Infortuno sul lavoro alla Cartiera di Ovaro. Muore schiacciato operaio 35enne

Ancora un padre di famiglia questa sera non tornerà ai suoi affetti. Infatti in un infortunio mortale, questa mattina, alla Cartiera Reno De Medico di Ovaro anni, Patrick Cattarinuss operaio 35enne del posto, per cause in corso di accertamento, sarebbe stato ucciso colpito da una pressa, riportando un violento trauma cranico che lo ha ucciso sul colpo. Sul posto i Vigili del fuoco, i Carabinieri di Tolmezzo e i mezzi del 118. Indagano anche gli ispettori del lavoro dell’azienda sanitaria. Per la Cartiera di Ovaro si tratta del secondo grave infortunio sul lavoro in pochi mesi. Il 3 maggio scorso, infatti, un operaio era rimasto incastrato con una mano in un macchinario, rimanendo gravemente ferito, oggi però c’è scappato il morto. Patrick Cattarinussi si era diplomato all’Isis Fermo Solari di Tolmezzo, viveva ad Ovaro ed era sposato da pochi mesi. Molte le prese di posizione sullo stillicidio di infortuni sul lavoro che vede anche il Fvg drammaticamente presente con numerosi decessi sul lavoro. Lo ricorda il segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Duriavig secondo cui “il Friuli Venezia Giulia non fa eccezione nel trend nazionale. Ci ritroviamo, scrive Duriavig in una nota, a leggere l’ennesima notizia tragica e a ribadire che le cause che hanno portato a 16 incidenti mortali dall’inizio dell’anno nella nostra Regione sono sempre le stesse: una rete totalmente inadeguata di controlli e ispezioni; un sistema che sacrifica sull’altare del profitto la sicurezza sui posti di lavoro; un sistema che ricatta i lavoratori mettendoli davanti alla certezza di perdere il lavoro se rifiutano turni impossibili o manovre pericolose, o semplicemente se hanno il coraggio di denunciare i rischi per la sicurezza. Ricordiamo tutti i casi emblematici che hanno coinvolto i più giovani: il diciannovenne morto ai cantieri di Monfalcone e lo stagista di 16 anni che si è semi-amputato un braccio a Pavia di Udine nel mese di maggio. I profitti di pochi valgono più della sicurezza di molti. E quando si grida “prima gli italiani” viene da pensare che si tratti solo degli evasori fiscali redenti dai condoni di tutti i governi di questi ultimi anni e non di chi ogni mattina si alza per portare onestamente uno stipendio a casa. Il mantra della “sicurezza” non è mai ripetuto per i posti di lavoro. Sinistra Italiana continuerà il lavoro di denuncia e sensibilizzazione in tutte le sedi e in tutti i territori in cui è presente, anche tramite il gruppo parlamentare di Liberi e Uguali”.

Nazionalmente la situazione è drammatica, in un dossier presentato il mese scorso dall’Inail si è reso noto che tra gennaio e agosto i morti in Italia sono stati 713, 31 in più rispetto ai 682 dell’analogo periodo del 2017 (+4,5%). L’aumento, secondo l’istituto, è dovuto soprattutto all’alto numero di decessi avvenuti nel mese di agosto di quest’anno rispetto all’agosto dell’anno (92 contro 51), alcuni dei quali causati da incidenti “plurimi”, cioè quelli che causano contemporaneamente la morte di due o più lavoratori. Secondo l’Inail ad agosto si  è contato lo stesso numero di vittime (34) in incidenti plurimi dell’intero periodo gennaio-agosto 2017. “Nel confronto di periodo dei primi otto mesi – spiega l’Inail – nel 2018 si sono verificati 15 incidenti plurimi che sono costati la vita a 60 lavoratori, rispetto agli 11 incidenti plurimi del 2017, quando le morti furono 34. Nell’agosto di quest’anno, in particolare, si è contato lo stesso numero di vittime (34) in incidenti plurimi dell’intero periodo gennaio-agosto 2017. Tra gli eventi più tragici del mese scorso si ricordano il crollo del ponte Morandi a Genova e gli incidenti stradali avvenuti in Puglia, che hanno provocato la morte di braccianti stranieri a Lesina e Foggia”.

 

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