Il duo Fedriga-Riccardi narra mirabolanti gesta in tema salute. Snocciolate cifre e fotografia fasulla di una sanità che non esiste

Potemmo sintetizzare con il proverbio  "il lupo perde il pelo ma non il vizio”, fra l'altro in questo caso più che di lupi, il duo Fedriga-Riccardi, vorrebbero essere delle volpi. Ma paragoni zoofili a parte certe, furbizie possono abbindolare solo il nutrito gruppo di amici, spesso correi nelle malefatte, ma non certo chi da anni segue le vicende della sanità regionale. Ma andiamo per ordine, ieri mattina il presidente della giunta regionale Massimiliano Fedriga a illustrato il piano di finanziamenti per la sanità regionale parlando di investimenti record  e del fatto che sarebbe previsto un significativo rafforzamento delle rete territoriale. Un ottima premessa se non fosse che si predica bene e si razzola male dato che, nel biennio, per non dire nel triennio passato, non è certo stata questa la cifra dell'attività dell'assessore Riccardi e di conseguenza della Regione Fvg. Il duo dimentica di dire che, al di là della quantità di spesa prevista, è la destinazione di questa ad essere altrettanto se non più importante. In realtà i milioni snocciolati come fossero bombe fumogene nascondono la drammaticità della situazione solo agli occhi di chi non vuol vedere. Fra l'altro le cifre vengono comparate nonostante appartengano a  periodi storici diversi quando l'imperativo categorico era il risparmio e una politica europea che minacciava pesantemente il nostro paese. Quindi se da un lato è vero che vi sono responsabilità ed errori del passato, poco o nulla è stato fin qui dall'attuale giunta, nonostante il "rigore Ue" sia per ora archiviato, per indirizzare in maniera efficiente la macchina sanitaria del Fvg, anzi in alcune scelte si intravvede continuità d'errore e in altre, più una volontà di perseguire i fallimentari modelli “lombardi” di una sanità pubblica indebolita per accentuare il lucroso ruolo di quella privata, che una volontà di puntare sulle grandi risorse umane e professionali presenti nel sistema sanitario pubblico, magari valorizzandole e premiandolo sul piano economico.  Non si sta in sostanza evitando che si innesti una “campagna” acquisti sul personale di tutti i livelli senza poi parteciparvi. Così la giustificazione della propria ignavia è l'affermare che certi programmi, magari finanziati nazionalmente, non si possono fare perchè non c'è personale sanitario sul “mercato” o quando c'è non si è "competitivi". Sempre ieri, in risposta al libro dei sogni snocciolato dalle “volpi”, si sono espressi in maniera dura esponenti del Partito democratico. Secondo il segretario regionale Cristiano Shaurli: “Al netto delle mirabolanti dichiarazioni sulla spesa sanitaria, ovviamente straordinaria come in tutte le Regioni perché legata alla pandemia, colpisce la distanza fra le parole del duo Fedriga-Riccardi e la realtà che vivono e segnalano ogni giorno cittadini e famiglie. Territori dimenticati con servizi essenziali chiusi, come ormai denunciano anche i sindaci della Lega, liste d'attesa infinite, nessuna programmazione, incomprensioni e polemiche in ogni Azienda, notorietà nazionale per numeri che non tornano nelle terapie intensive, carenza drammatica di personale, cittadini che si rivolgono, chi può, alla sanità privata o alla sanità pubblica… del Veneto”. “Abili narratori questi del duo ‘iosonofvg’, bravi – aggiunge il segretario dem - a scaricare le responsabilità sempre su altri ma i cittadini purtroppo provano ogni giorno sulla loro pelle le condizioni drammatiche della sanità pubblica del Friuli Venezia Giulia. Non una parola seria sulla gestione di questi mesi con tracciamento inesistente, famiglie e malati lasciati soli, nessun intervento – conclude - per le nostre scuole e gli studenti”. Altrettanto caustico l'esponente Pd Salvatore Spitaleri : “Ci saremmo aspettati scuse ai morti, ai malati, ai professionisti in prima linea, scuse per liste d'attesa che aumentano invece di diminuire, per interventi e cure rinviate, per mancata sostituzione e integrazione del personale, per accordi non cercati con operatori e organizzazioni sindacali. E’ arrivata vera propaganda e disinformazione, dove la cascata di numeri evidenzia solo il peso dell’intervento del Governo che nemmeno viene ringraziato ma anzi ancora sollecitato, allo scopo di nascondere una grave incapacità di programmazione della spesa e dei servizi che lascia  professionisti e operatori sanitari a combattere a mani nude. Comodo chiedere fondi governativi a getto continuo e poi mai essere in grado di dimostrare l’effettiva capacità di spesa. La mancata realizzazione dei posti di terapia intensiva e covid, i tentativi fatti con la nave lazzaretto a Trieste, i progetti evaporati dei fondi della solidarietà, sono monumenti al fallimento della Giunta Fedriga-Riccardi”.Spiega Spitaleri: “La ormai consumata tecnica della cascata di numeri – spiega l’esponente dem - nasconde l'imbarazzante assenza della programmazione sanitaria da parte di Arcs: a tre anni dalla costituzione voluta fortemente da Riccardi nulla si sa di ciò che fa, nullo è il suo ruolo nella fase decisiva della lotta alla pandemia, il vuoto cosmico in coordinamento delle aziende e supporto ai professionisti”. “Il duo Fedriga-Riccardi costruisce tabelle errate – puntualizza Spitaleri - anche metodologicamente comparando situazioni incomparabili e diverse, al solo fine di autoassolversi, scaricare le responsabilità su altri, rivendicare primati che cozzano con la realtà per chiunque sia costretto al rivolgersi al pronto soccorso, trovando professionisti encomiabili ma soli, stanchi e – conclude - senza direttive”.