Il Coordinamento Salute Fvg sulle polemiche relative al “Piano oncologico” by Riccardi
L’Assessore regionale Riccardi, ad oggi ancora in carica, maschera come“scelte tecniche” quelle che sono in realtà decisioni politiche. Con il Piano Oncologico Regionale rischia di essere demolita la rete ospedaliera pubblica. Appello allacittadinanza e alla politica locale: fermiamoli.La salute dei cittadini deve essere una priorità assoluta, e in un campocosì delicato le scelte devono basarsi su dati concreti, analisi scientificherigorose che tengano conto di appropriatezza dell’intervento, dei diritti deicittadini/e e delle caratteristiche dei territori.Purtroppo negli annunci sul Piano Oncologico della Regione FVG, questipresupposti mancano. Nessuna base normativasolida. Nessuna base scientifica.Il Decreto Ministeriale 70/2015, invocato da Riccardi per giustificare itagli, ha introdotto soglie limitatamente al carcinoma mammario, non è cosìavvenuto per altri tumori maligni, per i quali mancano precisi riferimentinormativi e soglie di evidenza.Le incongruenze nell’applicazione delle soglie sono evidenti. Le lineeguida di AGENAS, se seguite alla lettera, porterebbero a una drastica riduzionedei reparti in tutta Italia, con una diminuzione che potrebbe arrivare fino al90%. Questo è il parere di ACOI, la principale società scientifica di chirurgiaitaliana, che da mesi chiede alla Regione FVG di rivedere la norma. Ma ad oggi,nessuna revisione è stata fatta. E ribadiamo il Programma Nazionale degli esitinon è Normativo!Inoltre, esperti locali e nazionali avvertono che la concentrazione dellecompetenze in pochi centri potrebbe sovraccaricare questi ospedali, con ilrischio di compromettere la qualità delle cure. Incoerenza totale.Ci sono evidenti incongruenze anche nell’applicazione di queste soglie. Ad esempio per fegato e pancreas ilpordenonese avrebbe più casi di Trieste ed Udine eppure si chiude a Pordenone.Gorizia subirà la perdita della chirurgia del tumore alla vescica pur essendosopra soglia. Latisana perderà la chirurgia del retto, anche se è centro di riferimento nazionale per l’addestramento dei medici. Ancora una volta l’intelligenza, la conoscenza, la tutela del diritto allasalute, cardini di una gestione politica della sanità, sono venuti meno.Per il bene dei cittadini, chiediamo che vengano ascoltate le voci dellacomunità scientifica, dei professionisti, e dei comitati locali. È tempo dirivedere queste scelte, garantendo la qualità delle cure e la sostenibilitàdella rete ospedaliera pubblica.
COORDINAMENTO SALUTE FVG




