombardamenti o durante la distribuzione degli aiuti umanitari, l’ANPI del Friuli Venezia Giulia, in coerenza con i pronunciamenti e le disposizioni in difesa dei diritti umani, della pace, dell’uguaglianza, della dignità umana, così come scritto nell’articolo 3 dello statuto FIFA e nell’articolo 2 dello statuto UEFA ritiene legittima la richiesta alla FIFA e all’UEFA di sospendere la partita Italia-Israele del 14 ottobre a Udine da parte di forze politiche e di numerose associazioni e movimenti, peraltro.

Comitato Regionale ANPI FVG