Il vento scoperchia il tetto del rifugio di Casera Ditta a Erto e Casso

Era annunciato il forte vento in quota e si temevano danni anche in conseguenza dei fenomeni estreni che hanno colpito la montagna friulana e veneta poco più di un mese fa. Oggi intorno alle 12 forti raffiche di veneto hanno determinano lo scoperchiamento del tetto di Casera Ditta a Erto e Casso il rifugio situato a quota 956 metri sul livello del mare in Val Mesazzo, una valle laterale alla Val Vajont, in comune di Erto e Casso. Per raggiungerlo, da Erto si segue la statale in direzione di Longarone e dopo il bivio con Casso a sinistra parte una strada asfaltata che porta alla frazione di Pineda attraverso la Frana del Monte Toc. Poi poco prima di Pineda si imbocca una strada forestale, il sentiero 905, che dopo alcuni tornanti ripidi, si trasforma in una comoda mulattiera. Questa, attraverso un bosco di faggi e due brevi tratti franosi, dopo un ponticello sul torrente Mesaz conduce alla Casera. Ed è questa la strada che hanno dovuto percorrere vigili del fuoco e protezione civile dopo che era stato lanciato allarme dalla mezza dozzina di ospiti del rifugio che non hanno fortunatamente avuto conseguenze dalla brutta avventura. Paura sia il titolare del rifugio Adriano Roncali e per Gaia Holzinger, la volontaria dell'associazione Cjarvonars che lo aiuta. Le altre quattro persone presenti erano ospiti della struttura. Tutti hanno assistito impotenti all'azione del vento che prima ha sollevato una porzione del tetto per poi strapparla letteralmente.