Quando la raccolta di pupù educa le masse

dogtoilet-300x225Distributori di sacchetti per le deiezioni canine. L'Amministrazione comunale boccia un servizio pubblico. Motivo? Secondo l'assessore Del Torre è diseducativo.

Ascoltando l'eco che arriva dall'ultimo Consiglio comunale di Udine, giunge all'orecchio un argomento particolarmente “stimolante”: la pupù di cane per strada.
Prima delle feci, dunque, raccogliamo la sfida. Durante la seduta in Aula, la minoranza grillina ha presentato una mozione per domandare l'installazione in città di distributori di sacchetti per la raccolta delle deiezioni canine. Bocciata...
Questa, in sintesi, è la notizia. Ma prima di illustrare nel dettaglio la mozione pentastellata, urgono alcune considerazioni.
Senza tirare in ballo l'ormai leggendaria Svizzera, o la Germania, che in tema di senso civico sono per noi lontane anni luce, citiamo i comuni di Chieti e di Padova che, di distributori, si sono dotate da un pezzo.
In queste due città, come in molte altre in Italia, l'Assessorato all'Ambiente e alla Sanità hanno messo a disposizione dei proprietari di cani, dei distributori di sacchetti biodegradabili completamente gratuiti per la rimozione pulita e igienica degli escrementi dei loro animali. E così facendo, questi comuni particolarmente sensibili, hanno boicottato non soltanto il seccante problema del sandalo immerso nella cacca, andando in aiuto agli smemorati senza bustina, ma anche, nel loro piccolo, al problema dell'inquinamento ambientale. Quale? Non certo quello del letame sul quale, cantava De André, crescono i fior, ma quello della plastica. I sacchettini per raccogliere le feci dei cani, infatti, sono biodegradabili. Ma hanno un costo. Per risparmiarlo, in tempi di crisi nera, al supermercato la maggior parte delle persone fa man bassa di sportine e guanti al reparto frutta e verdura, ottimi per raccogliere gli escrementi ma non certo per finire in gola a un gabbiano.
Ma a Udine, città modello in tema ambientale e dove la pavimentazione sembra riproporre filologicamente la cittadella medioevale, tra sputi, cicche e anfratti odoranti di orina, i distributori di sacchetti sembrano un tabù.
Sconcertante, al proposito, la motivazione data dall'assessore al Bilancio, Cinzia Del Torre: «Mettere a disposizione gratuitamente questi contenitori sarebbe diseducativo». Come se la città fosse piena di educatissimi udinesi con pappagalli sotto alla giacca, sputacchiere e posaceneri.
Ad ogni modo la filosofia imperante sembra questa: se sei un po' sbadato, peggio per te: la cacca te la raccogli con le mani. Altrimenti, paghi. E guai se pretendi un servizio pubblico.
Ma sì! Perché rinunciare a un'Amministrazione così squisitamente paternalistica, quasi alla libro Cuore? Una maggioranza che insegna ai cittadini il bon ton a suon di ammende, forgiandoli nell'esperienza e crescendoli come un ammasso di granitiche virtù? Demonizziamo il civilissimo concetto di “servizio”, e non protestiamo se i nostri figli devono portarsi la carta genica a scuola, come già succede.
Infine, mettiamo a tacere anche le malelingue, quelle che malignano sia più conveniente far pagar multe, piuttosto che fornire servizi. Comportamento sì, questo, decisamente diseducativo.
Ma ecco cosa domandava la mozione del Movimento Cinque Stelle a firma dei consiglieri Marilena Porzio e Fleris Parente presentata, addirittura, il 25 febbraio scorso e discussa soltanto adesso:  “Premesso che l’art 26 del regolamento comunale di Polizia municipale nel quale si specifica che i luoghi pubblici e aperti al pubblico debbono essere mantenuti costantemente puliti; che i proprietari dei cani e le persone che anche solo temporaneamente sono incaricate della loro custodia sono obbligati a provvedere all'immediata asportazione delle deiezioni canine e che devono essere muniti di uno strumento di raccolta e di idoneo contenimento delle deiezioni, costituito principalmente da un sacchetto di polietilene o altro equivalente contenitore; che numerosi comuni italiani hanno installato nei principali parchi urbani dei distributori di sacchetti adibiti alla raccolta delle sopra citate deiezioni; che potrebbe accadere che il proprietario o chi per lui sia occasionalmente sprovvisto dell’attrezzatura adatta alla raccolta o non sia a conoscenza del Regolamento comunale (stranieri o villeggianti in visita alla città) che il costo dell’attrezzatura necessaria alla raccolta, seppur minimo, può disincentivare i cittadini meno abbienti all'acquisto; che si deve sensibilizzare i cittadini proprietari di animali nel prestare attenzione alla pulizia del suolo pubblico, si chiede al Sindaco e all’Assessore competente di attrezzare la città di un certo numero di distributori nei punti di accesso dei parchi cittadini e in alcune zone del centro storico”.
Ma in che mondo vivono?