La Biblioteca Joppi festeggia 150 anni

 Aperta nella sua attuale sede di piazza Marconi il 13 maggio 1866, la biblioteca civica “Vincenzo Joppi” di Udine compie esattamente 150 anni.

Un traguardo importante per una delle principali istituzioni cittadine, e non solo, che merita di essere festeggiato come si deve. Ecco perché a spegnere le 150 candeline della Joppi, venerdì 13 maggio, palazzo Bartolini festeggerà alla grande con una serie di eventi organizzati nel giorno del suo compleanno, ma anche con molte altre iniziative che si protrarranno fino a fine 2016.

Soddisfatto il sindaco di Udine, Furio Honsell, secondo cui celebrare l’anniversario di fondazione è un atto politico nel senso più bello del termine. Il primo cittadino, infatti, ricorda come Udine sia citata spesso come Città dei lettori perché ha tra i più alti numeri di librerie e di libri venduti in proporzione alla sua popolazione. E il sistema bibliotecario del Comune di Udine che ha nella biblioteca civica, nella pluralità delle sue sezioni e nella costellazione delle biblioteche decentrate circoscrizionali i suoi luoghi, contribuisce in modo decisivo a mantenere vivo il sacro fuoco della lettura in Friuli. Per Honsell che ringrazia anche il prezioso lavoro del direttore Romano Vecchiet, da 25 anni alla guida della Joppi, tutelare la biblioteca vuol dire tutelare la memoria stessa della storia e della cultura del Friuli.

La Biblioteca Civica di Udine, che per merito di uno dei suoi più illustri direttori, Giovan Battista Corgnali, venne intitolata negli anni Venti del Novecento al grande bibliotecario Vincenzo Joppi, fu aperta al pubblico il 13 maggio 1866, proprio durante gli ultimi mesi della dominazione austriaca. La sua storia è fortemente ancorata ai valori civili ed educativi della città di Udine di primo Ottocento, quando iniziarono ad aprire molte biblioteche civiche italiane attraverso lasciti e donazioni di intellettuali e letterati che volevano dotare le proprie città di un servizio innovativo, aperto alle classi emergenti, per favorire la crescita culturale e sociale della propria comunità. Anche Udine giocò la sua parte in questo senso, ottenendo, donato dalla contessa Teresa Dragoni Bartolini nel 1856, uno dei più bei palazzi del centro storico della città che negli anni seguenti si arricchì di prestigiose collezioni librarie. Queste, aggiunte alle donazioni ricevute nei decenni precedenti, colmarono in breve tempo il vuoto che Udine aveva accumulato nei confronti di altre città italiane fino a far diventare la Joppi la biblioteca comunale con maggior prestiti in regione.

L'amore per la Joppi confermato dagli ingressi e prestiti

Basti pensare, infatti, che nel solo 2015 hanno varcato la soglia di palazzo Bartolini più di 200 mila persone che, sommati agli ingressi di tutto il Sistema Bibliotecario dell'Hinterland Udinese, di cui la Joppi è capofila, arrivano a quasi 240 mila persone. Straordinari anche i dati dei prestiti veri e propri. Alla Joppi sono stati consultati 162 mila libri, numero che lievita a oltre 271 mila se si prende in considerazione tutto il sistema dell'hinterland e le biblioteche circoscrizionali. Non solo libri, comunque, perché gli utenti possono contare anche su un ricco patrimonio di cd e dvd. Patrimonio “apprezzato” da oltre 162 mila prestiti nell'anno appena trascorso.

Anche per l'assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone, 150 anni sono un'età davvero notevole. Un appuntamento con cui non si vuole richiamare solo una cifra, per quanto impressionante, quanto soprattutto il senso e l'importanza primari che un'istituzione come la biblioteca civica ha avuto e continua ad avere per questa comunità. Pirone, infatti, ricorda come 150 anni fa la creazione di questa istituzione sia stata fondamentale nel progresso civile e sociale e nello sviluppo economico in un Friuli che da lì a poco sarebbe divenuto italiano. Ma l'assessore sottolinea anche come ora, a maggior ragione, la biblioteca civica sia un servizio capace di portare all'eccellenza, tramandando e innovando, conservando e includendo. Un ponte unico, in una società globale, tra il passato e il futuro di questa comunità.

