Il “va tutto bene” dell’assessore Riccardi non convince e il sindacato delle professioni infermieristiche che diffida le aziende sanitarie

Mentre l'assessore alla salute nonché vice governatore del Fvg Riccardo Riccardi si affanna a farci sapere che con i medici va tutto bene e che lui è vittima di campagne denigratorie (di cui FriuliSera è ovviamente in testa) arriva una nota del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche dal titolo emblematico e che speriamo che Riccardi non classifichi, come ha fatto con la nota dei sindacati dei medici, come “un documento interno che portava all'attenzione alcune criticità e proposte senza alcuna volontà di polemizzare, ma con spirito collaborativo e costruttivo”.

Peccato per l'assessore  che come FriuliSera abbiamo trasmesso il nostro pezzo ai firmatari della nota dei medici e nessuno ci ha scritto per smentire alcunché.

Comunque scrive ieri sera Nursind per conto delle professioni infermieristiche:

“Situazione emergenza Covid-19 Fvg ed ora tocca ai sanitari”.
La situazione regionale ospedaliera e territoriale è ormai giunta al collasso, scrive Nursind, la promessa di presidi per la protezione individuale, ad ormai un mese dall’inizio della emergenza, ha lasciato scoperti e con un grave rischio di contrarre il virus tutti gli infermieri e gli operanti all’interno delle strutture sanitarie regionali. Nursind, più di una volta ha cercato riscontri sulla fattibilità di eseguire tamponi a tutti i sanitari, ha cercato di sollecitare sia le aziende che la Regione attraverso l’Assessore Riccardi di garantire i dpi (dispositivi individuali di protezione). Ma tutto ciò non è servito. Ora in piena emergenza il numero dei sanitari che si sono ammalati in regione è notevolmente aumentato e come da evidenze scientifiche c’è e ci saranno sempre più sanitari ammalati ma asintomatici, che sono costretti a lavorare (anche dopo contatto con pazienti covid positivi) divenendo loro stessi portatori contagianti il virus, senza che per essi sia previsto l’isolamento, andranno ad aumentare inesorabilmente il numero di malati anche gravi da terapia intensiva poiché il lavoro in Ospedale li mette a contatto con pazienti con pluri patologie e spesso anziani (vedi il caso delle morti nelle case di riposo). A tal proposito NurSind anche attraverso queste righe richiede urgentemente un incontro con l’Assessore ed il presidente Fedriga il quale si è sempre impegnato con le istituzioni centrali al fine di fare emergere quanto sia importante la prevenzione in questa emergenza.
Nursind, al fine di tutelare gli infermieri ha inviato tre diverse diffide ai direttori generali:
 diffida sulla immediata dotazione dei dpi come previsto per legge, con l’avvertenza che, nel caso dovessero conseguire dei danni alla salute e all’incolumità fisica e psichica della propria persona dall’inerzia fatta registrare, si riserva di adire a vie legali per il risarcimento dei danni patrimoniali e morali
 diffida sul mantenimento durante la attività lavorativa nel far mantenere almeno 1 metro tra un operatore e l’altro come stabilito dalla disposizione DPCM 11-03-2020 Segreteria Regionale F.V.G  diffida a disporre l’immediata astensione dall’esercizio delle proprie attività professionali a coloro che sono costretti o sono stati costretti ad operare nello stato di contagiato da corona virus accertato da apposito tampone, l’indicata situazione espone il diffidante ad un elevato rischio di contagio sottoponendolo a gravi conseguenze sul piano della salute. Nursind attraverso i suoi dirigenti in questo momento è al fianco di tutti gli infermieri sostenendoli anche nei momenti più gravi laddove la insicurezza, la paura gli fanno scegliere gesti estremi (2 casi di suicidio nella ultima settimana), raccogliamo svariate segnalazioni che riportiamo alla azienda di appartenenza, segnalazioni che fanno rabbrividire quando dicono che le mascherine chirurgiche (quelle più semplici) sono poche e bisogna tenerle per almeno 3 turni o per una settimana intera; quando ci riferiscono che le fpp2 sono poche (questo in un pronto soccorso) e che forse si possono lavare e sterilizzare laddove sulla confezione vi è scritto monouso!!! Poi a livello della assistenza territoriale casi in cui l’equipe infermieristica si reca a casa del paziente ma alla porta viene accolta dalla moglie che gli intima di fermarsi in quanto poco prima le era stato comunicato che il tampone del marito era risultato positivo, con la meraviglia degli operatori che comunque il giorno prima avevano eseguito manovre di medicazioni allo stesso paziente indossando dei dpi non adatti perché insufficientemente a disposizione di tutti. Segnaliamo la completa mancanza di una linea comune regionale sul trattamento dei pazienti covid positivi, non solo tra aziende sanitarie, ma anche tra i presidi della stessa azienda sanitaria, tutto ciò dovuto alla mancanza di una governance sovra aziendale sugli aspetti sanitari. In conclusione, se non si prevede di verificare in tempi brevi lo stato di salute del personale sanitario delle nostre aziende, temiamo un aumento dei casi gravi di origine iatrogena, gli infermieri si prendono cura delle persone e non le vogliono fare ammalare."

La fonte. comunicato stampa 24 MARZO 2020 (1)

Coronavirus: Riccardi risponde ai medici, protezione prima linea è necessaria, poi si scusa con quasi 48 ore di ritardo