Imprese del Fvg e del Veneto le più affidabili per le banche

REDAZIONEfriuliserainfo@friulisera.it
L’Ultimo rapporto di Abi e Cerved conferma un significativo calo delle sofferenze (debiti non rimborsabili) nel 2015 da parte delle imprese del Fvg e del Veneto. Le due regioni, infatti, sono quelle col minore tasso di sofferenza in ingresso (2,9%) e per il 2017 si prevede un ulteriore miglioramento (1,8%), anche se il fatidico livello pre-crisi resta ancora lontano.
i dati. I dati della Banca d’Italia indicano che per la prima volta in cinque anni, nel 2015 è diminuito il numero di prestiti erogati alle imprese entrati in sofferenza, che e passato da circa 29 mila a circa 27 mila (-5,3%). Il calo è anche più marcato (-7,7%), se misurato in termini di importi dei prestiti, diminuiti da 32 miliardi del 2014 a meno di 30 miliardi del 2015.
Questo trend ha agevolato anche un miglioramento del tasso di ingresso in sofferenza, parametro che indica il rapporto tra le nuove sofferenze e il volume dei prestiti erogati (in sintesi indica la tendenza del fenomeno, ndr). Questi è calato dal 3,8% al 3,7%.
Le previsioni elaborate indicano che, sulla base della graduale ripresa economica, i miglioramenti in atto si consolideranno: il tasso di ingresso in sofferenza e atteso in calo dal 3,7% del 2015 al 3% del 2016, per diminuire ulteriormente al 2,4% di fine 2017. Si tratta di un livello ancora superiore a quello del 2008 (1,7%), ma inferiore a quello osservato nei sei anni successivi.
le dimensioni. Distinguendo per dimensione aziendale, il rapporto Abi-Cerved non sembra indicare sostanziali differenze: i miglioramenti risultano distribuiti in maniera omogenea per ogni fascia dimensionale di impresa. Le aziende di dimensione minori si confermano comunque le più rischiose: ogni 100 prestiti erogati, si stima che nel 2015 ne siano entrati in sofferenza 4. Per le piccole imprese (10-50 addetti e un giro d’affari compreso tra 2 e 10 milioni di euro), il tasso di sofferenza e pari al 3,2%, per le le medie imprese (50-250 addetti e 10-50 milioni di euro di fatturato), il tasso passa dal 2,7% del 2014 al 2,6% del 2015. Le società di dimensione maggiori, infine, hanno un  tasso pari all’1,8%.
territorio. Distinguendo per distribuzione geografica, infine, il Sud resta la zona più rischiosa ma, nello stesso tempo, anche quella dove le sofferenze sono diminuite di più, passando dal 5,6% al 5,2%. Questo andamento ha parzialmente ridotto  il gap con il resto del Paese, che si era fortemente ampliato durante la crisi. Il tasso di ingresso in sofferenza risulta in calo anche nel Nord Ovest, dal 3,4% al 3,2%, mentre e rimasto sui livelli dell’anno precedente (al 2,9%) nell’area meno rischiosa, il Nordest. Nel Centro invece le sofferenze hanno continuato ad aumentare, toccando un nuovo record negativo al 4,3%.
previsioni. Nel 2017 ci sarà una riduzione delle differenze territoriali, con miglioramenti nel Centro-Sud più marcati di quelli delle imprese del Nord. Nessuna delle quattro aree geografiche riuscirà nell’impresa di riportare le sofferenze al di sotto dei livelli pre-crisi. Al termine dell’esercizio di previsione, le imprese del Nordest saranno le più sicure, con tassi di ingresso in sofferenza dell’1,8%, seguite da quelle del Nord Ovest con 1,9%.

Potrebbero interessarti anche...