Il “non conscio” in letteratura, prima e dopo Freud: convegno internazionale all’Ateneo friulano

La ricezione dei paradigmi psicologici alternativi o complementari al modello freudiano da parte della letteratura fra Otto e Novecento sarà il tema al centro del convegno internazionale Forme e rappresentazioni del “non conscio” prima e dopo Freud. Ideologie scientifiche e rappresentazioni letterarie (1840-1940), che si terrà all’Università di Udine da mercoledì 28 (apertura dei lavori alle 15, aula T5) a venerdì 30 novembre a palazzo di Toppo Wassermann, in via Gemona 92. Studiosi di università ed enti di ricerca italiani, francesi, tedeschi e sloveni indagheranno le forme di riuso, aggregazione, trasformazione e riscrittura delle “ideologie scientifiche” messe in atto dagli scrittori nella descrizione della vasta zona del “non conscio”, ovvero delle manifestazioni indipendenti dalla razionalità e dalla volontà.

«Il convegno – spiega Silvia Contarini, organizzatrice dell’evento, docente di letteratura italiana del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Ateneo friulano – beneficia di un finanziamento Prid (Progetti di interesse dipartimentale) ed è il primo risultato di una rete di ricerca italo-franco-tedesca dedicata all’esplorazione dei paradigmi psicologici fra Otto e Novecento e alle loro metamorfosi in letteratura. Sulla scorta di recenti indagini di area francese e tedesca, che hanno tentato di delineare una storia della psicologia prima di Freud segnalandone l’influenza in ambito letterario, il progetto di ricerca intende proporre un’indagine più sistematica delle forme del “non conscio”, indipendente, alternativo o complementare alla psicanalisi, elaborate dalle “ideologie scientifiche” tra il 1840 e il 1940, concentrandosi in particolare sulla loro ricezione da parte della letteratura italiana, che finora sembra essere rimasta fuori dal perimetro della ricerca internazionale».

Mercoldì 28 novembre i lavori, presieduti da Silvia Contarini, si apriranno alle 15 nell’aula T5 di palazzo di Toppo Wassermann. Introdurrà Jacqueline Carroy (Centre Alexandre Koyré, EHESS) con la relazione Des rêves sans inconscient au XIXème siècle?. Seguirà l’intervento di Alessandra Violi (Università di Bergamo), Il soggetto incantato. Medicina e occultismo nella lunga fin de siècle. Dopo la pausa i lavori, presideuti da Jacqueline Carroy, riprenderanno alle 17.15. Interverranno Rudolf Behrens (Ruhr-Universität Bochum), Répétition, imitation, suggestion. L’inconscient de la foule et la production du miracle (Zola, D’Annunzio, Huysmans), e Giorgio Forni (Università di Messina), Capuana, Richet e la suggestione.

Giovedì 29 novembre alle 9, nell’aula T4 di palazzo di Toppo Wassermann, presiederà i lavori Rudolf Behrens. Interverranno Barbara Chitussi (Università di Modena e Reggio Emilia), Moi e Mien. Pierre Janet e il problema dell’avere; Bertrand Marquer (Université de Strasbourg), Comique primitif et inconscient cérébral (1878-1918); Mario Sechi (Università di Bari), Amore e morte. Il suicidio di Alfonso Nitti tra etica e psicologia. Dopo una pausa, i lavori riprenderanno alle 11.30, presieduti da Mario Sechi. Interverranno Dagmar Stöferle (Universität Tübingen) Die Novellistik des 19. und 20. Jahrhunderts als Laboratorium des Nicht Bewussten e Natalia Vacante (Università di Bari), Una psicopatologia dell’espressione. Donato del Piano di Federico De Roberto.

Nel pomeriggio, dalle 15.30 François Bouchard presiederà gli interventi di Patrizia Farinelli (Univerza v Ljubljani), Lo slabbrarsi dell’io nelle prose brevi di Federigo Tozzi, e Cristina Terrile (Université François Rabelais de Tours), «La perfida bestia, si capisce, è la coscienza, colla sua brigata». Tommaso Landolfi nelle regioni dell’indicibile. Dalle 17.15 i lavori saranno presieduti da Christian Rivoletti. Interverranno François Bouchard (Université François Rabelais de Tours), Tra mito e psiche: l’esplorazione di nuovi spazi romanzeschi nell’Italia del Ventennio fascista, e Valentino Baldi (Università per Stranieri di Siena), Superstizione e non conscio nella narrativa di Gadda.

Venerdì 30 novembre dalle 9.30 in aula T5 i lavori saranno presieduti da Barbara Chitussi. Interverranno Sandra Janssen (KIT – Karlsruher Institut für Technologie), Totalité, perméabilité, réversibilité: jalons pour un paradigme psychologique des années 1930-1940, e Christian Rivoletti (Friedrich-Alexander-Universität e Erlangen-Nürnberg), Quello «strano regno dell’illogico che Freud chiamò sfortunatamente l’inconscio»: la bi-logica di Ignacio Matte Blanco e le sue anticipazioni da Sartre a Hitchcock.

Potrebbero interessarti anche...