Informazione e comunicazione del terzo millennio tristemente radicata nei nefasti insegnamenti di Goebbels

La comunicazione del terzo millennio affonda le sue radici non nel futuro ma nel passato e lo fa nel peggiore dei modi, utilizzando le nuove tecnologie per manipolare e non per informare. Per funzionare  però è necessario violentare la conoscenza, spargere il seme dell'ignoranza  per evitare che la conoscenza,  intesa come  consapevolezza e  comprensione di fatti, diventi patrimonio  comune degli italiani.  La verità dei fatti  diventa una opzione non indispensabile, anzi è accessorio inutile, basta sollecitare gli istinti beceri presenti nella natura umanoide per ottenere l'effetto sperato. Insomma complottisti, populisti, sovranisti, ma anche no-vax, perfino terrapiattisti, e purtroppo anche una certa politica senza scrupoli in nome del motto “il fine giustifica i mezzi” che bivacca anche a sinistra, dimostrano di aver fatto tesoro, magari inconsapevolmente, degli insegnamenti nientemeno che di Joseph Paul Goebbels, il nefasto Ministro della propaganda nazista.
Vale allora la pena rileggere in sintesi il cosiddetto manuale Goebbels che a sua volta era sintesi di ben più complessi manuali di comunicazione dell'epoca. Temi lontani si dirà, oggi nell'epoca social e dei media digitali, è tutto diverso. E invece no. I principi ispiratori della propaganda nazista vanno letti e compresi non solo per esorcizzarli e comprendere il passato ma perchè sono attualissimi e nefasti oggi come in quel lontano tempo. Anzi oggi li puoi utilizzare, almeno in parte, anche senza il controllo forzato di tutti i media come avveniva nelle dittature. Questi in sintesi i principi che ritroviamo intonsi nella macchina di propaganda sovranista e populista, da Trump a Salvini, ma ampiamente utilizzata anche in altri contesti politici e pseudo giornalistici, semplicemente perchè drammaticamente efficaci, basta non avere scrupoli nell'utilizzarli.

Ma vediamo i principi di nazista memoria:
1. Principio della semplificazione e del identificazione del nemico unico. In sostanza è necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario come nemico perchè unico responsabile di tutti i mali.
2. Principio del metodo del contagio, funzionale all'efficacia del primo. Fondamentale è riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.
3. Principio della trasposizione. Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco, alzando sempre il livello dello scontro. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.
4. Principio dell’esagerazione e del travisamento. Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave (la parola clandestini vi dice qualcosa?)
5. Principio della volgarizzazione. Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. “Quanto più è grande la massa da convincere, diceva Goebbels, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria”.
6. Principio di orchestrazione. La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto dubbi o incertezze e con le stesse parole. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità” basta che sia plausibile.
7. Principio del continuo rinnovamento. Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.
8. Principio della verosimiglianza. Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse anche frammentarie e non verificate.
9. Principio del silenziamento. Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.
10. Principio della trasfusione. Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali, neri, zingari e clandestini sono più che obiettivi mezzo di propaganda prelidetto.
Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi o farli riemergere.
11. Principio dell’unanimità. Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.
Tutto questo generò mostri che abbiamo conosciuto e c'è da temere che gli stessi metodi di oggi, resi ancora più efficaci e potenti dal web, possano diventare “patrimonio” di molti dispensatori di odio e cercatori di potere, anche perchè, non volendo abbracciare gli stessi insegnamenti, la strada per divulgare  verità anzichè spacciare menzogne è irta di ostacoli soprattutto se scatta la rassegnazione di considerare il popolo bue incapace di capire chiudendosi nel salotto dei giusti con la propria bandierina rossa come agnelli sacrificali in attesa che il lupo "te se magni" perchè, come dice un detto popolare "se pecora ti fai (anche se per paura di scontentare il sentiment comune)  il lupo ti mangia" .
Fabio Folisi