Il rettore dell’Ateneo friulano Alberto Felice De Toni difende la sua Università dalle “interpretazioni” di stampa sulla sua azione

Eletto il 23 maggio 2013, con 345 preferenze su 556 voti validi, Alberto Felice De Toni è entrato in carica come Rettore dell'Ateneo friulano il 1° ottobre 2013, con decreto di nomina del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza. Il suo mandato terminerà il 30 settembre 2019 e già oggi a 10 mesi dal cambio sono in corso alcune “manovre” interne ed esterne all'Ateneo. Del resto dal maggio del 2013 molto è cambiato nel Paese e anche in Friuli Venezia Giulia, basti pensare che nell'aprile del medesimo anno si erano svolte le elezioni regionali con la vittoria del centrosinistra e l'elezione di Debora Serracchiani. Oggi la situazione è molto diversa, con il leghista Fedriga ai vertici della Regione, la città di Udine vede Pietro Fontanini, leghista pure lui, da qualche mese Sindaco e un governo nazionale chiamato "giallo-verde" dalle politiche contraddittorie ma comunque  piuttosto "destre". Certo il cambio politico non è direttamente correlato all'elezione del rettore, forse di più lo ha un certa "atmosfera" culturale,   ma ad essere maliziosi, un certo peso lo ha. Così appare evidente che il bilancio dell'attività degli attuali cinque anni del rettorato targato De Toni avrà un peso sulle scelte future ed è altrettanto ovvio che alcuni ragionamenti sui media possono essere già influenzati dalla “campagna” per l'elezione del nuove rettore rispondendo alle sollecitazione della nuova area che tira. Questa potrebbe essere la chiave di lettura di alcuni articoli di stampa usciti in questi giorni sulla stampa che hanno spinto il magnifico rettore Alberto Felice De Toni a prendere carta e penna e mandare alcune puntualizzazioni e lo a fatto mandando una nota a tutti i media e non solo a quello, il Messaggero Veneto, che in qualche modo aveva messo nel mirino la sua azione alla guida dell'Ateneo friulano. Un operazione trasparenza dettata forse dal fatto che così i contenuti della sua risposta vengano veicolati in maniera completa e senza interpretazioni terze. Scrive De Toni: ho letto sulle edizioni del Messaggero Veneto articoli rispettivamente che affrontano la questione del rapporto dell’Università di Udine con il suo territorio. Mi preme evidenziare le iniziative che sono state sviluppate dal nostro ateneo solo nell’ultimo anno accademico 2017/2018.

a) Nuovi corsi di laurea e master utili allo sviluppo del nostro territorio:

- Laurea magistrale in Gestione del turismo culturale e degli eventi;

- Laurea triennale in Internet of things, big data & web;

- Laurea triennale in Banca e finanza a Pordenone;

- Master Digital marketing.

b) Le Officine di Cantiere Friuli, che stanno lavorando su temi strategici per lo sviluppo del nostro territorio:

- Sistemi digitali di supporto avanzato alle decisioni strategiche per il territorio

- Innovazione manifatturiera

- Nuovi fattori produttivi e nuova imprenditorialità

- Vuoti da riempire: rigenerare e recuperare il capitale territoriale

- Persone, comunità e servizi sociosanitari

- Autonomia e istituzioni

- Demografia e territorio

c) Servizi per il territorio:

- Punto Impresa, sportello nato per facilitare il contatto tra mondo accademico e imprese;

- Osservatorio turismo e territorio, finalizzato a promuovere studi e acquisire informazioni nell’ambito del turismo regionale e nazionale.

d) Supporto alla manifattura territoriale:

- Partecipazione attiva al Competence center Nord Est industria 4.0;

- Nuovi investimenti sul Laboratorio di Meccatronica disponibile per le imprese.

e) Strutture didattiche aperte alle scuole superiori e alle imprese:

