Iniziato da giorni uno sciopero della fame nel Cpr di Gradisca. Ora dentro c’è la paura del contagio da Covid-19

Arriva la richiesta d'aiuto dal CPR di Gradisca. Una nota diffusa tramite dei volontari  racconta che continua uno sciopero della fame dove alcuni detenuti sono al terzo giorno senza mangiare. Lo sciopero iniziato in sordina si è ora esteso, le stime attuali sono di 50 detenuti in in astinenza dal cibo. Rispetto ai motivi della protesta comunicati già ieri (cibo avariato che crea problemi intestinali e assenza di saponi e ricambi di vestiti), oggi si fa più forte la richiesta di essere liberati per paura del contagio da corona virus. I reclusi ribadiscono di non essere né animali né criminali, di essere stati messi nel CPR a causa di problemi con i documenti che non possono risolvere stando rinchiusi. Dichiarano che il CPR è ancor peggio di una prigione e che, se il virus entra, si ammaleranno tutti. Hanno paura che nel caso di malattia, nessuno li aiuterebbe e li lascerebbero morire lì. I reclusi inoltre hanno smesso di mangiare anche per la paura che il cibo sia infetto poiché sia le guardie della struttura sia i lavoratori che consegnano il cibo sotto le sbarre delle "gabbie", escono ed entrano dal centro e potrebbero essere portatori del virus. I reclusi di Gradisca dicono di aver saputo che altrove ci sono CPR che hanno chiuso e chiedono di essere rilasciati anche loro per poter tornare nelle loro case. La richiesta a chi è fuori è quella di aiutare dando informazione e che le motivazioni della loro protesta siano ascoltate. Come assemblea no cpr, si chiude la nota, chiediamo che tutti facciano qualcosa.
Il cominicato riporta la firma “Assemblea No CPR”