Il risanamento di Mediocredito la cartolizzazione “impossible”

La drastica riduzione delle sofferenze, inserito come  premessa  nel piano di messa in sicurezza presentato da banca Mediocredito Fvg e la successiva alleanza con Iccrea, potrebbe rivelarsi un percorso tutto in salita.
La cartolarizzazione è, una forma di finanziamento mediante cui le imprese possono evitare il ricorso all’indebitamento bancario o ad aumenti di capitale o all’emissione di obbligazioni. La cartolarizzazione consiste nella cessione di crediti o altre attività finanziarie capaci di generare flussi di cassa pluriennali (come affitti, per esempio) e nella loro successiva conversione da parte degli acquirenti in titoli negoziabili da collocarsi sui mercati. La vendita di tali crediti, per un valore nominale di circa 357 milioni di crediti, secondo quanto indicato dalla dirigenza dell’istituto di credito, dovrebbe fruttare il 43% di tale valore. Il recupero di tale ingente liquidità dovrebbe scongiurare il pericolo di una ulteriore iniezione di liquidità da parte del socio di riferimento (la Regione Fvg).
il recupero. Il nocciolo della questione sta nel fatto che la stima fatta (43%) potrebbe risultare molto ottimistica. Il dato, per esempio, risulta superiore alla media del settore, il pacchetto di crediti da cartolizzare, inoltre, è eccessivamente standardizzato e, dunque, poco appetibile.  Si tratta per la maggior parte di finanziamenti alle imprese, quasi tutti coperti da ipoteca su immobili  posti in Fvg e Veneto Orientale. I beni dati in garanzia, oggi, hanno un valore potenziale molto basso, vista la domanda ridotta ai minimi termini. Maggiore appetibilità l’avrebbero avuta i crediti garantiti da beni immobili. residenziali. Dopo tali considerazioni, l’opzione di un ennesimo aumento di capitale da parte del socio (pubblico) rimane tutt’altro che peregrina.
g.s.

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