Il Viminale ci fa vedere chi comanda qui!

Prima la Procura e la Guardia di finanza contestano al sindaco Lucano una enorme mole di reati: da corruzione a concussione, da malversazione a truffa ai danni dello Stato, da associazione a delinquere a falso al concorso in corruzione ad abuso d'ufficio ecc.
Ora, posto agli arresti domiciliari, Magistratura Democratica pubblica il testo dell’ordinanza perché è necessario che il mondo sappia quali sono i reati contestati. In sostanza si “esclude la sussistenza di indizi di grave colpevolezza tranne l’aver affidato direttamente il servizio di raccolta spazzature” e due matrimoni organizzati che favoriscono l’ingresso di migranti senza titolo.
La gestione dei fondi - si legge in un passaggio del provvedimento del gip di Locri - è stata magari disordinata, ma non ci sono illeciti e nessuno ha mai intascato un centesimo.
Ora il Viminale ordina ai migranti che abitano a Riace il trasferimento.
Immagino che 21 pagine di ordinanza siano corrette ma mi chiedo: perché distruggere una società che ha ridato vita a un paese abbandonato, che ha ridato luce e colore, parole e cura a un luogo altrimenti ammuffito? Perché?
Questo è un atto di una violenza inaccettabile che non possiamo tollerare. Può essere visto come una rivalsa, un mostrare chi è capace di andare fino in fondo, chi detiene il bastone di comando. E’ una lezione.
È troppo.
Abbiamo ben capito che chi comanda è Salvini: ma il compito di un Ministro degli Interni e /o di un Capo di Governo non è fare a braccio di ferro sulla pelle della gente.
Nel 2018 non si può accettare, sull’onda di costruite e alimentate paure dello straniero, paure dell’orda di stranieri (?) che viene qui a minare la nostra solidità economica (?), i nostri posti di lavoro (?), di essere condotti verso un tunnel (questo sì che lo è) di odio e intolleranza. Odio e intolleranza minano la società che invece chiede al suo governo di essere aiutata a pacificarsi, a trovare gli strumenti per vivere in giustizia ed equità. La rappresentanza nasce per questo. Non siamo in uno stato di guerra. E non possiamo permetterci di sostenere una guerra creata per ottenere consensi, che serve solo ad aumentare il numero dei simpatizzanti giocando con falsi valori. Non siamo tutti burattini. Non siamo tutti così superficiali.

Alessandra Missana

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