Gli eventi in programma

Il programma del 13 maggio pensato per festeggiare i 150 anni della Joppi inizierà alle 16 con un'immancabile visita guidata a palazzo Bartolini a cura della responsabile sezione “Manoscritti e Rari”, Francesca Tamburlini che, tra brani letti da Mara Fabro, accompagnerà i visitatori (massimo 25 con prenotazione obbligatoria) a scoprire i segreti del palazzo che ospita la Joppi (la visita verrà ripetuta anche alle 20 con letture a cura di Nicoletta Oscuro).

Il momento clou dei festeggiamenti sarà invece alle 17 con una vera e propria maratona di saluti e testimonianze degli “amici della Joppi”. Presentati dall'assessore Pirone e dal direttore della biblioteca, Romano Vecchiet, si alterneranno nomi di spicco del panorama letterario e, più in generale, culturale della città. La vincitrice del premio “Strega ragazze e ragazzi” 2016 Chiara Carminati, il critico letterario Mario Turello, lo scrittore Paolo Maurensig, il critico cinematografico Carlo Gaberscek, saranno solo alcuni tra i tanti amici della Joppi che, a turno, racconteranno il loro modo di vedere e di vivere la biblioteca. Gli interventi si terranno nell’atrio di palazzo Bartolini e saranno introdotti da Pirone e Vecchiet che faranno anche da padroni di casa per il brindisi finale previsto per le 19 con un vin d'honneur offerto dall'azienda vinicola Pitars di San Martino al Tagliamento.

150 anni “social”

I 150 anni della Joppi saranno festeggiati anche attraverso i più utilizzati canali social. Tre, infatti, gli hashtag creati per l'occasione. Si va dall'invito a scattarsi un selfie con il libro del cuore e a postarlo con l'hashtag #J150selfie, alla possibilità di mandare dei messaggi con #Joppi150, oppure, nella forma più tradizionale, a scrivere sulla cartolina dei 150 anni (se ne troveranno sparse per la città, dalle varie biblioteche all'università, dai teatri alle circoscrizioni fino alle scuole) un messaggio augurale o un pensiero o un ricordo alla propria biblioteca. Le cartoline potranno essere poi affisse nell'atrio della biblioteca o sulle bacheche delle varie sedi, comprese le biblioteche di quartiere. Un modo per raccontare, ognuno a modo suo, cosa rappresenti una delle più amate e frequentate istituzioni cittadine. In calendario anche una biciclettata tra le biblioteche di quartiere organizzata dalle Officine Giovani del Comune con l'hashtag #J150bookbeat.

Le iniziative collaterali

Se, come detto, gli appuntamenti dedicati ai 150 anni andranno avanti fino alla fine del 2016, fin da subito sono pronti molti altri eventi collaterali. Si parte dalla mostra fotografica “Siamo cresciuti leggendo” allestita lungo lo scalone e nel salone di palazzo Bartolini. Durante il pomeriggio del 13 tutti potranno farsi ritrarre dalla fotografa Lorenza Venica con il proprio libro del cuore per implementare i ritratti della mostra stessa. L'esposizione vuole valorizzare il popolo dei lettori della nostra regione e raccontare l’impegno di tanti nella promozione della lettura. Nelle bacheche dell'atrio di palazzo Bartolini, poi, troverà posto la mostra documentaria “1815” a cura del vicedirettore della Joppi Raffaele Gianesini, con la possibilità di effettuare visite guidate durante il pomeriggio del 13 maggio dalle 15 alle 17. In Sala Toppo, inoltre, sarà allestita la mostra “La Joppi com’era: immagini del passato” a cura di Francesca Tamburlini. Il 12 maggio alle 18, quasi a introdurre la festa del giorno successivo, è poi in programma una conferenza della stessa Tamburlini che, con Vecchiet, racconterà la storia di palazzo Bartolini e della nascita della biblioteca. Il 14, invece, inserita anche nel programma di “Bicimaggio”, è in calendario una simpatica pedalata tra libri, parole e movimento organizzata nel quartiere di Rizzi-San Domenico dalle Officine Giovani attraverso i punti di bookcrossing, banco libero, biblioteche di quartiere e murale realizzati dal progetto Visioni urbane (partenza dal piazzale Valle del But alle 15 - hashtag #J150bookbeat). Il 3 giugno, infine, tutti in piazza Libertà per una nuova e come sempre avvincente edizione della “Biblioteca dei libri viventi” (in collaborazione con Damatrà). Per non parlare di un altro grande appuntamento ormai diventato irrinunciabile per il “popolo dei libri”, la Notte dei Lettori che si terrà sabato 4 giugno nel centro storico a partire dalle 19.

