Ilaria Salis, no della Commissione giuridica Ue alla revoca dell’immunità, per ora ha prevalso il buonsenso
La Commissione giuridica Ue dice no alla revoca dell’immunità. Il voto della Commissione giuridica del Parlamento europeo rappresenta un primo importante segnale: la plenaria si esprimerà il 7 ottobre sarà in quella sede che i 705 eurodeputati esprimeranno il verdetto finale sulla richiesta di Budapest. Come è noto la Salis ha denunciato i rischi concreti di persecuzione se estradata in Ungheria che nelle scorse settimane, anche se in realtà non è stata sottoposta a processo le aveva recapitato le coordinate geografiche del carcere nel quale sarebbe rinchiusa. La determina della Commissione giuridica del Parlamento europeo è importante anche perchè la respinta, a voto segreto, avrà certamente un peso perchè rappresenta un segnale politico rilevante: secondo la prassi, infatti, l’assemblea plenaria tende a confermare le indicazioni della Commissione. richiesta avanzata dall’Ungheria per la revoca dell’immunità parlamentare all’eurodeputata italiana Ilaria Salis, eletta con Alleanza Verdi e Sinistra. “Dovresti essere in cella, non in tv” aveva scritto il portavoce di Orban sui social una foto fake di Ilaria Salis dietro le sbarre. In sostanza la Commissione Affari giuridici (nota con l’acronimo JURI) del Parlamento europeo ha deliberato contro la richiesta di revoca dell’immunità avanzata dalle autorità ungheresi. Il voto si è svolto a porte chiuse e con scrutinio segreto, nel rispetto delle procedure previste per i casi di immunità parlamentare. Il relatore del dossier, lo spagnolo Adrián Vázquez Lázara, esponente del Partito Popolare Europeo, aveva suggerito in una relazione riservata di non ravvisare “fumus persecutionis”, ossia l’ipotesi di un intento politico dietro la richiesta ungherese. Tale valutazione ha suscitato reazioni contrastanti all’interno dei gruppi parlamentari, ma alla fine ha prevalso l’orientamento favorevole al mantenimento dell’immunità.




