Riccardi mette le ali: la Protezione Civile Fvg avrà il suo stormo di droni in accordo con i militari

Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Per questo, visti i precedenti che riguardano la sanità pubblica, prima picconata nelle sue funzioni e potenzialità e poi lasciata al lauto pasto di presunti salvitici privati, ci spaventa il fatto che sembra arrivato il momento di lavorare ai fianchi il settore del soccorso soprattutto antincendio. Che sia per questo che si sta dando  una accelerata all’altro settore di competenza dell’ormai mitico assessore Riccardo Riccardi, al quale, molto si può rimproverare, ma non di non essere un abile fantasioso tessitore, abilità che ha sempre espresso, dai tempi di Autovie Venete in poi. Certo ha sempre potuto contare sulla copertura, per distrazione o forse per più oscuri motivi, del presidente Massimiliano Fedriga, che è sempre in altre faccende affaccendato (soprattutto nel curare la sua immagine nazionale). Per questo rifugge da certe responsabilità e preferisce che le mani in pasta a metterle sia qualcun altro, secondo l’antico principio, mutuato dalla prima Repubblica, che la politica è affari, ma soprattutto sangue e merda con la quale il rischio di sporcarsi è alto. Così ecco che rispuntano sullo sfondo  le ipotesi di regionalizzazione dei Vigili del Fuoco, oggi si aggiunge perfino l’idea di dotarsi di una sorta di aviazione regionale.  Così dopo la forestale regionale e la Protezione civile impegnata anche(per fortuna non solo)  in anomale funzioni propagandistiche, potremmo vedere svolazzare droni di controllo sul cui utilizzo bisognerebbe quantomeno porre precise regole di ingaggio e limiti operativi. In passato erano anche balenate idee di centralizzazione dei servizi di gestione delle telecamere di sicurezza,  ma poi non se ne fece nulla o quasi. Insomma ad essere maliziosi si potrebbe leggere così la strategia, che ricordiamo è foriera di gestione di considerevoli fondi. Parliamo soprattutto degli stanziamenti  emergenziali che, come la storia insegna, sono a loro volta portatori di regole meno stringenti delle ordinarie. Così oggi arriva l’intesa tra la Regione Fvg, il 2° Stormo di Rivolto e il Comando Aeroporto Aviano. I due Comandi di riferimento sul territorio per l’Aeronautica Militare diventerebbero, si legge in una dichiarazione dell’assessore, strategici per “consentirci l’utilizzo in sicurezza delle nuove tecnologie, in particolare dei droni di cui la Protezione civile si è dotata per potenziare le sue capacità di monitoraggio e intervento”. Insomma Riccardi “mette le ali” ottenendo quei superpoteri ai quali spesso la politica aspira, ma che in realtà, spese a parte, sono pari a quelli della nota bibita energetica. Comunque l’intesa con l’aereonautica militare serve, spiega la nota regionale, a definire le procedure, le norme di coordinamento e le reciproche responsabilità per lo svolgimento in sicurezza delle attività di volo mediante l’utilizzo di droni. “L’accordo, ha spiegato Riccardi  (che ora ha le ali ma non certo l’aureola) ci consentirà di agire in maggiore sicurezza sia in situazioni ordinarie che emergenziali connesse all’attività di istituto della Protezione civile, all’interno di spazi di volo controllati. In questo modo avremo anche una maggior conoscenza del teatro dei luoghi nel quale si verificano o si potranno verificare situazioni di crisi. La Protezione civile si è dotata di strumenti tecnologici innovativi, quali i droni, e ha formato specificamente il proprio personale e i volontari, così che oggi disponiamo di un valore aggiunto il cui operato diventa fondamentale se abbiamo anche la sicurezza degli spazi di volo. In questa cornice l’intesa con l’Aeronautica Militare diventa strategica”.