Il ministro Trenta riceve l’ambasciatore d’Egitto, sul tappeto gli equilibri nel Mediterraneo e il caso Libia. L’ombra di Giulio Regeni aleggiava come un “terzo incomodo”

Si è marginalmente parlato anche della vicenda Regeni nel corso del colloquio, svolto qualche giorno fa “in un clima cordiale” tra il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e l’Ambasciatore della Repubblica Araba d’Egitto, Hisham Mohamed Moustafa Badr. Del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto si è parlato marginalmente ed in maniera “diplomatica” “stante il positivo esito della cooperazione tra le Autorità giudiziarie dei due Paesi” secondo il ministero, è stata auspicata una “rapida svolta”. Insomma un discorso di “maniera” che andava fatto per liberarsi di questo “terzo incomodo” che rende sempre complicati gli equilibri con l'Egitto almeno dal punto di vista mediatico. Un "ragion di Stato" alla quale il governo "grilloleghista" si è subito adeguato, altro che governo del cambiamento,  ben altre erano, dal punto di vista militare ed economico, le questioni sul tavolo: Libia, stabilità e sicurezza del Mediterraneo che diventano fondamentali per gli interessi  economici che sono il vero motore dell'interesse per quell'area del Mediterraneo, motore al quale evidentemente anche Di Maio & company si è subito voluto accreditare in continuità con il governo precedente.  Realpolitik alla quale ci si è aggregati forse in maniera inevitabile ma che consiglierebbe però di non raccontare più di essere diversi, soprattutto quando si sacrifica la verità sulla tremenda fine di un proprio connazionale sull'altare degli interessi, forse nazionali, ma sicuramente di quel manipolo di imprenditori che con l'Egitto fa grandi affari.  L’incontro, svolto martedì scorso a Palazzo Baracchini, è stato l’occasione per ribadire l’importanza dell’Egitto per la stabilità sia dell’Africa del nord, sia del Medio Oriente, aree che rivestono un’importanza determinante per gli equilibri internazionali. “L’Italia reputa l’Egitto un partner ineludibile nel Mediterraneo, affinché quest’area raggiunga un assetto stabile, pacifico e libero dalla presenza terroristica” ha detto il Ministro Trenta, che ha evidenziato l’intendimento del governo italiano a rafforzare la collaborazione esistente tra i due Paesi.
Nel corso del colloquio si è parlato quindi della situazione in Libia. Paese al quale l’Italia è vicina con l’obiettivo di giungere alla sua stabilizzazione, nell’alveo del processo di pacificazione promosso e guidato dalle Nazioni Unite. A tal proposito, la titolare del Dicastero – che la scorsa settimana si è recata in Libia per incontrare le massime Autorità ed il personale italiano presente nell’ospedale militare di Misurata - e l’Ambasciatore Badr si sono detti concordi sul fatto che per giungere ad una soluzione in Libia occorre attuare un processo inclusivo.

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