Inaugura il Museo Friulano di Storia Naturale

Il percorso locale a ritroso di 500 milioni di anni sta per concludersinelle stanze di via Sabbadini

Finalmente s'inaugura la nuova sede del Museo Friulano di Storia Naturale, in via Sabbadini. O meglio, parte della nuova sede, ma quanto basta per considerare l'evento una data storica. Sabato 18 febbraio alle 11, dunque, il sindaco Furio Honsell, l'assessore alla Cultura Federico Pirone, l'assessore ai Lavori pubblici Pierenrico Scalettaris e il Comitato Amici del Museo, inviteranno la cittadinanza nella nuova biblioteca, nelle tre stanze dedicate alla sezione didattica e nel padiglione espositivo.
Per l'occasione, inoltre, saranno illustrati anche i prossimi passi di completamento della sede museale.
«Finalmente, il Museo Friulano di Storia naturale può aprire alla città le sue prime aree – spiega il sindaco di Udine Furio Honsell – terminando così il suo periodo di ''nomadismo'', che durava ormai da oltre 20 anni».
«Siamo molto contenti che il Museo Friulano di Storia naturale abbia finalmente una casa – è il commento dell'assessore alla Cultura, Federico Pirone –. È diventato realtà ciò che, fino a qualche anno fa, sembrava una chimera. La città di Udine e la comunità del Friuli, quando lavorano in maniera unitaria e con determinazione, sono in grado di raggiungere ogni tipo di obiettivo». Soddisfazione anche da parte dell'assessore ai Lavori pubblici, Pierenrico Scalettaris. «Con questa inaugurazione completiamo l'iter per il primo lotto del complesso dell'ex macello. – sottolinea Scalettaris – La gara per il secondo, e ancora più consistente, lotto, è in pieno svolgimento ed entro il mese di febbraio avremo il nome dei professionisti che si saranno aggiudicati l'incarico per la progettazione. Una volta redatto il progetto procederemo con la gara per i lavori, lavori che contiamo possano partire entro fine 2017».
Che piaccia o no, il museo da anni agognato resterà un merito dell "governo" Honsell. Soprattutto se si aggiunge anche l'imminente riqualificazione della zona tra l'ex frigo e piazzale Cella.
Ma torniamo al museo: Le collezioni che presto verranno ospitate costituiscono uno strumento fondamentale per l’attività di ricerca e la divulgazione delle biodiversità, della lunga storia geologica, della ricchezza della documentazione fossile e delle testimonianze della cultura umana presenti sul territorio friulano. Un patrimonio che offre la possibilità di trattare i grandi temi della Natura come l’evoluzione, i rapporti fra gli esseri viventi e la sostenibilità. I reperti del Museo Friulano di Storia Naturale diventano quindi un potente mezzo di comunicazione al servizio della comunità. Curiosità, interazione e i più moderni strumenti espositivi guideranno il visitatore in un viaggio lungo quasi 500 milioni di anni.
Il progetto del Museo vede una superficie di
1.800 mq destinati a sale espositive permanenti e temporanee, 650 dedicati alle attività ludico-didattiche e science center e 10.000 di parco. Il Museo custodirà 54.000 titoli nella biblioteca specializzata, 98.000 reperti fossili, 13.000 minerali e rocce, 245.000 reperti paletnologici, 600.000 reperti zoologici e 158.000 reperti botanici.
Tra questi, numerosi sono i "tesori" custoditi, un vero scrigno di biodiversità:
dai reperti zoologici di valore storico, come la testa dell'elefante ucciso da Italo Balbo, ai numerosi "tipi", ovvero gli esemplari sulla base dei quali vengono istituite specie o altri taxa (raggruppamento di organismi, unità tassonomica) nuovi. Tra le ''perle'' paleontologiche ecco i rettili del Triassico superiore di Preone (fra i quali i più antichi rettili volanti conosciuti) le flore del Carbonifero o le ammoniti del Ladinico. Il Museo ospiterà poi importanti reperti preistorici come le statuine del Neolitico di Sammardenchia o la sepoltura di Piancada, nonché botanici come i quali l'Erbario Gortani e persino un Erbario pre-Linneano.