La Doc Friuli Venezia Giulia è realtà “licenziato” il disciplinare da Roma

Dopo la discussione al Ministero delle Politiche agricole e due commissioni nazionali tecnico-normative a ottobre 2015 e febbraio 2016, la pubblica audizione di marzo, oggi il Comitato nazionale Vini ha dato finalmente il via libera per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del disciplinare Doc Friuli o Doc Friuli Venezia Giulia.
Dopo la raccolta delle firme (oltre 1.700) iniziate nel 2014 e l’avvio dell’iter nell’anno successivo, unanime la soddisfazione di tutte le parti in causa.
il disciplinare.La Doc Fvg interessa il territorio di 160 comuni di tutto il territorio regionale, senza cambiare nulla degli attuali assetti del sistema (Doc, Docg e Igt). I vignaioli che lo desiderano, infatti, potranno mantenere le denominazioni storiche delle Doc di appartenenza oppure adottare la nuova denominazione: Friuli o Friuli Venezia Giulia. Il testo appena approvato fissa anche il limite della produzione del Pinot grigio (140 quintali per ettaro).
la Regione fvg.Euforico l’annuncio dell’assessore regionale alle risorse agricole, Cristiano Shaurli: «Una soddisfazione importante dopo 30 anni di attesa che voglio condividere con l’intera filiera vitivinicola regionale. Sono convinto che potrà dare ancora più lustro alla nostra produzione regionale. Dopo Vinitaly sarà fondamentale iniziare insieme ai nostri vitivinicoltori una campagna di promozione in particolare nelle iniziative già programmate a partire dagli Stati Uniti».
confcooperative fvg. «La approvazione della Doc Friuli Venezia Giulia da parte del Comitato vini del Ministero per le risorse agricole, rappresenta il raggiungimento di un importante obiettivo e premia tutto il territorio regionale, l’intera filiera e tutti i nostri vignaioli che, speriamo, dalla vendemmia 2016 avranno a disposizione una nuova opportunità di mercato». Questo il commento congiunto di  Pietro Biscontin, presidente del Consorzio delle Doc del Fvg e di Giorgio Giacomello, presidente di Fedagri Confcooperative Fvg, per la notizia.
Un risultato, a loro avviso, raggiunto grazie all’impegno di tutti, compreso quello delle cantine cooperative regionali «Che hanno sostenuto fin dall’inizio il percorso  – ha aggiunto Giacomello – anche davanti a tante resistenze, raccogliendo gran parte delle firme necessarie all’avvio dell’iter.

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