In città “galoppa” la povertà

Croce Rossa. Negli ultimi due anni gli udinesi in fila per cibo e vestiario sono aumentati del 100%. Oltre 70 famiglie si radunano due volte alla settimana in via Riccardo per ricevere alimenti e vestiti. Il comitato di beneficenza, da poco fornisce ai nuovi poveri anche la possibilità di arredargli casa.

In città aumentano in modo esponenziale i poveri. E stiamo parlando di udinesi e friulani doc, non di stranieri.
Il numero delle famiglie severamente deprivate, infatti, è altissimo e rispetto all’anno scorso è raddoppiata la cifra di coloro che chiedono aiuto alle istituzioni e alle associazioni di volontariato.

Sans, onesc’ lavoradôrs. Sani onesti e lavoratori. Una definizione secolare, una sorta di cartello appeso al collo all’antica manovalanza emigrata alla volta della Svizzera e della Germania; una caratteristica impressa nel Dna e sbandierata con orgoglio, soprattutto quando la creatività e l’intelligenza ci ha fatto rialzare dalle immani tragedie. Il Friulano è sempre stato così, forte di una granitica certezza, quella che mai al mondo avrebbe “mendicato”.
Ma da un anno a questa parte, il mondo si è capovolto e la forza d’animo, la perizia e la buona volontà non bastano più, perché di fronte a questa crisi sporca, anche il più ingegnoso stacanovista si trova in difficoltà. E questo perché, lavoro o no, i costi della vita sono trappole stratosferiche, oneri paradossali che corrodono dall’interno un sistema figlio di un’economia perversa e virtuale, fatta di soldi fantasma e che, sfuggita di mano, è impossibile comprendere e sanare.
Il risultato? S’ingoia l’orgoglio e si domanda aiuto. Ben consapevoli che poveri non significa miserabili. Sempre più corregionali in difficoltà economica, dunque, si rivolgono alla Croce Rossa per procurarsi cibo e vestiario.

«La povertà galoppa – è lapidario Sergio Meinero, presidente del Comitato Croce Rossa Italiana sezione di Udine che, da anni ormai, si occupa della distribuzione di alimenti ai meno abbienti – Il numero dei bisognosi è in aumento rapido e vertiginoso. Il carattere orgoglioso dei friulani è stato abbattuto e ora non si vergognano a chiedere, sono arrivati al limite».
Ma l’attività della Croce Rossa in città è nota, basta andare ogni mercoledì mattina in via Riccardo Di Giusto e mettersi in fila davanti all’asilo Maria Forte. Lì, al momento, sono oltre settanta le famiglie udinesi che puntualmente vengono ad approvvigionarsi.

«La maggior parte delle persone hanno perso il lavoro – spiega Meinero – e non si tratta soltanto di ex lavoratori senza titolo di studio, ma s’incontrano anche professionisti e laureati. Identica affluenza, inoltre, la registriamo al sabato mattina, quando distribuiamo il vestiario. La situazione è allarmante. Vorrei sottolineare, infatti, che questo aiuto fornito in modo massiccio dal Comitato non è destinato ai profughi, attenzione, ma esclusivamente alla popolazione locale».
Il sostegno della Croce Rossa, dunque, avviene in assoluta discrezione. I bisognosi di aiuto si presentano con un foglio compilato dai servizi sociali e, in base al numero di componenti della famiglia, ricevono generi alimentari fondamentali, come latte, pasta e farina.
I viveri, inoltre, arrivano tutti dalle donazioni di cittadini generosi e sensibili. Di quelli che, facendo la spesa, pensano “in grande” e aggiungono un pacco di spaghetti o di tonno in più. E non perché c’è da aggiungere un posto a tavola per un amico, ma perché bisogna fare in modo che, quell’amico e la sua famiglia, abbiano ancora una tavola.
Ma oltre a cibo e vestiti, il Comitato della Croce Rossa da pochissimo si premura anche di arredare le case. E questo avviene non soltanto grazie alle donazioni di mobilifici che liberano i magazzini, ma allo stesso lavoro di sgombero gratuito che i volontari compiono nelle case dell’intera regione.
«La mobilia viene custodita in due magazzini all’interno dell’ex caserma Osoppo – spiega il presidente – uno spazio preziosissimo. Dopo di che, sempre su segnalazione dei servizi sociali, arrediamo gli appartamenti delle famiglie in difficoltà».

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