Un concorso per il logo dei 150 anni – biblioteca e musei

Grazie alla collaborazione con l'Istituto statale d'arte “G.Sello” di Udine, è stato ideato anche un concorso per gli studenti della scuola per realizzare un logo da utilizzare in tutti gli eventi dei 150 anni della Joppi. Ad essere scelta è stata l'immagine di Giuseppe Ismaele Calò. Nel logo, oltre a delle colorate pennellate, si legge la scritta “BCCM” a indicare lo stretto rapporto tra biblioteca e musei, visto che i Civici Musei di Udine videro la luce proprio all'interno di palazzo Bartolini prima di trasferirsi anni dopo nell'attuale sede del castello di Udine.

  1. La nascita della Joppi – Un po' di storia

La biblioteca ebbe da sempre un forte radicamento con la cultura friulana (non a caso il suo primo direttore, l’anno della sua istituzione, fu Jacopo Pirona, l’illustre autore del primo vocabolario della lingua friulana), e dall’altro con la cultura italiana, che affratellava la città di Udine con le altre consorelle italiane. Proprio l’atrio d’ingresso della Biblioteca Joppi è contraddistinto da un lato dalla forte immagine del busto di Dante Alighieri, posto proprio di fronte all’ingresso, contornato però da alcuni dei protagonisti del Risorgimento friulano, tra cui Teobaldo Ciconi, Pietro Zorutti, Valentino Presani, Pacifico Valussi, Pietro Bonini.

Altro dato oggi rilevante è che, almeno da parte di uno dei più importanti fondatori dell’istituzione udinese, Giulio Andrea Pirona (nipote di Jacopo), l’istituzione della Biblioteca non doveva essere separata dalla realizzazione dei Civici Musei e dal Museo friulano di storia naturale, per un concetto molto innovativo di organizzazione della conoscenza e dei saperi che, anziché tendere ad una loro progressiva settorializzazione, mirava ad una organicità delle proposte culturali, imperniata su un’unica istituzione, articolata al suo interno in specifici servizi. Ecco quanto scriveva Giulio Andrea Pirona nel 1877, elaborando un Piano organico e il Regolamento del Civico Museo e della Biblioteca: “Non sono più i tempi in cui le Biblioteche pubbliche non erano che ornamenti di lusso, splendidi mausolei dell’erudizione antica, destinati soltanto a vellicare l’amor proprio municipale col vanto delle tante migliaia di volumi, o delle edizioni costose e rare, o di Codici preziosi. Chi ha vivo il sentimento dei bisogni intellettuali dell’epoca nostra vedrà in esse soprattutto istituzioni destinate non solo a conservare i tesori del sapere, ma a divulgarli e diffonderli”. Su un piano eminentemente divulgativo, giustapposto ad una strategia di raccolta di documentazione antiquaria sulla storia della Città e del Friuli (la Biblioteca e i Civici Musei ad essa correlati nascono fin da subito per rappresentare tutto il Friuli, e non solo la Città di Udine), si fondano i principi istitutivi della Biblioteca e dei Musei della Città, principi che dopo centocinquant’anni rimangono tuttora fermi a incardinare la loro variegata e multiforme attività culturale.