Intesa di vertice Trump- Juncker: rientra dalla finestra il Ttip. La deregulation selvaggia nelle pieghe dell’abbattimento dei dazi

Come è noto una decina di giorni or sono Usa e Ue hanno raggiunto un accordo “di principio” per una tregua sui dazi, dopo le crescenti tensioni commerciali degli ultimi mesi. L’intesa è arrivata a seguito di un incontro al “vertice” a Washington tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. Tra i punti chiave del riavvicinamento ci sono l’obiettivo "zero tariffe sui beni industriali", eccetto le auto per cui dovrebbero restare barriere. L'Europa comprerà più soia e gas dagli Usa, aumenterà il commercio sui servizi, sui prodotti chimici e farmaceutici, infine si procederà insieme, Usa e Ue, a riformare la World Trade Organization. Si tratta, è stato detto, di un accordo di principio che è stato applaudito anche dal direttore del Fmi, Christine Lagarde, anche se sono circolate poche cifre. Trump ha parlato di "un grande giorno" per il libero scambio e l'entrata in "una nuova fase per le relazioni commerciali tra Usa e Ue. È bello essere tornati in carreggiata con l'Unione Europea”.
Tutto bene insomma, almeno così è stato venduto dai media internazionali. Peccato però che l'accordo nasconda una volontà molto simile, se non sovrapponibile, all'accordo Ttip che ha visto una colossale mobilitazione europea per fermarlo. Insomma si cerca di fare rientrare dalla finestre quello che si era bloccato alla porta e per di più lo si vuole fare bypassando ogni meccanismo democratico decisionale. E' quindi allarme rosso ne mondo degli oppositori al Ttip, comitati ma anche Coldiretti che da sempre avversa questa tipologia di trattati che rischiano di impoverire il comparto agricolo in favore di pochi produttori. Così dal Comitato No Ttip si parla di “Zombie– Ttip, il ritorno del trattato mai morto” evidenziando che si: tratti di un colpo di mano non proprio democratico dato che Juncker non risulta incaricato con un mandato da parte del Parlamento europeo.Il sospetto dei Comitati è che si tratti di un regalo preelettorale che la Commissione europea prova a fare ai grandi gruppi industriali e finanziari dei Paesi membri, prima delle europee del 2019, quando potrebbero cambiare le maggioranze in Parlamento europeo e la stessa Commissione. Insomma il fondato sospetto che attrverso un accordo di vertice si vada verso un negoziato ancora più opaco e sregolato del TTIP in mano ai due Presidenti e a un non meglio Gruppo di consulenti, in violazione al Trattato di Lisbona che vuole partecipi il Consiglio europeo e il Parlamento, un'amicizia sostanzialmente “commerciale” e pericolosa che compromette i diritti dei cittadini. Quindi nonostante il mese d'Agosto non sia quello più adatto per mobilitarsi sia i Comitati che Coldiretti invitano alla vigilanza ed hanno programmato una serie di iniziative.

In particolare i comitati Stop Ttip hanno predisposto una lettera da inviare ai parlamentari invitandoli alla vigilanza.
Leggi il testo della lettera https://friulisera.it/lettera-ai-parlamentari-del-fvg-sul-ttip/

 

Le possibili ricadute del Ttip sull’agricoltura del Friuli Venezia Giulia

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