Laboratorio di Digital Story Telling attivato con la collaborazione del Liceo Stellini e a supporto dei giovini e delle imprese friulane.

f) Servizi di Placement: 407 aziende che hanno ricevuto gratuitamente servizi dall’università per la soddisfazione di richieste di personale.

g) Iniziative culturali aperte alla città:

“Aperture”, decine di conferenze sui temi più attuali che riguardano le nostre comunità (as es. L’unicità dell’uomo; Una questione di origini o di relazioni? La Classe: Ripensare la crisi ripensando le organizzazioni; Le università come collante dell’Europa nascente; ecc.).

h) Le botteghe del sapere: divulgazione scientifica curata dai docenti dell’Ateneo friulano e sviluppate negli spazi commerciali della città.

Tutto questo è stato fatto in coerenza con la mission del nostro Ateneo: “l’Università di Udine di promuove lo sviluppo e il progresso della cultura e della scienza attraverso la ricerca, la formazione, la collaborazione scientifica e culturale con istituzioni italiane ed estere, contribuendo con ciò allo sviluppo civile, culturale, sociale ed economico del Friuli” (art. 1 dello Statuto). Le iniziative citate fanno riferimento all’Ateneo e accompagnano i contributi di centinaia di nostri docenti che a vario titolo danno a imprese e istituzioni del nostro territorio: economisti, storici dell’arte, geografi, ingegneri, architetti, medici linguisti, giuristi, informatici, fisici, matematici, filosofi, sociologi, storici, agronomi, tecnologi alimentari ecc. Era possibile fare di più? Probabilmente sì e in questo senso l’Università ha bisogno di incoraggiamento e di sostegno. Oggi l’istituzione che ci è davvero vicina e che ha contribuito a realizzare le iniziative territoriali descritte è Fondazione Friuli verso cui nutriamo una profonda gratitudine.
L’Università in questi anni ha saputo autogenerare, attraverso tagli di costi e incrementi di ricavi le risorse necessarie per il proprio sviluppo, sicuramente non ancora sufficienti per una competizione alla pari con Atenei che godono di supporti finanziari molto più importanti rispetto a quelli dell’Ateneo friulano, basta vedere le risorse che può utilizzare l’Università di Trento molto simile al nostro ateneo per numero di studenti e per offerta didattica. Decine di milioni annui che fanno la differenza. Noi abbiamo fatto la nostra parte autogenerando in cinque anni circa 30 milioni di utili che sono stati finalizzati allo sviluppo di ateneo (infrastrutture di ricerca, sostegno a progetti di ricerca e all’inserimento di giovani ricercatori) e in parte a riserva per sostenere anche eventuali imprevisti per i prossimi anni.
L’Ateneo udinese è una istituzione aperta e plurale che va sostenuta indipendentemente dal Rettore pro tempore che la rappresenta. Io ho cercato di fare la mia parte e i risultati sono disponibili per tutti e consentono a ciascuno di valutare criticamente ciò che è accaduto in questi anni. Fra l’altro le informazioni contenute in questa lettera sono disponibili insieme a tante altre notizie che riguardano le attività dell’Ateno friulano nell’a.a. 2017/2018 nel Bilancio Sociale presentato durante l’inaugurazione dell’attuale anno accademico, consultabile sul sito di Ateno al seguente indirizzo https://qui.uniud.it/notizieEventi/ateneo/inaugurato-il-nuovo-anno-accademico-2018-19/bilancio-sociale-delluniversita-di-udine-a-a-2017-2018.
Altre istituzioni potrebbero seguire l’esempio dell’Ateneo friulano rendicontando alla comunità le cose che hanno fatto e il valore che hanno generato pubblicando queste informazioni sul loro sito istituzionale. Solo una ultima precisazione: le immatricolazioni sono state nell’anno accademico 2013/2014 n. 4.265 e nel 2018/2019 n. 4381. Per fortuna del nostro Ateneo nessun calo, anzi …

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